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“Acqua, ridaremo i soldi”, bollette gonfiate: il Comune ammette l’errore

di admin Letto 2.657 volte0

serramanna

Il Comune restituisce ai cittadini la quota del canone Ras indebitamente pagata sul servizio idrico. Se non fosse che la somma (46 mila euro all’anno, per tre anni) è iscritta già a bilancio, e messa nero su bianco nella risposta all’interrogazione di un consigliere che aveva sollevato il problema, l’annuncio della Giunta comunale di Serramanna sembrerebbe quasi fare il verso a una delle promesse più gettonate della campagna elettorale per le prossime elezioni politiche: la restituzione dell’Imu sulla prima casa.

LE RAGIONI «Il canone Ras sul consumo idrico non era dovuto, e verrà restituito agli utenti», afferma sicura Elena Fadda, consigliera comunale molto addentro alle vicende finanziarie dell’ente (il sindaco Sergio Murgia, che ha conservato per sé l’assessorato al Bilancio, le ha attribuito un incarico speciale in materia all’indomani delle elezioni comunali del maggio 2012). La consigliera ha atteso, per dare l’annuncio, «la conclusione del lavoro di verifica da parte degli uffici finanziari». Sul consumo idrico dei serramannesi c’era una voce che appesantiva le bollette: il cosiddetto canone Ras , retaggio, evidentemente, della vecchia gestione del servizio idrico, fino a qualche anno fa in carico per intero (servizio, tariffe e riscossione diretta) al Comune. Con l’istituzione dell’Ato (Autorità territoriale ottimale della Sardegna), e l’avvento del gestore unico Abbanoa, al Comune di Serramanna è rimasta la riscossione diretta ma con tariffe stabilite dall’Ato.

L’INTERROGAZIONE A sollevare la questione, due mesi fa, era stato il consigliere Michele Etzi, eletto in quota Psi nella maggioranza, che sull’argomento aveva presentato un’interrogazione consiliare. «Perché le fatture sul consumo idrico emesse dal Comune presentano una voce Canone Ras non prevista dall’Autorità d’ambito e soprattutto non compresa nelle fatture dei paesi del circondario facenti capo ad Abbanoa?», era una delle domande di Etzi. La risposta, magari non celerissima, arriva ora dalla consigliera Fadda, delegata al Bilancio. «Gli uffici si erano già accorti dell’errore ma era tardi per rimediare: le fatture per il 2011, con scadenza dicembre 2012, erano ormai partite», spiega Elena Fadda. Il Comune, insomma, riconosce la svista e fa ammenda.

RIMBORSI «Non abbiamo nessuna remora, c’è la copertura finanziaria e il bilancio non ne risentirà in alcun modo». La somma in ballo, più o meno, è di 46 mila euro all’anno per tre anni: 2009, 2010 e 2011. Da pochi euro a alcune decine all’anno: ecco le cifre che i cittadini si vedranno detrarre dalle prossime fatture idriche. «Impossibile al momento anticipare quanto ognuno riceverà, in quanto il Canone Ras era calcolato in base al consumo», conferma Elena Fadda.

I. Pillosu – L’Unione Sarda dell’08/02/2013

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