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Francesca Murgia, “Sogni, Stelle e Sussurri – Il libro che non scriverò mai”

di Davide Batzella Letto 11.311 volte10

di Paolo Casti

Francesca Murgia Serramanna

Vi ricordate “Il libro che non scriverò mai”? L’ho scritto!

Esordiva così Francesca dal suo profilo Facebook il 20 gennaio alle ore 16:36.

Francesca Murgia è nata nel 1973, a Serramanna, dove ancora oggi vive. Nonostante il grande desiderio di viaggiare, dalla sua “Piccola Parigi” non si è mai spostata ed ha visitato il resto mondo solo attraverso i libri che ha letto e le storie che ha ascoltato, ma non le importa, perché quando immagina e scrive le sue favole, vola oltre i confini imposti dalla realtà.

Non tanto tempo fa scriveva:“che bello sarebbe poter imbottigliare gli attimi più belli ed emozionanti della nostra vita e poterne annusare il profumo nei momenti più difficili, per farci coraggio, per sentirci più forti, per ritrovare la speranza”, e Francesca così ha fatto; ha imbottigliato ricordi, annotazioni, brevi racconti, piccole poesie sin da quand’era piccola. Pagine e pagine di parole, pensieri e sogni.

il libro che non scriverò mai francesca murgiaRacconta lei stessa, “Immaginavo il giorno in cui i miei libri sarebbero stati in bella mostra negli scaffali delle librerie ed i miei articoli nelle prime pagine dei giornali più importanti”, ma un giorno, rassegnata e pessimista, mise via carta e penna e lasciò che il suo sogno  volasse via, sempre più lontano ed impossibile.

Gli anni sono trascorsi veloci, poi è arrivato internet. Dice Francesca, “Navigando da un sito all’altro, incrociavo i pensieri di autori che, nella mia sconfinata ignoranza, nemmeno avevo mai sentito nominare. Leggevo e rileggevo le brevi citazioni dei loro libri, le loro poesie. Così, mi sono ricordata del mio sogno. Nascosti in una scatola impolverata da anni di abbandono, avevo decine di quaderni che custodivano le parole che avevo scritto io quando ancora immaginavo libri con il mio nome stampato in copertina. Come un tarlo, il desiderio di scoprire se i miei pensieri potevano entrare nel cuore delle persone, come quelli degli scrittori veri, ha cominciato a scavare”.

Inizia così a pubblicare, insieme a foto rubacchiate qua e la in rete, sul suo profilo Facebook, piccole poesie, aforismi e pensieri e la sua fantasia, che per tanto tempo si celava timorosa di non essere all’altezza, è saltata fuori dal suo angolino buio prepotente come un fiume in piena ed ha ricominciato a fare i suoi voli, con una passione ancora più grande.

Nel Settembre 2013, accade quello che forse è servito a dare quell’impulso affinché rispolverasse i suoi vecchi sogni; il suo racconto “Il posto segreto” viene inserito nell’antologia della IV edizione del concorso letterario “Carta Bianca”, “Il clavicembalo ben temperato”, inserito nella Collana “Nàrana” della Casa Editrice Taphros. [Leggilo a fine articolo]

Un giorno mi sono accorta che a forza di digitare brevi pensieri alla rinfusa, le mie parole si erano strette in un abbraccio, dando forma a quel sogno che da sempre voleva diventare realtà: il mio libro, quasi per magia, si era scritto da solo. Un libro di pagine che si sfogliano e che si leggono. Un libro vero! Il libro che non scriverò mai… il libro che ho scritto… Il libro che voglio condividere con tutti quelli che hanno un sogno nel cassetto e che con tenacia e speranza, lottano per realizzarlo…”.

Sogni, Stelle e Sussurri – Il libro che non scriverò mai, “Un faro nel cielo al confine fra due galassie. La sua guardiana solitariala luce argentata di una stella che illumina la via ai viaggiatori dell’universo. Comincia così questa piccola favola dove l’impossibile si confonde con il possibile. Una storia dove sogni, stelle e sussurri, insieme, sono protagonisti di un magico volo nell’incredibile ,dove la fantasia è vera quanto la realtàe in cui niente di ciò che accade è un caso…”

Il libro di Francesca Murgia, lo trovate a Serramanna presso “La Sorgente” di Enrico Gallus in Via Roma n. 79, “Nonsolomoda” di Esu Ileana in Via Roma 103 e il “Coffee Break” di Murgia Stefano in Via Cagliari n. 38.

sogni stelle e sussurri


Il posto segreto

(Racconto di Francesca Murgia inserito nell’antologia della IV edizione del concorso letterario “Carta Bianca”, “Il clavicembalo ben temperato”, inserito nella Collana “Nàrana” della Casa Editrice Taphros)

il clavicembalo ben temperatoIgnorando la soffocante calura d’Agosto, ogni pomeriggio, sgattaiolavano fuori dalle loro case, andando a bighellonare lungo le silenziose stradine di montagna. Spinti dalla curiosità dei loro undici anni, i tre ragazzini, si addentravano negli stretti e ripidi sentieri segnati dagli animali selvatici, nei quali gli adulti non si avventuravano mai, per via del terreno sdrucciolevole e delle rocce che si staccavano dalle pareti del monte. Loro, un po’ come tutti a quell’età, pensavano di essere invincibili e sentivano sulla pelle l’ebbrezza del proibito e, vedendo i divieti dei grandi come sfide da affrontare per dimostrare di essere uomini, correvano, quasi volavano, a caccia di avventure e sogni ad occhi aperti. Il giorno in cui trovarono “quel posto”, di cui nessuno in paese sospettava l’esistenza, erano impegnati in una battaglia con le loro spade fatte di lunghe canne prese al fiume. Mentre fingevano di essere valorosi cavalieri in lotta contro un drago cattivo, unodi loro inciampò in una radice sporgente, rotolando per parecchi metri verso il basso. La caduta terminò contro una dura roccia che gli impedì di volare dallo strapiombo poco distante. Gli altri due, scesero con prudenza il ripido pendio e dopo aver appurato che l’amico aveva solo qualchegraffio ed un paio di lividi, guardandosi intorno per cercare un appiglio per risalire senza correre rischi, videro… Nascosto dalla folta vegetazione e ricoperto da grovigli di edera, se ne stava li senza che nessuno, a memoria d’uomo, mai l’avesse notato.Dapprima i ragazzini pensarono fosse un castello, poi si resero conto che, senza ombra di dubbio, era ciò che restava di un nuraghe. L’unica torre, affiorava dal terreno per circa un metro e mezzo, ma dopo essersi arrampicati sulle pietre tenute insieme forse solo dalle infinite fogliolineche abbracciavano l’antico rudere, affacciandosi al caratteristico buco rivolto verso il cielo, videro che l’interno, illuminato dal sole, era profondo parecchi metri. Nell’incoscienza della loro giovane età, tacquero a tutti l’eccezionale scoperta e, nei giorni che seguirono, costruirono unatraballante scala per scendere al suo interno e trasformarono il nuraghe nel loro “posto segreto”. Scacciarono i ragni e gli insetti che, da tempo immemorabile, dimoravano indisturbati al suo interno e portarono qualche vecchia coperta mangiata dalle tarme e alcune cassette di legno: quel che restava del misterioso passato della Sardegna, diventò il loro covo, la baseper i loro giochi. Certe volte fingevano di trovarsi in un castello, altre, erano in una prigione, oppure, in una torre dove viveva un mago malvagio che dovevano sconfiggere. Quando non avevano voglia di giocare, si sdraiavano sulle vecchie coperte, inventando storie e raccontandosi sogni. La loro fantasia galoppava, circondata dall’alone magico che sprigionavano quelle mura antiche poste in quell’angolo dimenticato del monte, chissà da chi. I loro incontri nel posto segreto, all’insaputa di tutti, andarono avanti per molti giorni, finché, un pomeriggio di Settembre, proprio mentre giocavano all’interno del nuraghe, il cielo divenne tuttonero e scoppiò un terribile temporale. In pochi minuti l’antico rifugio ed i tre ragazzini, furono completamente inzuppati d’acqua. Uno scricchiolio sospetto, li mise sull’avviso che qualcosa stava per accadere, ma era ormai tardi: la terra sotto i loro piedi cedette e caddero nel vuoto per almeno un metro prima di ritrovare la sicurezza di un suolo sotto di loro. Erano indolenziti, bagnati e sporchi, ma tutti vivi. Sopra di loro, la pioggia era cessata ed il cielo stava tornando a colorarsi di azzurro. La luce grigiastra che scendeva dall’alto, illuminava le loro facce infangate e l’interno del buco in cui erano caduti. Con gli occhi sbarrati, si accorsero di essere circondati da ossa umane e che un teschio gigante, con enormi orbite vuote, li fissava minaccioso. Con orrore capirono di essere finiti dentro una tomba. Una tomba che apparteneva a qualcuno molto, molto grande! Le loro grida di terrore, rimbalzarono in un eco infinito su per le alte mura circolari. Disperati, rimisero in piedi la scala ormai troppo corta e, aggrappandosi alle viscide pietre inclinate verso l’interno, con grande fatica, fuggirono da quel luogo che improvvisamente faceva paura e corsero via. Un fragoroso boato alle loro spalle e la terra che vibrava sotto di loro, li fece fermare. Poi, solo silenzio. Si voltarono e videro che il passaggio per raggiungere il nuraghe, non c’era più ed una nube di polvere danzava nel vuoto che era rimasto al suo posto. La paura di un attimo prima, lasciò il posto ad un senso di perdita inconsolabile: i loro giochispensierati nel posto segreto, erano finiti. Rimasero ad osservare quel vuoto per un tempo indefinito, finché, sospirando, s’incamminarono verso il paese, pensando alla misteriosa tomba: erano giovani, ma sapevano di aver trovato e subito perduto le prove che, in un tempo lontano, i giganti avevano vissuto in Sardegna. I tre amici, decisero che avrebbero trovato un modo per tornare al posto segreto e recuperare quella misteriosa verità che solo loro sapevano dov’era nascosta. Mentre il sole si abbassava all’orizzonte e i tetti delle case facevano capolino da dietro una curva, le loro bocche s’incurvarono in allegri sorrisi: una grande avventura li attendeva, e loro non vedevano l’ora di viverla.

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Commenti (10)

  1. Grazie a Paolo Casti per il bell’articolo e a tutti quanti voi!!! :)))

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  2. Vorrei avere la possibilità di leggerlo…. in bocca al lupo!

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  3. Ringrazio tutti. Siete gentilissimi! Fatemi sapere se il libro vi piace!!! :))

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