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Un’isola con il mal di trivella: tutti i dubbi su sette progetti per petrolio e geotermia

di Davide Batzella Letto 3.437 volte1

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Sei richieste per ricerche e sfruttamento del calore naturale della terra e poi Igia, l’unico progetto che punta ad estrarre petrolio e metano dal sottosuolo. Si tratta di sondaggi diagnostici per un totale di 150 mila ettari di territorio da sottoporre a perforazioni. Le trivelle sono quelle geotermiche della Tosco Geo, che per la maggior parte interessano la Provincia del Medio Campidano e, in misura minore, il Cagliaritano, e quelle degli idrocarburi della Saras e della Geoenergy che si spingono sino a Oristano.

MANCATA TRASPARENZA Più o meno all’insaputa di tutti, eccezione fatta per i 24 Comuni direttamente interessati, cui la Regione ha inviato una nota chiedendo alle singole amministrazioni se e dove esistono vincoli che potrebbero ostacolare le trivellazioni. Non solo: sono stati invitati a dare entro 60 giorni, a partire dal 14 maggio, la disponibilità alla firma dell’intesa con la società e gli enti coinvolti nel progetto. Ma, in realtà, su quali e quante perforazioni interessano le zone coinvolte, sui tempi di realizzazione dei progetti, nulla è dato sapere. Nessun sindaco è stato messo a conoscenza dell’iter procedurale già avviato. Molti avrebbero appreso la notizia in parte dal ministero dello Sviluppo Economico, sezione Dipartimento per l’energia, in parte tramite il Bollettino ufficiale della Regione. È proprio sul Buras, infatti, che si leggono i nomi delle società proponenti, le aree da trivellare, i servizi coinvolti, in particolare quelli preposti alla difesa dell’ambiente e alla vigilanza ambientale, come il Savi e il Corpo forestale.

IGIA Si tratta di un doppio progetto per la ricerca di petrolio e di metano, presentato dalla Saras a gennaio del 2011. Interessa una superficie di 188,56 chilometri quadrati, 135,57 nella Provincia di Cagliari e 52,99 nel Medio Campidano. Abbraccia 9 Comuni: Assemini, Decimomannu, Decimoputzu, Serramanna, Villasor, Villaspeciosa, Uta, Samassi, Villacidro.

SILIQUA Lo propone la Geonergy srl, quasi in concorrenza con Igia, in quanto interessa gli stessi Comuni, fatta eccezione per Assemini sostituita da Siliqua. Si estende su un territorio di 297,49 chilometri quadrati e interessa esclusivamente la geotermia.

VILLACIDRO Ha un’estensione di 159,2 chilometri quadrati e riguarda 5 paesi: Villacidro, San Gavino Monreale, Gonnosfanadiga, Vallermosa e Villasor. È figlio della Tosco Geo srl di Arezzo, ed è comparso sul Buras del 27 maggio 2011.

SARDARA Sempre della Tosco Geo, interessa 84,7 chilometri quadrati e ricade in 8 Comuni: San Gavino Monreale, Gonnostramatza, Collinas, Sanluri, Sardara, Lunamatrona, Siddi e Villanovaforru. La documentazione, presentata nel 2011, è stata integrata e completata il 19 aprile scorso. Ora può essere visionata dagli interessati che possono anche fornire osservazioni al Servizio Attività estrattive e Recupero Ambientale dell’Assessorato regionale all’Industria.

GUSPINI Trivelle della Tosco Geo su 87,5 chilometri quadrati divisi fra 7 Comuni: Villacidro, Gonnosfanadiga, Vallermosa, Villasor, San Gavino, Guspini ed Arbus, quest’ultimo coinvolto in quanto confinante con la terra da perforare, in particolare nell’aera che interessa il sito minerario di Montevecchio.

SAN GAVINO MONREALE L’istanza è della Tosco Geo e la relativa documentazione alla Regione è arrivata a maggio del 2011, completata poi nel 2013. Interessa 6 Comuni: Collinas, Gonnostramatza, San Gavino, Sardara, Pabillonis, Mogoro.

PABILLONIS Anche questo progetto è stato presentato dalla Tosco Geo e ufficializzato dalla Regione il 7 maggio del 2011, con l’invito a presentare eventuali osservazioni, in forma scritta, al servizio Savi entro 45 giorni dall’avviso. Interessa 5 paesi della Provincia del Campidano e 2 di Oristano: Villacidro, Mogoro, San Gavino Monreale, Pabillonis, Guspini, San Nicolò d’Arcidano, Gonnosfanadiga.

I PERMESSI Le zone di ricerca sono prevalentemente le stesse e potrebbe capitare che le trivelle si trovino a perforare il sottosuolo a poche decine di metri l’una dall’altra. E non sarà facile mettere d’accordo le società nella corsa al calore della terra, qualora i risultati fossero positivi. I Comuni a più alto tasso di perforazioni potrebbero essere Villacidro e San Gavino, inclusi in ben cinque progetti diversi. Ma c’è anche il caso di Collinas che, forse per la presenza delle sue terme romane nell’area di Santa Maria Angiargia, è stata adocchiata da più parti, nonostante una superficie di appena 27 chilometri quadrati.

Santina Ravì – L’Unione Sarda del 13/07/2013

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Commenti (1)

  1. AMBIENTE – SARDEGNA – TRIVELLAZIONI.
    BASTA

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