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L’anno nero del carciofo

di Andrea Mura Letto 2.371 volte0

Caldo anomalo e siccità favoriscono i parassitidownload

SERRAMANNA Il caldo e i parassiti nemici dei carciofi nel periodo più delicato, quello della prime produzioni. «Il caldo favorisce il prolungarsi dell’habitat ideale, tipico della stagione estiva, per i parassiti e i coltivatori sono costretti a costosi trattamenti fitosanitari legati a generazioni successive di insetti e funghi», è la fotografia della situazione fatta da Mariano Ortu, assessore all’Agricoltura di Serramanna ed esperto in materia.

CALDO E IRRIGAZIONE Le irrigazioni fuori stagione – a Serramanna, Samassi e Serrenti – cui sono costretti gli agricoltori sono l’altro effetto collaterale, assieme all’atrofia del capolino. Anche ieri le temperature hanno toccato punte vicine ai 30 gradi. «Stiamo innaffiando i carciofeti con la speranza che arrivi, finalmente, la pioggia e che le temperature si abbassino», conferma Giambattista Lai, carcioficoltore di Serramanna. Lui, al pari degli altri coltivatori di Serramanna, Samassi e Serrenti, è impegnato su tre fronti: raccolta (in questi giorni partono le prime spedizioni di Tema, la varietà più precoce e produttiva del carciofo, verso i mercati della Penisola), irrigazione e trattamenti fitosanitari.

SAMASSI «La partenza della stagione non è delle migliori», dice Francesco Setzu, produttore di carciofi di Samassi che conferma: «Le malattie alle piante fanno aumentare le spese di produzione a causa dei costosi, e prolungati, trattamenti». «L’irrigazione, necessaria per la mancanza di pioggia, associate al caldo favoriscono gli attacchi di funghi e insetti che possono essere combattuti solo con trattamenti fitosanitari», interviene ancora Mariano Ortu. Acqua e caldo: il mix, deleterio per le coltivazioni di carciofo, è confermato anche da Flavio Balzella, altro carcioficoltore di Serramanna. «La pianta subisce uno stress notevole e questo favorisce la proliferazione di malattie come l’oidio: così per salvare le coltivazioni siamo costretti a trattare ogni settimana con insetticidi a tre giorni di carenza», afferma Flavio Balzella che parla «di prezzi anche accettabili, da 30 a 50 centesimi a capolino, ma di lavoro e spese supplementari dovute alle irrigazioni e ai trattamenti fitosanitari».

Ignazio Pillosu, Unione sarda, 20 ottobre 2013

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