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Non è un paese per drogati. Un tempo era l’epicentro di spaccio e tossicodipendenza

di Davide Batzella Letto 2.706 volte0

Serramanna

L’ultimo dato ufficiale (fornito dal Servizio dipendenze di Guspini) parla di «cento tossicodipendenti seguiti dai medici nel percorso di recupero». Un numero certo non trascurabile, ma lontano dalle cifre drammatiche di dieci-vent’anni fa con centinaia di tossicodipendenti che facevano di Serramanna un centro ad alto tasso di tossicodipendenza e criminalità. Merito della prevenzione svolta dalle istituzioni, e dall’azione stringente delle forze dell’ordine. «Serramanna rimane una piazza particolare, da tenere sotto stretto controllo, ma negli ultimi anni abbiamo compiuto operazioni che hanno messo alle strette le organizzazioni criminali, oggi costrette ad agire nell’ombra», conferma il maggiore Gianluca Puletti, comandante della Compagnia dei carabinieri di Sanluri.

I NUMERI Per Gianni Sedda, educatore professionale del Comune di Serramanna che da 23 anni studia e vive sul campo il fenomeno droga, «è stato un vero e proprio allarme sociale». «Da una decina d’anni non circola in pratica più l’eroina, e i tossicodipendenti si rivolgono alla cocaina, che ritengono più gestibile dal punto di vista della dipendenza, e su droghe più leggere come i derivati dalla cannabis», continua Sedda. «Il numero di tossicodipendenti oggi? Difficile fare una stima precisa perché il dato risente proprio dal fatto che in tanti riescono a vivere nell’ombra, senza l’esigenza stretta del buco , tanti non si iniettano più l’eroina con le siringhe che poi finivano per terra nelle piazze e nei giardini di Serramanna», commenta l’educatore professionale del Comune che, però, un dato lo fornisce. «Se parliamo di persone seguite dal Serd sappiamo che si tratta di circa 100 unità, ma parliamo più che altro di ragazzi, spesso minorenni, fermati dalle forze dell’ordine in possesso di sostanze e avviati al Servizio dipendenze».

LOTTA ALLO SPACCIO «L’attività di spaccio di stupefacenti a Serramanna è diminuita moltissimo», rileva, significativamente, anche il maresciallo Giuseppe Lussu, comandante del Nucleo radiomobile dell’Arma di Sanluri. Il graduato ha guidato negli ultimi anni le divise in un numero alto (una media di 20 l’anno) di arresti. «Fra questi annoveriamo quelli legati direttamente allo spaccio, o indirettamente, come intimidazioni, auto rubate o incendiate», continua Lussu che conferma «l’ottimo lavoro di contrasto all’attività di traffico di stupefacenti che a Serramanna ha avuto anche intrecci nazionali, legati ad alcuni nomi di spicco dell’attività criminale. Serramanna, insomma, ha perso in parte il ruolo di mercato centrale della droga nel territorio, tant’è che ora i consumatori si rivolgono anche ad altre piazze».

I. Pillosu – L’Unione Sarda del 05/06/2013

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