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Diserbanti per le aree verdi? La polemica spacca il paese

di Davide Batzella Letto 1.587 volte0

«È legittimo usare diserbanti all’interno dei centri abitati?». A Serramanna la domanda, che si pongono in molti, è diventata l’oggetto di un’interrogazione consiliare presentata dall’opposizione tesa a chiarire la vicenda che, per qualcuno, rasenta l’illecito. «Fonti sempre più attendibili, nel mondo scientifico, certificano quanto siano nocivi per la salute pubblica determinati tipi di fitosanitari. Ritengo che la scelta di usare dei diserbanti chimici all’interno dei centri abitati sia certamente un attentato alla salute pubblica», commenta duro Andrea Cocco, capogruppo del Psd’Az in Consiglio. E accende la miccia di una polemica che spacca il paese.

L’ASSESSORE «Abbiamo usato diserbanti assolutamente consentiti, limitatamente a zone circoscritte e in sicurezza», risponde l’assessore all’Ambiente e al Verde pubblico Giulio Cossu, che sulla vicenda dell’uso dei diserbanti conferma anche la presentazione dell’interrogazione. «La minoranza ci chiede chiarimenti sulla natura delle sostanze utilizzate che, ripeto, sono consentite anche all’interno dei centri abitati». Giulio Cossu coordina personalmente le operazioni di pulizia delle aree comunali che hanno interessato gli operai comunali, i lavoratori socialmente integrati e anche i barracelli. «Loro sono sempre pronti a darci una mano», precisa.

TRENTA ETTARI «L’ottanta per cento delle pulizie dalle erbacce è stato svolto con mezzi meccanici e a mano: dai barracelli con trattori e trinciastoppie e, a mano, dai lavoratori socialmente integrati con zappe, rastrelli e decespugliatori», continua l’assessore dell’Ambiente. Più diserbo manuale che chimico, insomma. «Le aree verdi di Serramanna superano i trenta ettari di superficie: pensare di fare il lavoro esclusivamente a mano o con mezzi meccanici sarebbe stato impossibile», continua Cossu che punta l’attenzione sulla valenza della battaglia contro le erbacce. «Avere l’erba alta favorisce il proliferare delle zecche e costringe a disinfestazioni con sostanze, quelle sì, dannose», spiega Cossu che garantisce «sulla sicurezza delle operazioni eseguite con criterio, con diserbante a basso impatto e dannosi solo, e lo dico da perito agrario, per il sistema acquatico come corsi d’acqua e falde acquifere che abbiamo avuto cura di evitare».

I. Pillosu – L’Unione Sarda del 19/05/2013

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