Meteo: Serramanna | 25.19 °C

«Trivella, vade retro»

di Andrea Mura Letto 1.549 volte0

Mascia: la ricerca del gas porta desertificazione

La responsabile del comitato “No trivelle” chiede che il Comune si opponga con maggiore fermezza. Presto la Saras incontrerà la cittadinanza per un confronto pubblico.

«Ci saremmo aspettati dai nostri amministratori una presa di posizione netta a favore del comitato “No trivelle”, senza se e senza ma ». Lo dice Giorgia Mascia, referente per Serramanna del comitato spontaneo “No ai Progetti Igia” (presentato dalla Saras) e “Siliqua” (avviato dalla società Geoenergy). Mascia è molto severa nei confronti della giunta comunale guidata dal sindaco Sergio Murgia, che pure nella Conferenza dei servizi di dieci giorni fa in cui si è discusso il primo progetto aveva espresso «parere contrario alla richiesta della Saras». Frasi che tengono alta l’attenzione verso il progetto che punta allo sfruttamento del sottosuolo per l’estrazione di idrocarburi e energia geotermica.l43-trivelle-120813193135_big

IL COMITATO «Le iniziative che stanno nascendo nel nostro territorio, interessantissime, come gli itinerari turistici nel circuito delle case della Terra cruda, promozioni di consumo di prodotti locali, educazione all’alimentazione nelle scuole, mal si conciliano con le trivelle: ci chiediamo quando si solleverà un coro unanime», commenta ancora la referente serramannese di “No trivelle”. «Un comitato nato», aggiunge, «per capire cosa si intendeva per “Richiesta di permessi per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi”». Il Comitato, costituito da persone provenienti dai comuni interessati alle trivellazioni, cresce. «Le richieste di permessi aumentano; ne sono state presentate altre sette, ma aumentano anche le persone preoccupate che chiedono informazioni in merito», sottolinea Giorgia Mascia.

INQUINAMENTO E SPOPOLAMENTO «Non esiste regione dove le trivelle hanno portato benessere, al contrario, inquinamento e spopolamento del territorio», aggiunge convinta l’attivista. «La Sardegna è già tristemente colpita dal primato della regione con la più alta estensione di territorio inquinato che dovrebbe esser bonificato e c’è chi continua imperterrito a proporre questo modello di sviluppo ampiamente fallimentare negli anni».

IL NO DEL COMUNE Sul programma di sfruttamento del sottosuolo del Medio Campidano a Serramanna ai fini estrattivi il 31 maggio scorso si è tenuta una conferenza dei servizi. Per il Comune di Serramanna c’era l’assessore dell’Ambiente Giulio Cossu. «Abbiamo detto “no” alla richiesta della Saras», ribadisce Cossu che aveva chiesto, invano, «garanzie sulla salvaguardia delle risorse idriche del nostro territorio, da cui attingiamo l’acqua potabile». L’attesa, ora, è per l’esito del tavolo tecnico con Regione, Saras e Comuni interessati (il verbale non è stato ancora reso noto), e per la data dell’incontro della Saras con i cittadini, sollecitato dalla gente comune e dall’assessore Cossu.

Ignazio Pillosu, Unione Sarda 12 giugno 2013

Commenta via Facebook

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato