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Furono solo dei Martiri

di Davide Batzella Letto 3.252 volte1

di Luigi Atzori

monumento-ai-caduti-serramannaNella notte tra il 17 e 18 giugno 2011, accadeva un increscioso fatto di  vergognoso vandalismo: un grave sfregio al Monumento ai Caduti di Serramanna; qualcuno, con un oggetto contundente, colpiva la base dell’asta porta bandiera riducendola a pezzi (clicca qui per leggere l’articolo e vedere le foto).

Il nostro bel Monumento, di calcare di Gonnesa dello scultore G. M. Sartorio, (clicca qui per informazioni sul monumento)  posizionato nella Piazza dei Martiri, dal 1922,  quasi a  presidio  della stessa  piazza. “L’offesa è ancora presente”. Questa è una iniziativa  che per diversi motivi, per ragioni fortemente sentite  e condivise  da tanti serramannesi, che  in gran coro chiedono  il rispetto della memoria  dei nostri EROI ; la memoria che non è affidata esclusivamente  ai soli documenti  ma è affidata anche alle  giornate celebrative  che  col tempo ricordano il glorioso atto di fede  e d’onore  che Essi hanno compiuto per la Patria .

Il tempo  non cancella. La memoria dei nostri Eroi è sempre viva. Soldati  che hanno combattuto  per i grandi valori e i simboli della Patria , per gli ideali della libertà e che si sono immolati  come “martiri della guerra”. Lasciando a noi  quella sacra eredità  di custodi  della loro immortalità.

Perché abbandonato questo  Monumento  ?

monumento-ai-caduti-serramanna-01E’ stato un gesto che può  essere considerato , senza senso , ma rivela il disprezzo per quel luogo simbolo  che rappresenta l’Istituzione, la Patria e la memoria dei Nostri Eroi.

Dobbiamo far si che  il senso civico prevalga  sul mal costume, dobbiamo  partecipare   a sorvegliare i beni della comunità affinché  certi gesti non si ripetano più. Un luogo simbolo come il Monumento ai Caduti non può essere trascurato o dimenticato e  in tempi difficili come quelli in cui  stiamo vivendo, in cui la perdita  di punti di riferimento sembra essere diventata la normalità.

Auspico che  l’Amministrazione comunale  possa farsi carico  di risistemare, al più presto, lo sfregio  e che si attivi  a dare concretezze  sull’accaduto, in quanto non deve essere tutta la comunità a pagare il conto dei danni causati da uno squilibrato.

 

“ …. Non è vero che  è dolce morire  per la Patria.

Lo ha detto un grand’ uomo antico ;

ma non è vero; è letteratura.

Morire è terribile ; è la cosa più terribile  che ci sia;

e non importa se c’è una ragione  o l’altra di morire ,

o non c’è nessuna ragione ;

resta lo stesso  la cosa più terribile…..”.

( Vittorio G. Rossi )

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