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Il campanile di Serramanna

di Samuele Pinna Letto 2.708 volte0

di Maria Porceddu

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Rieccolo il nostro bel campanile! Fa parte, ormai, dell’arredo delle nostre cucine e dei nostri luoghi di lavoro: è sulla copertina del nuovo calendario che il CISA ha varato con la società che gestirà l’appalto della raccolta differenziata, da aprile a dicembre 2014.

Non si poteva trovare un simbolo più eloquente per presentare ai Cittadini un servizio così delicato e importante. Questo campanile è lì dove l’uomo l’ha voluto, da secoli, anche se mostra qualche ruga del tempo, in verità. Ma ha una buona memoria. Se lo si interroga, ci parlerà di Storia e di storie, di Cultura e di culture, ci racconterà di Emancipazione di Popoli, di progresso del Popolo Sardo che si è ormai lasciato alle spalle la nomea di “gente pellita”. Ci racconterà di una schiera di Studiosi, di Artisti che hanno a tal punto amato e apprezzato il loro Paese da farne conoscere al Mondo la storia. Ci parlerà, soprattutto, del celebre architetto VICO MOSSA, serramannese, del quale ricorre quest’anno il primo centenario della nascita (16 ottobre 1914). Anche a Vico Mossa era caro questo campanile.

“Era un rispettabile campanile di paese… era bello alto… ed era concluso da un cupolino, somigliante allo zucchetto del prete, che lo rendeva, per la verità, un po’ ridicolo.” (dal suo libro “Natura e civiltà in Sardegna”). E si capisce subito che, anche quando ne deve sottolineare il particolare architettonico non in linea con le Sue regole, gli è difficile nascondere il Suo amore per i tesori della Sua terra.

Personalmente, ho avuto il piacere e l’onore di conoscere Vico Mossa nel 1984, nel corso del 1° Ottobre Culturale Serramannese. Egli vi partecipò il 27, con una relazione intitolata “Luci di una antica comunità del Campidano”. Fu una serata meravigliosa durante la quale Vico Mossa non ha nascosto la gioia di ritrovarsi tra i suoi concittadini a parlare della sua terra. Un amico mi ha gentilmente dato la registrazione vocale di quella relazione. Conservo di lui un commosso ricordo: ero abbastanza giovane allora e mi impegnai al massimo nell’organizzazione della serata, come assessore alla P.I. e Cultura, supportata dal sindaco Tore Nocco che aveva in me piena fiducia.

Quando, anni dopo, ho avuto l’onore di presiedere la Giunta che decise l’abbattimento di tre piani, disabitati e fuori norma, del Palazzo Pintus, sentii il dovere e la soddisfazione di informarne Vico Mossa: conoscevo il suo parere su quel palazzo. Mi rispose con una lettera che conservo gelosamente e che mi ha ripagato abbondantemente delle numerose e sciocche polemiche scatenatesi sull’avvenimento. Chi la dura la vince!

Ma, ora, torniamo all’argomento iniziale: campanile di Serramanna, simbolo carico di storia e di cultura; quanti, come il “nostro”, hanno avuto l’onore di attraversare i secoli accompagnati da un proverbio che la dice tutta sulla “sua altezza maestosa”? Purtroppo non tutti lo ricordano quest0 proverbio e, men che meno, lo hanno mai usato. Ai bambini o ai golosoni che volevano sempre qualcosa di più grande (spesso si trattava di un dolce), si diceva “Mannu e’ su campanil’ ‘e Serramanna”. La sentenza non ammetteva repliche.

Oggi, domina anche sulla copertina a colori (carta patinata? Nooo!!!) del nostro bel calendario e, da lì, veglia e sorveglia sugli Operatori della raccolta, tasto delicato del programma, e sui Cittadini che devono dar prova di tutta la loro sensibilità, l’intelligenza e il civismo possibili perché il progetto dia i risultati sperati. Io ci credo! Si, io cittadina di Serramanna, anche per discendenza materna, ho una dote peculiare: sono ottimista e spero… sempre! Ho sperato anche quando ho telefonato al sindaco Sergio Murgia, chiedendogli un incontro, con la partecipazione anche dell’assessore all’Ambiente Giulio Cossu. Attendo che trovino un po’ di tempo libero. Intanto, preannuncio l’argomento: “Raccolta differenziata. Problematiche organizzative e consigli al Cittadino per la salute sua e dell’Ambiente”. Dunque, l’argomento è importante e io continuo a sperare di poter parlare con loro perché so, per esperienza, che un sindaco, conoscendo i suoi doveri e sapendo bene che nessuno è disposto a riconoscergli meriti se non se li guadagna, è sempre consapevole che, per guidare e amministrare una comunità, si deve essere disposti anche ad ingoiare amaro. Sulla breccia, dunque, con dignità e consapevolezza!

Intanto, per quanto è dato di capire dal contenuto del calendario, le premesse per una buona “raccolta” ci sono tutte.
Buon lavoro, dunque, e AUGURI a tutti noi.

Maria Porceddu

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