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Proiezione OIL 2 – sarà presente il regista Massimiliano Mazzotta

di admin Letto 4.856 volte0

Il Comitato “No ai progetti IGIA e SILIQUA nel Medio Campidano” vi invita alla proiezione della seconda parte del film – documentario OIL 2, che si terrà nell’oratorio della chiesa di San Leonardo domenica 16 alle h 20.

OIL è un film documentario di Massimiliano Mazzotta sul polo petrolchimico della Saras di Moratti a Sarroch (CA).

Il documentario-denuncia di Mazzotta è stato Vincitore di diversi film festival a carattere ambientale tra i quali meritano di venir ricordati i riconoscimenti ricevuti come “Miglior Documentario al Cinemambiente 2009 di Torino; quello come Miglior Documentario al Ecologico Film Fest di Nardò (Salento)”, il premio come “Miglior Documenario al Flower FilmFestival 2010 d’Assisi” e quello come ” Miglior Documentario al NodoDocFestival 2010 di Trieste”.

OIL secondo tempo

L’oro nero dei Moratti

Maggio 2009 / Febbraio 2011 Sarroch e Cagliari (Sardegna), Augusta, Melilli e Priolo (Sicilia),Milano, New York e Roma.

HDV, Italia, 2011 / durata 70‘ / SD PAL 16:9 letterbox

Genere: documentario

Regia, soggetto e montaggio: MASSIMILIANO MAZZOTTA

Musiche: JeD, JOHNNY MELFI, RICCARDO ALBUZZI, STEFANO GIROLA, STEGI e STRANOS ELEMENTOS

Voice over: MAURO NEGRI

Animazioni: CLAUDIA TAVARES LOPES e PIERPAOLO BISCONTI

Montaggio del suono: MASSIMO CHERUBIN

Immagini: ALESSANDRO VALLOTTO, CARLO BERTI, ENRICO DE MATTEIS, FRANCESCO MAZZOTTA, MASSIMILIANO MAZZOTTA, MONICA ASSARI

e SAHAND AMIRI

Interpreti: ANGELO CREMONE, AUGUSTO FONNESU, ENNIO CONTU,

GIANLUCA FAZIO, GIANMARCO MORATTI, GIORGIO CREMASCHI, MASO NOTARIANNI, MILLY MORATTI, OLIVIERO BEHA,

On. DOMENICO SCILIPOTI, ROSARIO CROCETTA, SAMUELE PIDDIU

e WALTER GALBIATI

Testi: ALFREDO MARSALA, ANTONIO CARONIA, LUCA PAGNI, VINCENZO MARINO e WALTER GALBIATI

Sinossi:

Per un paese, come l’Italia, povero di fonti energetiche fossili, la politica petrolifera è sempre stata un problema delicato.

Prima che si delineassero possibilità di produrre energia da fonti rinnovabili (sole, vento), negli anni 1950 e per breve tempo la politica dell’Eni tentò di opporsi allo strapotere delle “sette sorelle” tramite una presenza insieme aggressiva e paternalistica nei paesi del terzo mondo.

La morte di Enrico Mattei, nel 1962, pose termine a questo tentativo.

La posizione di Angelo Moratti, che pure Mattei aveva favorito, fu diversa sin dall’inizio, e la nascita della SARAS fu fortemente favorita dagli accordi con la Esso.

Dopo anni di disinformazione e di passività (anche sindacale) su questo problema, la correlazione fra l’industria petrolifera, chimica e petrolchimica, e i danni alla salute di lavoratori e cittadini, emerse chiaramente negli anni 1970 a opera di organizzazioni di base di lavoratori, medici e tecnici della salute.

Nel corso del processo contro Enichem e Montedison (1998) per le morti e i danni ambientali causati dal Petrolochimico di Porto Marghera con le lavorazioni di CVM e PVC, con la condanna dei dirigenti in secondo grado nel 2004, tale relazione venne provata e riconosciuta.

Anche gli studi compiuti a Sarroch nel 2008 suggeriscono una possibile correlazione fra presenza industriale e malattie tumorali e respiratorie.

La sicurezza sul lavoro è un fattore fondamentale, specialmente nelle industrie che trattano un materiale così pericoloso e potenzialmente devastante come il petrolio.

Quattro dirigenti SARAS e il rappresentante legale di una ditta di appalto, la Comesa, sono imputati nel processo che si svolgerà tra aprile e maggio presso il Tribunale di Cagliari per la morte di tre operai della Comesa il 26 maggio 2009.

Secondo i pubblici ministeri quella tragedia è attribuibile alle carenze nelle procedure di sicurezza. Il sindacato FIOM-CGIL è stato ammesso come parte civile.

Oltre ai “necessari” rapporti con la politica (un campo nel quale la famiglia Moratti si è dimostrata molto attenta ed equanime, distribuendosi accortamente fra destra e sinistra), anche la presenza nello sport nazionale è fondamentale per gli industriali, per aumentare la propria popolarità e produrre consenso. Ma ciò che può sembrare un elemento quotidiano nel nostro paese, e in genere in Occidente – tanto da farci dimenticare che possano esserci relazioni tra gli utili della SARAS e gli splendori dell’Inter – diventa molto più inquietante quando vediamo le magliette delle squadre del cuore indossate dai bambini africani.

L’Africa è così colonizzata due volte: con il saccheggio delle materie prime della loro terra, e con l’occupazione del loro immaginario.

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