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«Rifiuti, accordi segreti»

di Andrea Mura Letto 2.362 volte0

SERRENTI. Il caso dell’appalto per la raccolta a Samassi e Serramanna

Il sindaco Becciu: le imprese fanno lievitare i costi

SERRENTI Il sindaco va alla guerra dei rifiuti. Luca Becciu apre il fronte sul business attorno agli appalti sulla raccolta differenziata dei rifiuti.

CARTELLO DI IMPRESE «Il servizio è sotto il controllo di un cartello di imprese che controllano il mercato». Le parole, pesantissime, accompagnano l’approvazione, a Serrenti e non solo, delle tariffe della famigerata Tares: il nuovo tributo sui rifiuti e sui servizi. «Quello dell’immondezza è un business milionario che fa gola alle imprese». Il sindaco risponde così ai rilevi della minoranza in Consiglio sul peso eccessivo della bolletta rifiuti che con la Tares (che ha messo a nudo i costi altissimi della differenziata) pagano al 100 per cento i cittadini.download

SERRAMANNA E SAMASSI «La spesa del Comune di Serrenti per il servizio, come si legge nel Piano finanziario Tares, ammonta 646 mila euro», argomenta Marcello Ortu, assessore comunale di Serrenti e presidente del Cda del Cisa di Serramanna. Dopo la bocciatura dell’affidamento precedente da parte del Tar che lo ha giudicato irregolare, il Consorzio di Comuni è alle prese con l’appalto da un milione e 800 mila euro per il servizio di raccolta rifiuti per 20 mesi a Serramanna e Samassi: ecco la spesa (dati Cisa) per la raccolta differenziata nei due centri, alla quale vanno aggiunti i costi vivi dell’appalto. Soldi che dalle tasche degli utenti finiscono nei bilanci delle imprese del settore che giocano al rialzo. E fanno cartello. «In passato abbiamo provato a fare appalti con prezzi più bassi ma le imprese non hanno partecipato, e le gare sono sistematicamente andate deserte», precisa Ortu.

APPALTI MILIONARI Un esempio? «L’appalto del Cisa, da circa cinque milioni di euro, per i Comuni di Serrenti, Nuraminis, Villasor e Samatzai, ignorato in sostanza dalle imprese fino a che non abbiamo alzato i prezzi», conferma Ortu che parla «dei rifiuti come della prima voce di spesa per tutti i Comuni». E un grandissimo introito per le imprese che fanno affari con un business che in Sardegna non conosce crisi e ormai raggiunge i duecento milioni di euro.

Ignazio Pillosu, Unione Sarda, 22 settembre 2013

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