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Il sottopassaggio, l’ennesimo esempio di “cura” della cosa pubblica

di Andrea Mura Letto 4.742 volte5

di Andrea Mura

Copia di DSC_0064 Capita che devi andare a Cagliari e vai in stazione per prendere il treno… “Per Cagliari?” Binario 1… All’andata fai pure il viaggio in piedi… Ci sono meno vagoni, dicono… Al ritorno il treno ti fa scendere sul binario 2… E fai il sottopassaggio… Il famoso sottopassaggio… Quello che permetterà ai residenti di Serramanna Ovest di raggiungere Serramanna Est, quando (e, a questo punto viene da chiedere, se?)  non ci saranno più i passaggi a livello…

 

Ed eccolo qua… Un tunnel che fino a poco tempo fa era pure paurosamente immerso nella penombra… Alla faccia della sicurezza… Con il suo bel passaggio ciclabile, anche per chi le scale proprio non le può o non le potrà fare… Ora le luci ci sono… Ed è possibile ammirare una inaudita sporcizia, quella che si, ti aspetti, ma no, non così tanto.

Te l’aspetti perché sai come vengono trattate le cose pubbliche, sai come vengono utilizzati i luoghi pubblici, è solo questione di tempo… Ti dà fastidio, ma è così, lo sai… Dai la colpa ai controlli, forse pochi o forse inesistenti…  E allora chiedi a gran voce telecamere; tutta l’area deve essere ripresa, i colpevoli devono essere puniti, ancor meglio se condannati a ripulire tutto
Copia di DSC_0068

“Sicuramente sono i soliti ragazzini che bivaccano allegramente nei dintorni della stazione”.

Poi vedi un ragazzo, un po’più grande dei ragazzini che hai in mente, che butta la carta di una caramella proprio lì, vicino ai tuoi piedi…

Copia di DSC_0085Poi vedi un altro, questa volta più adulto, sicuramente più grande di te che, dopo essersi infilato una sigaretta in bocca, butta il pacchetto finito lì per terra… Prendi il pacchetto, rincorri il signore… “Scusi, le è caduto questo”… “Ah, no, è finito”- risponde imbarazzato… “Si, appunto” – rispondi tu – “esistono i cestini, dia l’esempio, grazie”…

E allora capisci.Copia di DSC_0082

Capisci che non è (solo) una questione di controlli.

È la cultura che deve cambiare, la mentalità di ognuno di noi, il rispetto per noi stessi, per gli altri e per il posto in cui viviamo.

Deve cambiare la consapevolezza che abbiamo sulle cose pubbliche.

Se una cosa è pubblica, non bisogna pensare al negativo.

Se una cosa è pubblica, non devi pensare che non è mia, quindi chi se ne frega.

Devi pensare che quella cosa lì è di tutti, quindi anche tua; e tu devi preservarla, vigilare, migliorarla.

Sia che si chiami stazione, sia che si chiami piazza, sia che si chiami pineta, sia che si chiami campagna, che si chiami cunetta, che si chiami pista, che si chiami, come in questo caso, ma è solo un caso, sottopassaggio.

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Commenti (5)

  1. Bellissimo articolo!
    Ci sono passata proprio ieri, dopo tanto tempo che usavo la macchina per andare all’università, ho dovuto prendere il treno. Sono rimasta molto, molto schifata… Non è il “solito” sottopassaggio un po’ trascurato, è proprio uno schifo, e mi sono vergognata di essere Serramannese!!!

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  2. Bene: tanti anni fa, quasi 20, il sottopasso era un qualcosa di “futuristico”. Ora, vedendolo realizzato, dovremo essere orgogliosi di averlo, dato che non era l’ideale attraversare i binari da una parte all’altra per prendere il treno. Mi viene da pensare una sola cosa: è pluriuso il sottopassagio? Funge anche da discarica o da galleria d’arte? Scusate lo sfogo, ma ci sarebbe da riflettere parecchio sulle foto postate. Un saluto. Bell’articolo, Andrea!

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  3. complimenti per l’articolo, è vero la maleducazione e l’inciviltà sono oramai radicati,ma dalle foto mi sembra di notare, che non ci sia un solo cestino durante il percorso, (non per questo ovviamente si è scusati per la maleducazione) però,io parlo anche per la mia strada, via Torino, è sempre sporca di ogni tipo di rifiuto, io ogni tanto faccio un giro a raccogliere le cartacce, perchè mi terrorizza l’idea che queste possano ostruire lo sbocco delle acque dovendo piovere…ma mi accorgo che quando esco magari ho un fazzoletto in mano,oppure sbuccio una caramella,io sò che c’è un cestino a fine strada vicino alla chiesa e aspetto di arrivare lì, ma chi non arriva lì? perchè non mettere dei cestini da vuotare magari quando passa il secco…insomma il problema c’è ed è grave, ma fare qualcosa no? a parte indignarsi bisognerebbe trovare delle soluzioni consone, per esempio nel caso del sottopassaggio, un qualche capostazione o simile fare un giro ogni tanto giusto per…….

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  4. Non ci sono parole per commentare una situazione simile.
    Per quanti volessero vedere qualcosa di diverso, li invito a fare una capatina a Vienna ed osservare, per esempio, le linee della metropolitana: treni e stazioni pulitissimi, ordinati, persino colorati, mai chiasso o disordine, non una carta per terra, tutto controllatissimo e perfettamente funzionante. Un mondo lontano anni luce dal nostro (tipica efficienza austriaca o solita inciviltà italiana?).

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  5. Ma io dico, perchè non imbrattate i muri di casa vostra e buttate la spazzatura nel vostro cortile. E per chi vivesse ancora con i genitori, facendolo proprio davanti a loro. Vorrei vedere cosa proverebbero in quel momento e che ve le dessero di santa ragione. Scusate, ma sono padre di tre figli di cui una di quasi 20 anni, uno di 10, e una bambina di 15 mesi e per me l’educazione e il rispetto delle proprie cose, ma soprattutto quelle altrui sono alla base per la crescita di ogni persona. Per questo ai miei figli non smetto mai di ripetergli come ci si deve comportare, non che non siano educati anzi, ma cosi facendo secondo me rimane impresso meglio nella mente per poi tramandare le gesta educative di generazione in generazione. Ricordatevi genitori, l’educazione deve partire da voi……p.s ,bravo Andrea bellissimo articolo spero lo vedano in tanti e si rendano conto di che scempio sono capaci certe persone veramente incivili e inqualificabili.

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