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Per l’acqua mai pagata il Comune va alla guerra

di Andrea Mura Letto 1.411 volte0

Il Comune di Serramanna dichiara guerra ai morosi del canone idrico. La giunta comunale guidata dal sindaco Sergio Murgia ha adottato una delibera con la quale delega il responsabile del servizio Finanziario a rappresentare il Comune, nelle udienze davanti al Giudice di pace, quando verranno discussi i ricorsi presentati contro le ingiunzioni di pagamento delle bollette idriche. Contro gli utenti morosi, e per il recupero crediti, lo strumento in mano all’amministrazione comunale è proprio l’ingiunzione di pagamento. Il ruolo è prerogativa solo di Equitalia, ma l’ente non opera come agente di riscossione per conto del Comune di Serramanna.acqua_rubinetto_asciutto

«Alcune decine di cittadini ha presentato ricorso contro le ingiunzioni e l’amministrazione non può far altro che costituirsi in giudizio», taglia corto il sindaco Sergio Murgia. Una cinquantina in tutto (per cifre che arrivano anche a 500-600 euro), su 3500 utenti complessivi: ecco il numero dei cittadini che hanno presentato ricorso. «Si tratta di utenti che hanno omesso il versamento sul consumo idrico e sono stati raggiunti dall’ingiunzione di pagamento dopo che abbiamo provato in tutti i modi a far versare quanto dovevano», aggiunge Murgia. L’ingiunzione di pagamento come unico modo per colpire i morosi, quindi. Da una parte il Comune che porterà le proprie ragioni, dall’altra i ricorrenti convinti che si tratti di fatturazioni errate: in mezzo il Giudice di pace di Serramanna che, alla decidere, dovrà decidere in merito ai ricorsi.

Ignazio Pillosu, Unione Sarda, 5 febbraio 2013

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