Meteo: Serramanna | 26.52 °C

«No alle trivelle per il gas»

di Andrea Mura Letto 2.769 volte0

I Comitati: rischiano di stravolgere il Campidanogas

SAN GAVINO Un secco no e deciso a qualsiasi forma di speculazione del territorio e in particolare alle ricerche di gas naturale, petrolio e geotermiche che potrebbero stravolgere gli equilibri ambientali del Medio Campidano. È questa la voce unanime che emerge dai comitati (di Sardara, San Gavino, Guspini, Sanluri, Gonnosfanadiga, Vallermosa, Villacidro, Pabillonis e Cagliari) che si sono riuniti a San Gavino. In particolare partirà la mobilitazione contro il permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi denominato Igia, presentato dalla Saras nel 2007 all’assessorato regionale all’Industria e che ha ottenuto la proroga fino al 2015. Ad essere interessati nel Medio Campidano sono i Comuni di San Gavino Monreale , Samassi , Sanluri , Serramanna , Serrenti e Villacidro .

REAZIONI «Per il Campidano – tuona Raimondo Piras dell’associazione bene comune (Abc) di Villacidro – sarebbe il colpo d grazia perché si tratta di iniziative invasive che interessano il suolo, l’aria e l’acqua. I benefici di queste ricerche sono irrisori rispetto ai danni prodotti». Sulla stessa linea Laura Cadeddu del comitato di Guspini No mega centrale: «Siamo di fronte ad un nuovo tentativo di depredare il territorio e poi non bisogna dimenticare che c’è anche il geotermico in ballo perché la società Tosco Geo ha di nuovo presentato il 25 settembre un progetto per le ricerche geotermiche nel territorio di San Gavino: ci sono 45 giorni di tempo per presentare le osservazioni. Tutti questi progetti sono collegati perché partendo dalla geotermia si possono trovare gli idrocarburi. Ora, come comitati, contatteremo le amministrazioni comunali per una linea comune di intervento e in modo che dicano che cosa vogliono fare del territorio».

LE RICADUTE In prima fila anche Giordano Corallo del comitato No trivelle in Sardegna, nato a Sanluri: «La ricerca Igia – spiega – comprende un territorio vastissimo e c’è un progetto con lo stesso nome per la geotermia sempre presentato dalla Saras che interessa un territorio più piccolo. Questa speculazione avrebbe ricadute positive solo per le grandi multinazionali. Verrebbe compromesso il territorio del Campidano che ha una vocazione agricola e pastorale. Se con le trivellazioni si toccano le acque viene stravolto tutto. Ad oggi manca un piano energetico regionale. Vogliamo creare un fronte unico di mobilitazione anche perché volevano far passare tutti questi progetti senza la valutazione di impatto ambientale».

AGRICOLTURA Preoccupato anche Simone Angei di San Gavino: «È necessario tutelare non solo il delicato equilibrio ambientale del Campidano e la salute dei suoi abitanti, ma anche le terre agricole». Insomma tutti contro questa speculazione energetica: «Dietro – rimarca Francesco Marras del comitato di Guspini – ci sono multinazionali che vogliono fare della Sardegna una piattaforma di produzione di energie rinnovabili perché ci sono molti incentivi statali e in questo senso il nostro territorio è diventato l’Eldorado per le multinazionali. Questi interventi non hanno quasi nessuna ricaduta occupazionale con gli utili che vanno a finire all’estero».

 

Gigi Pittau, Unione Sarda, 21 ottobre 2013

Commenta via Facebook

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato