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Tempi duri, il movimento partito da Serramanna che ha fatto, e fa ballare, un’isola intera.

di Samuele Pinna Letto 12.621 volte0

di Paolo Casti

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Le prime serate organizzate all’Ibris (l’attuale Charlie) nel 1993, poi in estate le prime serate in locali improvvisati, fra tutti i giardini di “Su Stazzu” a Serramanna; feste a tema con tanto di costumi e scenografie create ad hoc. Tutto all’insegna dell’acid culture. Inizialmente per gruppi ristretti, fino all’esplosione e le serate che diventano sinonimo di divertimento e musica da culto in grado di richiamare giovani da tutta l’isola. Il “movimento” era costituito da gente che in anni di “disco” e “commercial” predominanti, scelse la “buona musica” controcorrente, quella che difficilmente potevi sentire nelle radio.

Il grande salto. Per intoppi burocratici il “nuovo movimento” si trovò senza casa, fin quando arrivò la telefonata di Tonino Scano, patron del K2 e del Kilton di Assemini.

“Era l’8 gennaio del 1994, – ricorda Claudio Ara – il primo invito, rappresentava un tozzo di pane secco ed un bicchiere d’acqua, Harder Times, tempi duri, appunto. Altroché se lo erano, si contavano i soldini per una birra da condividere con gli amici”.
“Allora si entrava in discoteca in abito e rigorosamente in coppia, ma noi ci volevamo divertire – ricorda Claudio Ara – non andare ad un matrimonio”. Fu quindi inevitabile e incontrovertibile l’affermarsi dell’ Harder Times, la rivoluzione dei suoni house, garage e underground fino allo sconfinamento nell’hard core”.

Cominciarono a circolare cassette audio con le registrazioni delle serate; nacque così una sorta di nuovo movimento legato a un sound preciso. Pian piano, l’Harder Times, diviene culla e forgia dei migliori Dj sardi, (Young, Marascia, Foltz, Pazzagli, Andrea Ferlin, Huble e C-Sky), alcuni dei quali sono anche riusciti ad affermarsi nelle migliori piazze italiane ed europee. Cuore pulsante, vitale e creativo dell’Harder Times, è stato il suo creatore, Claudio Ara (in arte Menestrello), inarrestabile.

A Gennaio 2014 all’Open Gate di Cagliari, è stata fatta una serata per celebrarne i vent’anni, in compagnia degli artisti-simbolo di un era, come Young, Marascia e Ferlin.

Nel 1999, Claudio, si confermò “Re della notte”, essendo stato capace di mettere in piedi consolle artistiche internazionali, portandosi a casa l’Oscar per la migliore direzione artistica regionale e il premio speciale come personaggio dell’anno. Premio, assegnato dalla madrina della serata Federica Panicucci al Byblos di Bologna, che segnò una meta importante per il team Harder Times che da qualche tempo riusciva ad assicurare grandi Dj stranieri agli appassionati della musica elettronica.

Nel 2002 l’Harder Times, fu inserita, dalla rivista “Cult”, tra le venti organizzazione più forti d’Italia, con numeri che parlano da soli: 600 servizi, 2000 tesserati, 1.300.000 presenze e una compilation “Pixel”, che includeva 12 brani dei Dj Young e Marascia e del vocalist Rey.
Nel 2003 si tentò di esportare la filosofia Harder del divertimento, del vivere la notte house, a Ibiza; un viaggio-esperimento che arrivò dopo dieci anni di feste organizzate in Sardegna.

Claudio “Menestrello” Ara può sicuramente dire di aver dato il via ad un’epoca di divertimento in cui immagine, immaginazione e suono sono stati resi accessibili a tutte le tasche; era la libertà, libertà di essere, libertà di apparire.

Duri son duri anche questi tempi… ma allora ci si sapeva sicuramente divertire.

Registrazioni Audio

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