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Asparagi, bronzetti e l’unica regola del nostro giornalismo: forte con i deboli, debole con i forti

di Davide Batzella Letto 2.292 volte1

di Vito Biolchini

Asparagi

Una ragazza sarda, assurta agli onori delle cronache qualche tempo fa per aver cercato di passare le selezioni del Grande Fratello, è stata arrestata ieri. Insieme ad una amica rumena, è stata sorpresa mentre raccoglieva asparagi in un campo non recintato vicino ad una strada. I barracelli (la polizia di campagna) hanno chiamato i carabinieri i quali hanno arrestato le due ragazze e restituito la refurtiva al legittimo proprietario: nove casse di asparagi, valore 600 euro. “Cosa stavamo facendo? Volevamo mangiarli e rivenderli” ha detto la ragazza ai militari. Chissà, forse sapeva che, anche se non recintato, quel campo era proprietà privata e dunque quegli asparagi lei li stava rubando. Sta di fatto che la notizia dell’arresto è finita in prima pagina sul più venduto quotidiano sardo, e nelle pagine interne sono state pubblicate le foto segnaletiche delle due ragazze. Per non dire poi della diffusione che la notizia ha avuto sui giornali on line e sui social network. Rubare asparagi in Sardegna è una cosa molto grave.

Nello stesso quotidiano non c’è notizia invece di un’altra importante operazione condotta dai militari: il recupero (avvenuto nell’abitazione cagliaritana della una vedova di un avvocato), di numerosissimi reperti archeologici, dichiarati addirittura di “inestimabile valore”. Della notizia parlano gli altri due quotidiani isolani. Quello sassarese non riporta le generalità della signora ma ci dice dove sta la villa (via Pergolesi), mentre il free press cittadino ci dice le iniziali (P.D.) della ricca vedova. In entrambe le cronache a parlare è l’avvocato della donna che cerca in tutti di ridimensionare l’accaduto.

Stamattina è arrivato nelle redazioni il comunicato stampa sull’operazione condotta dai Carabinieri Tutela patrimonio Culturale. “Si tratta del più ingente sequestro realizzato dal 2001, anno di costituzione del nucleo specializzato dell’Arma”, perché sono stati recuperati “mille reperti archeologici di varie epoche, per un valore complessivo di diciotto milioni di euro”. Reperti per diciotto milioni di euro (pari a circa il valore di 272 mila 727 casse di asparagi), trovati “all’interno di una villa di una famiglia benestante cagliaritana”. Da tempo le autorità sapevano che in quella casa c’era una collezione autorizzata, ma i militari non hanno trovato reperti che erano stati denunciati mentre ne hanno trovato degli altri che non risultavano da nessuna parte. In ogni caso, niente nomi per cortesia.

Morale della favola. In Sardegna se rubi seicento euro di asparagi sei certamente un ladro e finisci sul giornale in prima pagina; se invece ti stuggi illegalmente in casa tua mille reperti archeologici che valgono 18 milioni di euro, il tuo nome manco finisce sui giornali (e magari, se hai delle buone conoscenze, sul giornale non finisce neanche la notizia).

Perché questa è la vera grande regola del giornalismo italiano: forte con i deboli, debole con i forti. Non dimenticatevelo mai, cari giovani che ogni tanto mi chiedete “ma come si fa a diventare giornalisti”?

Post scriptum
Perché tu cosa avresti fatto, come avresti dato le due notizie? Semplice: anche in assenza del nominativo della simpatica vedova, avrei dato il massimo risalto al recupero dei reperti archeologici, mentre avrei ignorato la notizia dell’arresto della povera ragazza sorpresa a rubare asparagi, o l’avrei data senza dire che dietro quel nome si celava la stessa persona che aveva cercato la notorietà al Grande Fratello. Questa logica mi ha guidato negli anni in cui sono stato direttore di Radio Press. E non mi sembra che mai nessuno mi abbia accusato di voler nascondere le notizie.

Fonte: vitobiolchini.it

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Commenti (1)

  1. sarà oltremodo curioso come andrà a finire l’ntera “faccenda”. Oggi come oggi so per certa una cosa: i ladri di mele sono in carcere i ladri di milioni di euro sono fuori…non dico altro.

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