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«Sparite le panchine». L’artista Medda: cancellato un pezzo di storia del paese

di Davide Batzella Letto 2.123 volte0

Serramanna1

«Chissà che fine avranno fatto? Dove saranno andate a finire? Le avranno buttate come avviene spesso nel nostro paese o saranno sistemate in qualche giardinetto?». Sono le domande, stringenti, avanzate da Ferdinando Medda, l’artista di Serramanna pioniere del muralismo nell’Isola, docente all’Istituto d’Arte di Nuoro. Medda, sempre attento alle dinamiche della sua cittadina d’origine, si interroga «sulla rimozione, qualche anno fa, e senza alcun motivo apparente, delle belle e antiche panchine di pietra che si trovavano ai lati della casa Maxia, in piazza Martiri d’Italia».

I sedili erano molto consumati dalla gente, in particolare modo gli anziani del paese, che amavano sedersi al sole d’inverno. «Completavano un ordine architettonico e paesaggistico nella piazza più importante di Serramanna, in compagnia del bel monumento ai Caduti dello scultore Sartorio», rileva Medda. «Chissà che fine avranno fatto?», si chiede quindi, prima di bocciare le nuove sedute, «molto più scadenti come presenza e senso estetico, posizionate in modo diverso, e che si sono rivelate fragili alla violenza di alcuni incivili, rimasti impuniti, che hanno danneggiato anche l’asta portabandiera del monumento ai Caduti e nella vicina Piazza del Popolo».
«Non ho nulla da dire», liquida la vicenda l’assessore Valter Mancosu.

I. Pillosu – L’Unione Sarda del 04/09/2013

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