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Il treno della memoria 2013

di Davide Batzella Letto 3.788 volte0

di Claudia Serra

“Non avete vinto un viaggio” così ha esordito Aldo Dessì, presidente dell’Arci Sud Sardegna, durante il primo dei tre incontri formativi svoltisi a febbraio ai quali hanno partecipato i ragazzi del “Treno della Memoria” 2013. E effettivamente coloro che hanno partecipato a questo progetto (quasi 900 provenienti dalle varie regioni italiane, fra i quali 110 sardi) non hanno vinto una vacanza, bensì una carrellata di emozioni, risate, pianti, cultura, storia, ma soprattutto di vita. I partecipanti della Sardegna sono partiti da Alghero, con destinazione Cracovia, il 7 marzo, accompagnati da preparatissimi educatori e amministratori.

Durante il viaggio hanno potuto, grazie all’aiuto delle guide ma anche con l’integrazione di vari spettacoli teatrali e letture, visitare il ghetto e il quartiere ebraico di Podgòrze, dove ancora oggi sono visibili i segni del male. Impressionante la piazza con monumento commemorativo agli eroi del ghetto: 68 sedie di bronzo, come 68 000 furono le persone che vi risiedevano prima della liquidazione del ’43. Momento molto importante è stata anche la visita alla fabbrica di Oskar Schindler, esempio di “giusto fra le nazioni” (al quale si ispira il film “Schindler’s List”), stabile ancora esistente e ora diventato un museo.treno della memoria 2013

Il giorno completamente dedicato alla visita dei campi di Auschwitz – Birkenau, il 9 marzo, è stato sicuramente il più toccante per i ragazzi. Diverse sono state le emozioni provate da ognuno durante il percorso: incredulità, orrore, indifferenza, tristezza, rabbia.

Ma un’unica domanda ha assalito tutti: “Perché? Perché tanta crudeltà, tanto dolore, tante morti?”. Circa 1 milione e mezzo di persone hanno perso la vita solo ad Auschwitz; ma questa è solo una cifra, non rende l’idea. Migliaia di bambini, di donne, di uomini, di anziani, di disabili, di omosessuali, di zingari, di oppositori politici e di prigionieri di guerra, sono stati spogliati della loro dignità, derisi, maltrattati, disumanizzati, resi solamente dei numeri. E poi hanno perso la vita, diventando cenere.

treno della memoria 2013 01

All’impressionante Auschwitz, che provoca un profondo turbamento già a partire dalla scritta che sovrasta il portale d’ingresso (“Arbeit macht frei” – “Il lavoro rende liberi”), ha seguito la visita di Birkenau, per certi versi ancora più agghiacciante: una distesa immensa, un terreno paludoso circondato da una fitta foresta. Una scelta perfetta: il progetto hitleriano aveva curato tutto nei minimi dettagli, scegliendo dei luoghi inospitali, nascosti, che potessero celare i più terribili crimini.

treno della memoria 2013 02

Il “Treno della Memoria”, progetto che dallo scorso anno permette la partenza anche di ragazzi sardi di età compresa fra i 18 e i 25 anni,  ha fornito a questi giovani un bagaglio culturale che non si apprende sui libri di scuola: essi sono dei testimoni, hanno squarciato quel muro che li opprimeva dentro la “zona grigia” dell’indifferenza. Non resta che divulgare ciò che hanno avuto la fortuna di vedere, di conoscere e di provare. Dopo essere partiti dalla conoscenza, integrata dall’esperienza nei campi, essi si trovano infatti nella fase della presa di coscienza. Quest’ultima fase sta già scaturendo nell’impegno, ovvero nell’entusiasmo e nella partecipazione che “la comunità viaggiante del Treno” sta dimostrando nelle riunioni post-viaggio, nella realizzazione di opere che testimoniano la loro esperienza e negli incontri di restituzione. Solo il viaggio si è concluso, ma, per ciascuno di loro, “il Treno della Memoria comincia adesso”.

Gruppo “Treno della Memoria” 2013 Sud Sardegna
Gruppo “Treno della Memoria” 2013 Sud Sardegna
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