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Biogas, dove sono i soldi?

di Andrea Mura Letto 4.634 volte2

SERRAMANNA. Presunto mancato rispetto dei patti tra Municipio e azienda

Maccioni: dal 2011 il Comune non incassa i canoni

Il Comune avrebbe reclamato 400 mila euro dalla società che non avrebbe neppure realizzato l’opera pubblica da 700 euro prevista nel contratto. Il sindaco: no comment.

Il protocollo d’intesa prevedeva che la Sardinia Bio Energy, in cambio dei permessi per costruire una mega centrale elettrica a biomassa a Serramanna, versasse al Comune una somma annua, una sorta di canone. Duecentomila euro circa, «a titolo di contributo ambientale», che la società con sede amministrativa a Genova non starebbe più accreditando nei conti del Comune ormai da un paio d’anni. «Sto approfondendo la vicenda ma mi risulta che la società dal 2011 non abbia versato quanto dovuto al Comune». A sollevare la questione, spinosa, è Giovanni Maccioni, capogruppo d’opposizione, che sta preparando le carte «per un’interrogazione consiliare».

Sardinia Bio Energy - foto di A. Mura
Sardinia Bio Energy – foto di A. Mura

400 MILA EURO A tanto ammonterebbe, secondo il consigliere di minoranza, il mancato introito dell’amministrazione. «Una cifra importante: vogliamo conoscere i motivi del mancato versamento», continua Maccioni che parla degli accordi che prevedevano, tra l’altro, «anche la realizzazione da parte della Sardinia Bio Energy di un’opera pubblica per un valore di 700 mila euro».

MEGACENTRALE A Serramanna il progetto per la mega centrale per la produzione di energia da biomasse nasce nel 2006. I primi collaudi nel 2009, l’entrata a regime un anno dopo. Enormi i numeri dell’impianto alimentato da prodotti vegetali locali e anche con il cosiddetto “nocciolino”, il guscio di palma africana, residuo della produzione di olio di palma. Combustibili ecologici provenienti da fonti di energia rinnovabile che nella centrale ospitata lungo la strada provinciale 60, in località Pimpisu a Serramanna, producono una potenza nominale di 13,3 (ma c’è chi dice che arriva anche a 20). Centomila Mw elettrici all’anno, insomma, quanti ne consumano in dodici mesi oltre 30.000 famiglie.

L’INTESA «Comune e Azienda firmarono un protocollo d’intesa che prevedeva il versamento di una somma, a titolo di contributo ambientale, che doveva servire ad abbattere i costi energetici sostenuti dall’amministrazione», conferma Sandro Marongiu, l’ex sindaco che firmò l’accordo. «La Sardinia Bio Energy assunse questo impegno, oltre alla realizzazione di un’opera di utilità pubblica del valore di 700 mila euro», continua Marongiu che parla di un accordo iniziale per «la fornitura diretta al Comune dell’energia a prezzo di costo». Il Comune non realizzo mai la rete di collegamento e il programma rimase sulla carta. Non il protocollo d’intesa però, che torna oggi d’attualità. «Se le mie verifiche dovessero essere confermate al Comune mancano più di 400 mila euro e l’opera, mai realizzata», denuncia Giovanni Maccioni deciso a portare la vicenda in Consiglio comunale.

Sull’argomento il sindaco Sergio Murgia preferisce non rilasciare nessuna dichiarazione.

Ignazio Pillosu, Unione Sarda, 24 maggio 2013

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Commenti (2)

  1. Da comune cittadina mi piacerebbe conoscere che cosa sia autorizzata a bruciare la mega centrale elettrica a biomassa realizzata nel territorio del mio paese, Serramanna. Come penso tanti altri cittadini di Serramanna, non ero neppure a conoscenza del fatto che non solo questa centrale fosse stata realizzata ma che già operasse…
    Nell’articolo si parla di centinaia di migliaia di euro che la Società che gestisce l’impianto dovrebbe versare al Comune di Serramanna a titolo di contributo ambientale: ciò significa che la centrale inquina? ciò significa che il Comune dovrebbe utilizzare quel denaro per bonifiche ambientali? Cosa si brucia nella centrale e cosa viene immesso nell’atmosfera dalle ciminiere? Ringrazio anticipatamente chi volesse rispondere alle domande di una cittadina preoccupata.

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