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La donna maresciallo: così ho preso il bandito

di Andrea Mura Letto 5.925 volte0

Parla il carabiniere Gloria Mercurio

«Uno scatto di seicento metri, uno sparo in aria, il placcaggio, la colluttazione». Così il maresciallo Gloria Mercurio, comandante della stazione dei carabinieri di Serramanna, ha sventato la rapina al Banco di Sardegna e catturato il bandito orgolese Francesco Pira, balenteddu ridotto a miti consigli dalla sottufficiale con la passione per la boxe. «Per la prima volta ho sentito la responsabilità del comando, di guidare colleghi in una operazione delicata. No, non ho avuto paura per me, alla fine è andato tutto bene, nessun problema neppure per i miei colleghi e per la gente di Serramanna». Intanto è caccia agli altri due banditi riusciti a fuggire. Possibili collegamenti con altri colpi alle Poste di Serramanna e in banca a Cagliari in via Tiziano.

Il maresciallo Gloria Mercurio racconta l’arresto dell’orgolese
«Paura? Non per me ma per i miei colleghi: è andato tutto bene»

L’eroina del giorno risponde al terzo squillo. «Pronto? Maresciallo Gloria Mercurio, chi parla?».

La voce è pacata, lo stress è superato malgrado la notte insonne, inevitabile dopo una rapina sventata, l’inseguimento di un bandito, l’arresto con placcaggio e colluttazione. Ventisei anni, comandante della stazione di Serramanna, la donna-coraggio ha un passato da ballerina classica e un presente da boxeur dilettante, è abruzzese e, con uno scatto di 600 metri, malgrado scarpe e divisa d’ordinanza, ha demolito il mito di un balenteddu orgolese, acciuffato e ridotto a miti consigli senza troppi complimenti.

L’ALLARME Il racconto di una serata impossibile da dimenticare anche per gli abitanti di Serramanna, ha inevitabili omissis legati all’inchiesta ancora in corso, alla ricerca dei due banditi riusciti a dileguarsi.

«Eravamo negli uffici della stazione dei carabinieri quando è arrivato l’allarme. Rapina in corso al Banco di Sardegna . Pronti a entrare in azione, c’era lo stato di allerta, dopo il colpo alle Poste e l’assalto fallito al portavalori Serramanna era nel mirino. In quegli attimi di solito non hai il tempo di ragionare, l’adrenalina sale a mille. Ma mentre indossavo il giubbotto anti-proiettile, per la prima volta ho realizzato che ero il maresciallo comandante di un gruppo di carabinieri scelti, chiamato a intervenire in una fase così drammatica. E ho avuto paura. Non per me, assolutamente. Per i miei uomini, per la gente di Serramanna. Non me lo sarei mai perdonata se fosse capitato qualcosa a loro. Siamo entrati in banca, abbiamo inseguito i banditi, io ne ho catturato uno, è vero, ma alla fine quel che importa è soprattutto che sia andato tutto bene. Così ho ringraziato Dio».

IN BANCA Quando Gloria Mercurio e il carabiniere scelto Daniele Pinna sono entrati in banca, il commando dei banditi si è diviso: due rapinatori sono scappati dall’uscita di sicurezza sul retro, inseguiti da Pinna, che ha esploso invano tre colpi in aria nel tentativo di fermare i malviventi ma che ha recuperato il bottino; l’altro, Francesco Pira, 23 anni, orgolese, ha inforcato la porta girevole della banca e se l’è data a gambe lungo la strada principale. Dietro di lui, il maresciallo Mercurio. «Sì, sono allenata, ogni mattina curo la preparazione atletica con la corsa e di sera lavoro in palestra. Da piccola mi piaceva la danza, poi mio fratello, campione abruzzese di pugilato, categoria medio massimi, mi ha instradato alla noble art ».Nuova immagine (15)

CORPO A CORPO La familiarità con ganci e diretti e l’esercizio con i guantoni le sono serviti quando ha raggiunto Pira, che aveva abbandonato l’arma giocattolo non appena la marescialla ha esploso un colpo in aria a scopo intimidatorio. «No, non c’è stata una vera e propria colluttazione, il bandito era trafelato, la lingua a penzoloni dopo lo scatto», dice Gloria Mercurio evitando di parlare della mano destra ancora gonfia. Fattostà che ha spedito Francesco Pira al tappeto, pardon, in manette.

EROINA In quell’istante, senza rendersene conto, è entrata nella gloriosa storia dell’Arma, caso unico in Italia, maresciallo-donna con inseguimento e cattura nel curriculum. «Ringrazio il cielo che tutto sia andato bene, ma anche i miei istruttori, i miei insegnanti, i miei collaboratori». Maresciallo Mercurio, carabiniere per scelta, vocazione. «Fin da piccola avevo una venerazione per questa divisa, mi incuteva timore reverenziale. A 19 anni mi sono arruolata in Marina, sono stata imbarcata sulla Garibaldi, poi ho vinto il concorso dell’Arma dove sto facendo tutta la gavetta: carabiniere, carabiniere scelto, scuola sottufficiali, maresciallo. Il trasferimento in Sardegna mi ha arricchito, ho trovato a Serramanna e a Sanluri persone fantastiche. Il mio obiettivo? Andare il più avanti possibile nei carabinieri, far carriera». Scuola ufficiali? «È il mio sogno». Ufficiale e gentildonna. Impossibile da sfidare sul mezzo fondo e sul ring.

Paolo Carta – L’Unione Sarda del 06/01/2013

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