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«In classe? Solo tre giorni». Problemi scolastici di un ragazzo con disabilità psicomotoria

di Davide Batzella Letto 1.977 volte0

Zaino in spalla già dalle sette del mattino. Pronto per la scuola, tutti i giorni. Non è la storia di uno studente maniaco dello studio, ma quella molto diversa di Marco Medda, diciottenne di Serramanna, con una disabilità psicomotoria grave che, tuttavia, se non fosse per l’assistenza limitata (9 ore alla settimana di sostegno) sarebbe in aula, dice la madre Gabriella Pillitu, «anche la domenica, invece di tre giorni la settimana».

Felice di stare fra i banchi, coi compagni, Marco frequenta la prima Industriale. «Ama stare a scuola: ha bisogno di avere una giornata impegnata», aggiunge la madre del ragazzo che, ormai, ha esaurito il fiato per chiedere più attenzione. «Abbiamo bussato alle porte di tutte le istituzioni», aggiunge la donna, madre di altri due figli, che fa i salti mortali («tre giorni alla settimana accompagno Marco all’Aias di Villacidro») e che spende parole di gratitudine per la scuola che, dice, «fa l’impossibile per mio figlio».

Docenti e personale: nessuno si tira indietro, anche quando c’è da cambiare il panno al ragazzo. «Marco ha bisogno di assistenza continua», conferma il preside Silvio Pes, «nella scuola abbiamo altri portatori di handicap e al Provveditorato non possiamo chiedere di più», spiega il dirigente che pensa ad una soluzione d’intesa con il Comune, e le associazioni di volontariato.

I. Pillosu – L’Unione Sarda del 16/02/2013

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