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Il laboratorio delle favole

di Davide Batzella Letto 2.412 volte0

di Silvia Pusceddu

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Educare con le favole” è il titolo del libro che Massimo Fancellu ha presentato a Serramanna il 4 ottobre, oltre che l’argomento del laboratorio che si è tenuto il giorno successivo. Venti partecipanti, genitori, docenti e animatori, sotto la guida dell’esperto, hanno … bla… bla… bla…
… scusate, ma è veramente limitativo descrivere con distacco come si è svolto il nostro laboratorio…  passo la parola ai partecipanti, perchè possano raccontare il loro stato d’animo.

Silvia, insegnante di scuola dell’infanzia: “Il corso si è rivelato essere davvero molto interessante, ben strutturato e pieno di spunti per il mio lavoro. Mi è piaciuto il modo in cui Massimo ha impostato il corso, ci ha fornito poche nozioni base,  ma  quelle essenziali per poi lasciarci liberi nello sviluppare la nostra favola.”

Annalisa, genitore: “Una giornata fantastica che mi si è stampata in testa e i cui momenti “magici” continuano ad affiorare nella mia testa: mi sono VERAMENTE divertita! Non mi viene in mente altro se non un MI SONO VERAMENTE DIVERTITA!

The fairies houseM. Antonietta, genitore e animatore teatrale: “Sognare. Mi chiedo, ogni giorno, se sia giusto continuare a farlo. Il teatro, la mia passione, non mi garantisce la busta paga tutti i mesi. D’altro canto la mia esperienza mi insegna che non c’è nulla di più fecondo del teatro, quell’esperienza umana che prende una parte del mondo come figura di tutto il mondo, che prende una cosa del mondo e lì raffigura il mondo. Un mondo che abbiamo tutti smesso di sognare diverso, da com’è oggi. Perché? Non sappiamo più sognare o permettiamo alle nostre convinzioni e credenze di sabotare i nostri sogni, di progettare nuove realtà?Credo che  ognuno di noi sogni 24 ore al giorno ma lo fa da solo, senza condividere con nessuno quella visione. Ciò non permette la trasformazione di quel sogno in realtà. Sognare insieme è il presupposto imprescindibile per un cambiamento condiviso e importante nel sistema di valori sul quale si fondava il nostro mondo, quel sistema che sta crollando davanti ai nostri occhi insieme alle nostre illusioni. Ora siamo consapevoli. Bisogna ricostruire insieme, a partire dal sogno ma soprattutto da chi è più capace di sognare: i bambini, i ragazzini. Lo diceva anche Elsa Morante: “il mondo può essere salvato dai ragazzini”. Per ascoltare i sogni dei bambini e dei ragazzini occorre “abbassarsi alla loro altezza” e aiutarli a trasformare quei sogni in realtà, insieme, tutti. E, qualora, non vi fossero bambini o ragazzini ai quali riferirsi, liberiamoci noi di tutto quello che ci hanno raccontato, insegnato, letto, di tutte le nostre esperienze per fare, agire, intraprendere … visioni, favole. “Fu così che a Serramanna, in una luminosa giornata d’autunno, nacquero alcune favole”.

Eliana, genitore e insegnante di scuola dell’infanzia: “A un certo punto all’interno dei gruppi di lavoro si è sviluppata un’intesa particolare, come un’ENERGIA che faceva nascere le idee per lo sviluppo della favola…  e non riuscivamo più a fermarci…

Daniela, associazione Qedora: “Io la vostra ENERGIA l’ho vista, sentita e toccata con mano e nessuna parola rende la bellezza e le emozioni che mi avete trasmesso!!
GRANDISSIMO MASSIMO che vi ha accompagnato in questo MONDO FANTASTICO.”

Massimo Fancellu, autore del libro: “Grazie a tutti per avermi accolto prima e poi coinvolto in questa condivisione di pensieri e progetti e per la gioia e l’affetto con cui avete accolto me e la mia famiglia: mi da… ENERGIA e mi spinge a continuare in questa strada. Un in bocca al lupo, davvero di cuore a tutti voi: siete un gruppo eccezionale (ma dovrei dire favoloso) e, un passo dopo l’altro potete davvero andare lontano.

Proviamo a raccontarlo ora con una favola…

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IL LABORATORIO DELLE FAVOLE

Non tanto tempo fa, in una bellissima terra circondata dal mare, c’era un grande paese di pianura dove vivevano gli “elfi educatori”. In realtà, questo non era il loro nome, ma è così che li chiamavano i loro vicini,  facendosi gioco di quello che era ormai, per loro, un chiodo fisso: l’educazione dei loro piccoli.

Gli elfi, infatti, amavano tantissimo i loro bambini, e godevano nel vederli crescere felici, gioiosi e, soprattutto… educati. Insomma: ogni occasione era buona per insegnare loro qualcosa.
Potete immaginare la tristezza quando, cercando di trasmettere loro le cose importanti della vita – quelle che servono per crescere sereni e vivere bene insieme agli altri – i piccoli non li ascoltavano, continuando a pensare ognuno al proprio tornaconto.

Anche a scuola i piccoli non ne potevano più dei consigli dei grandi, e gli elfi maestri se le inventavano tutte pur di farsi ascoltare, ma inutilmente.
Un giorno gli elfi educatori decisero di riunirsi per affrontare insieme la situazione.
“Ho sempre desiderato avere una famiglia numerosa, pensavo che i miei figli si sarebbero sempre voluti e bene e aiutati l’un l’altro… e invece mi trovo continuamente a fare l’arbitro!” disse una mamma, triste.
“Ormai le ho provate tutte”, disse un papà, e, abbassando un po’ la voce “…anche con gli sculaccioni… ma niente, continua a picchiare il fratellino! Mi fa proprio uscire dai gangheri!”
“Io invece non ne posso più dei risvegli notturni… mio figlio ha paura anche della sua ombra!”
“Ho detto mille volte a miei bambini che devono imparare a condividere i giochi, e loro continuano ad azzuffarsi per un mattoncino”, disse una maestra, disperata.
Un’altra apostrofò: “E perchè, quando mi occupo di un bambino che è in difficoltà? Gli altri fanno di tutto per essere al centro dell’attenzione”.

Prese la parola capo elfo, cercando di riportare ordine e calma fra i presenti.
“Le cose che abbiamo da dirgli sono troppo importanti” disse,  “non possiamo rinunciare… ma se non ce la facciamo con le nostre forze, possiamo sempre chiedere aiuto… Mi hanno detto che, più a  nord, vive un Mago Narratore; pare che lui sia abilissimo con le parole, proviamo a chiedergli consiglio.”
Fu così che i nostri amici decisero di scrivere una lunga  lettera a Mago Narratore, che affidarono a un piccione viaggiatore perchè gliela consegnasse.

Mago Narratore lesse attentamente la lettera; capì subito quale era il problema, ma pensò di andare a conoscere di persona questi curiosi elfi. Messo in bisaccia il libro degli incantesimi, chiamò le sue fidate consigliere, Fata Fantasia e Fata Ragione, e con loro si mise in cammino per raggiungere il sud.
Potete immaginare la sorpresa degli elfi quando videro arrivare l’atteso trio: un mago che non sembrava un mago, due fate che non sembravano fate, seppur graziose… e un libro piuttosto piccolo… ma quali incantesimi poteva mai contenere! Qualcuno degli elfi cominciò a dubitare di aver chiesto consiglio alla persona giusta, ma cercò di non far trapelare il suoi pensieri.

Mago Narratore si sedette in mezzo a loro, e mentre ascoltava con attenzione i loro dubbi e le loro ansie, rivolgeva uno sguardo d’intesa ora a una fata, ora all’altra, come a cercare conferma delle proprie intuizioni.
Dopo un lungo silenzio, Mago Narratore aprì il suo libro e cominciò a leggere una storia… la storia di come lui, da apprendista mago, imparò l’arte del narrare.

Le parole uscivano dalla sua bocca con ritmo lento e coinvolgente, e le due fate cominciarono a danzare. Fata Fantasia volteggiava allegramente, e a ogni piroetta un  pulviscolo luminoso e finissimo si depositava sopra i presenti, per poi svanire… Fata Ragione, invece, muovendo con decisione le mani lanciava delle trame fluorescenti che poi intrecciava sapientemente tra loro, prima che, anch’esse, svanissero.

Gli elfi assistevano meravigliati a questo spettacolo, ma allo stesso tempo sentivano che quello che accadeva non li lasciava indifferenti… ognuno sentiva il suo cuore battere fortissimo, e un’energia potente passava da uno all’altro, come una forza invisibile che li attraversava e li faceva sentire uniti.
Quando il Mago terminò la sua storia e le due fate, lentamente, terminarono la danza gli elfi sollevarono lo sguardo, attirati da una luce iridescente: sopra le loro teste fluttuavano otto scrigni magici, da ognuno dei quali proveniva una luce di colore diverso, ansiosa di mostrarsi in tutta la sua bellezza.

Il primo scrigno si aprì, e una voce iniziò a narrare…

UN’ALTRA STORIA VOLETE ASCOLTARE?
MA NON SI PUO’ AVERE – SUBITO – TUTTO!
UN PO’ DI TEMPO DOVETE ASPETTARE,
PER POI GUSTARE MAGARI UN BEL…

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