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“Abitare la paglia”, intervista a Alessandro Mereu

di Andrea Mura Letto 5.087 volte0

di A. Mura

Alessandro Mereu, classe 1987, nell’aprile 2013 si è laureato in Architettura (corso magistrale presso la facoltà di Ingegneria e Architettura di Cagliari) con votazione 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo “Abitare la paglia – Proposta di un insediamento residenziale nel Comune di Serrenti, Cagliari”. Il 20 Settembre 2013 ha presentato la sua tesi di laurea alla “Festa della Terra 2013” a Casalincontrada (Chieti), grazie all’invito dell’arch. Maddalena Achenza, dell’Associazione Nazionale città della Terra Cruda e CED Terra (Centro di documentazione delle case di Terra). Il 18 Ottobre 2013, invece, Alessandro si è visto assegnare il premio speciale ex-aequo per la sezione Biorchitettura da parte della Giuria del Premio Ecologia Laura Conti (Premio Nazionale per tesi di laurea su risparmio e lotta agli sprechi, giunto alla 14° edizione). Quest’intervista è nata in realtà vari mesi fa, non appena Alessandro mi parlò, con tanta passione, della sua tesi e dell’idea che stava perseguendo e che, con tanto entusiasmo, continua tutt’oggi a portare avanti.

Andrea: Abitare la paglia. Di cosa si tratta?

Alessandro: l’idea della tesi consiste principalmente nel promuovere un ritorno alla coltivazione del grano e all’utilizzo della paglia come materiale da costruzione, attivando un processo virtuoso dal punto di vista sociale, economico, ambientale, agricolo e architettonico.Immagine discussione 1

Andrea: Perché proprio la paglia?

Alessandro: L’interesse di sviluppare questa attività nel territorio sardo e sopratutto nella piana del campidano deriva dalla storica produzione di grano (risalente a qualche millennio a.c.); la coltivazione di grano nell’isola era talmente diffusa che per gli antichi romani l’isola era “il granaio di Roma”. L’idea è partita quando mi regalarono un libro di architettura sostenibile dal titolo “Equivivere. Per un’architettura sostenibile“, dove all’interno è presente un progetto del team architects Schmidt & Schwarz, appartamenti agriturismo “Esserhof”. Il libro si soffermava sulla qualità spaziale che si poteva ottenere dal materiale paglia e ne rivelava le prestazioni termiche, il comfort e sopratutto i bassissimi costi. Da allora l’architetto Schmidt è diventato un mio punto di riferimento e ho cominciato a seguire meglio tutti i sui progetti.

Andrea: nella tesi di laurea hai approfondito le caratteristiche chimiche del prodotto agricolo come materiale da costruzione e la sua applicazione attraverso un exursus storico delle opere più significative realizzate in Italia e in Europa. Sempre all’interno della tesi hai poi presentato una proposta concreta, giusto?

Alessandro: la seconda parte della tesi è una proposta di progetto pilota di edilizia residenziale pubblica in autocostruzione nel Comune di Serrenti. L’intervento si inserisce in un’area Cpeep e propone 12 alloggi. Il sistema costruttivo proposto è stato ottimizzato per il clima mediterraneo, costituito da legno, paglia, terra battuta e terra-paglia. Sono state effettuale le verifiche termo-igrometriche in modo da verificare le proprietà di isolamento termico in regime invernale ed estivo. Tutto il sistema costruttivo è stato concepito in modo tale da utilizzare la minima quantità di legname, e avere un isolamento continuo di balle di paglia in tutto l’involucro edilizio, senza creare discontinuità materiche e sopratutto per velocizzare la posa in opera (diciamo che consiste in un enorme costruzione di LEGO). “La paglia e l’argilla si amano e garantiscono un ambiente abitativo salutare: la paglia si occupa del caldo, l’argilla del fresco” (cit. Margareta Schwartz).

Andrea: la tesi è stata positivamente accolta sin da subito?

Alessandro: inizialmente amici, conoscenti e tecnici (architetti, ingegneri e geometri), erano un po’ scettici e mi facevano diverse domande. Spinto dalle domande più disparate, ho approfondito tutti gli aspetti, dimostrando, con delle prove di laboratorio realizzate da vari enti accreditati (con metodi e misure stabilite da norme UNI, DIN ecc.), le prestazioni della paglia come materiale da costruzione, a partire dalla misura della resistenza statica, resistenza ai terremoti, del coefficiente di conducibilità termica, potere fonoisolante (prova acustica), resistenza al fuoco R.E.I ed E.I ecc ecc. , fino ad approfondire gli aspetti relativi al degrado della paglia all’interno di una parete in determinate condizioni di temperatura, umidità e tempo di esposizione e i trattamenti fungicidi e battericidi da effettuare (sempre con materiali naturali).

Andrea: e per quanto riguarda la durata delle case?

Alessandro: ci sono esempi internazionali importanti: la casa Burke ad Alliance in Nebraska è del 1903, la chiesa Pilgrin Holiness del 1928 si trova ad Arthur in Nebraska, la Maison Feuillette a Montargis in Francia è del 1921; tutti questi edifici si trovano oggi in ottime condizioni senza aver mai avuto particolari interventi di restauro. In Sardegna abbiamo dei simili esempi alle costruzioni in paglia (non ancora sotto forma di balle) come le Baraccas del Sinis, che hanno dimostrato un ottima durata nel tempo, costituite da un telaio ligneo e un involucro in strame, giunco e materiale vegetale sciolto.Vista esterna appartamenti Esserhof

Andrea: e per quanto concerne l’aspetto economico?

Alessandro: per quanto riguarda i costi entrano in gioco tutta una serie di fattori interdipendenti. Ad esempio le abitazioni del progetto E.V.A di Pescomaggiore hanno avuto un costo complessivo di 140000 euro, per un totale di 7 unità abitative costituite da bilocali e trilocali (quindi dai 50 ai 70 mq) compresi impianti solari termici e fotovoltaici, hanno un costo medio che va dai 250 ai 300 euro/mq; trattandosi di un caso di autocostruzione il prezzo riguarda solo il materiale. La casa 45 K dell’associazione Filo di Paglia, ha una superficie di 75 mq con un costo di 45000 euro. Si tratta di un edificio passivo totalmente scollegato dalla rete elettrica. Anche questo edificio è stato realizzato in autocostruzione al 100% per un totale di 3000 ore. In questo caso il costo è di circa 600 euro/mq compresi tutti gli impianti: solare termico, fotovoltaico, riscaldamento e raffrescamento. Gli appartamenti agriturismo “Esserhof”, realizzati dall’impresa General Contractor hanno avuto un costo di 301000 euro circa, per una superficie di 310 mq. Il costo medio è di 970 euro/mq. In questo caso i muri son stati realizzati con balle Jumbo da 80x50x200 cm. É un cantiere particolare che ha richiesto l’utilizzo di particolari gru per la movimentazione delle balle. Le murature hanno una trasmittanza U=0,07 w/m2K , e la costruzione ha ottenuto un certificato casa clima A+ (casa passiva ad altissima efficienza energetica). L’edificio è dotato di un sistema di riscaldamento a pavimento radiante. Il costo varia quindi da cantiere a cantiere e dal progetto, sono di fondamentale importanza la quantità e il tipo delle lavorazioni da effettuare, il tempo e la velocità sulla posa in opera; importantissimo il grado di industrializzazione del processo edilizio. Per quanto riguarda gli edifici della tesi, sto analizzando e pianificando attentamente ogni singola lavorazione, in modo da poterla quantificare economicamente e ottenere un costo complessivo. Un edificio passivo in classe A+ (certificato dall’agenzia CasaClima, sulla base di un progetto energetico e un collaudo a fine lavori) costruito con altri materiali, solitamente ha un costo medio superiore ai 1800-2500 euro/mq.

Andrea: quindi utilizzare la paglia conviene?

Alessandro: la paglia è un materiale a Km 0 rinnovabile ogni anno, essendo il sottoprodotto della trebbiatura dei cereali. Può essere considerato tra i migliori isolanti termo-acustici presenti in natura a bassissimo prezzo (la prestazione di un muro in paglia da 45-50 cm, equivale a quello di un muro in laterizio alveolato o gasbeton da 30 cm con isolamento termico a cappotto da 30 cm di sughero oppure 25 cm di polistirene per un totale di 55-60 cm), non emette sostanze nocive ed è altamente traspirante al vapore acqueo. Gli edifici in paglia si costruiscono a secco tramite l’utilizzo di elementi standardizzati di rapido montaggio, abbattendo notevolmente i tempi di ogni lavorazione e di conseguenza i costi. Il bilancio economico va fatto a lungo termine in quanto essendo CasaClima A+ i costi energetici sono inferiori del 75-80% rispetto alle costruzioni tradizionali. La costruzione di edifici in paglia può contribuire in maniera molto efficace a risolvere il problema degli alti costi dell’edilizia abitativa, aumentando la qualità del vivere, promuovendo e incentivando la coltivazione del grano in un territorio, la piana del campidano, che ne è uno storico produttore.

Link utili:

Intervista a Alessandro sul Il Minuto.info: S’istòria de Alessandro un’architetu prenu de ideas chi iant a agiudai sa terra sua

Premio attribuito a Alessandro pubblicizzato nella pagina facebook Idee per un Paese sostenibile

Sito Esserhof, case di paglia

Video su Leonardo tv sulle case di paglia

 

 

 

 

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