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Emergenza invalidi e poveri. La crisi accentua il problema e i fondi sono in diminuzione

di Davide Batzella Letto 1.450 volte0

Serramanna

Un esercito di invalidi (che attende risposte dai Piani personalizzati della legge 162) e nuovi poveri cui dare risposte con scarse risorse finanziarie e un organico ridotto all’osso. Alle porte dei Servizi sociali di Serramanna bussano sempre più persone. La crisi da queste parti è anche più aspra. Effetto di un’agricoltura sempre più in affanno e che in passato ha distribuito ricchezza e posti di lavoro a migliaia di braccianti e mezzadri, impegnati nelle coltivazioni di vite, barbabietole da zucchero, carciofi e pomodori.

BENESSERE «Serramanna sconta il passaggio da un certo benessere, legato all’agricoltura e all’indotto, ad una situazione di bisogno estremo originata dalla mancanza del lavoro», conferma Giulio Cossu, assessore comunale alle Politiche giovanili. «A questo si aggiunge un gran numero di persone che perdono il lavoro a un’età adulta», aggiunge Cossu. Sono quei cinquantenni, sessantenni, che da un giorno all’altro si ritrovano senza una busta paga, e che ingrossano le fila dei nuovi poveri.

RICHIESTE CRESCENTI «Ci troviamo di fronte a persone che hanno dato fondo alle loro risorse, hanno venduto tutto, e si rivolgono a noi per chiedere aiuto: un sussidio, un lavoro anche per pochi mesi», interviene Luana Tocco, assessore ai Servizi sociali. La fila dei disperati, insomma, si fa sempre più lunga. Se prima a bussare alle porte dei Servizi sociali erano più che altro soggetti disagiati socialmente, ora il target dei nuovi poveri si è alzato. «Ci troviamo a dover rispondere a richieste in crescita con risorse finanziarie sempre più limitate. Il budget delle tre diverse linee dei fondi destinati alle povertà estreme è di appena 133 mila euro», continua l’assessore Tocco, assistente sociale di professione anch’essa (nel Comune di Guasila).

SERVIZIO CIVICO I fondi, insomma, sono assolutamente insufficienti, in rapporto alla popolazione di Serramanna, novemila e cinquecento abitanti circa. Nonostante la coperta finanziaria cortissima nell’ultima tornata dell’intervento sulle nuove povertà in molti hanno lavorato nel cosiddetto servizio civico. «L’inserimento lavorativo, in vari servizi comunali, ha riguardato 48 persone che a turno hanno lavorato 3 mesi ciascuno», continua l’assessore che, a fronte dei bisogni crescenti, rileva la carenza di personale.

PIANI PERSONALIZZATI Attualmente nell’ufficio Servizi sociali operano una sola assistente sociale e un educatore. «Stiamo procedendo alla selezione di una nuova figura», spiega Luana Tocco, che parla di una «mole di lavoro fatta, tra l’altro, di 400 schede dei Piani personalizzati a sostegno dei soggetti invalidi da caricare nel sistema informatico della Regione».

I. Pillosu – L’Unione Sarda del 24/02/2013

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