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La scala dei Sogni

di Samuele Pinna Letto 5.045 volte1

di Bruno Garau

ex

(Per tutti noi che abbiamo perso la capacità di indignarci)

È scomparsa in silenzio, tra l’indifferenza generale, senza che nessuno alzasse un dito in sua difesa. Se n’è andata in una fredda giornata invernale, sotto un cielo livido percorso da nuvole minacciose foriere di pioggia, mentre i passanti a occhi bassi sgusciavano frettolosi tra le fin troppo familiari transenne, inseguendo i loro meschini affari quotidiani.

Eppure aveva resistito lì per tanti anni, svolgendo il suo compito, apparentemente inutile, ma fondamentale per tutta la comunità. Rappresentava infatti il passaggio verso la Porta sull’infinito, con quei suoi modesti ma comodi gradini e quell’accenno di pianerottolo velleitario, che si protendeva su un ingresso virtuale irrimediabilmente sbarrato da un muro, la cui ineluttabilità era appena attutita dalla presenza di una finestra, con le imposte però inesorabilmente serrate.

Chissà, forse in un lontano passato la sua funzione era stata più concreta ed evidente anche ai meno avveduti, e magari era servita davvero da accesso ad una soglia reale; ma evidentemente, una volta murata questa’ultima, il suo stralunato costruttore, forse per indolenza oppure per compassione, non se l’era sentita di demolirla, facendo in modo che divenisse così la complice amica e custode fidata dei segreti dialoghi, spensierati o romantici, di tante generazioni di ragazzi e giovani innamorati.

Comunque fosse, era sopravvissuta all’ingiuria del tempo, mantenendosi sempre umile e discreta, posta com’era in un angolo appartato e fiocamente illuminato di una strada che tratteneva ancora qualcosa del suo fascino passato, con i muri scabrosi di fango ed i vecchi portali, dagli archi litici eleganti e severi.

D’altronde il suo ruolo e la sua importante funzione non erano sfuggiti ai più accorti, tanto che fu pure utilizzata da un narratore teatrale (Gianluca Medas – Sentidu) per chiudere idealmente, proprio con un coup de teatre, la sua trasmissione televisiva dedicata alle tradizioni, ascendendo in dissolvenza i gradini di quella scala dei sogni, verso un universo parallelo infinito e fantastico. Non per nulla si dice degli artisti in generale, e di quelli di teatro in particolare, che abbiano una sensibilità fuori dal “comune”…

Purtroppo, però, le piogge insistenti dell’ultimo inverno, unite all’incuria degli uomini, causarono il crollo del muro di fango ad essa adiacente, e anche se Lei non aveva subìto alcun danno, questo banale incidente ne decretò incredibilmente la fine.

Così, tra l’indifferenza complice di chi assisteva quotidianamente allo scempio, e il silenzio colpevole delle autorità che dovevano vigilare e proteggerla, fu abbattuta senza pietà da un manipolo di risoluti senza troppi scrupoli, ansiosi di dare il loro contributo all’entropia dell’universo, semplicemente per far spazio al camion che doveva accostarsi al muro crollato, e facilitare lo sgombero delle macerie.

Solo un artista locale, in un moto tardivo di umana misericordia, pensò bene di dedicarle un pensiero postumo, immortalandola nella targa in ceramica di un “Bixinau”…

Ma non c’è da stupirsi: sempre più spesso sta diventando, questo, l’unico modo per tutelare il nostro fragile patrimonio storico che pian piano si va sbriciolando; celebrando il ricordo di Quello che fu in artistiche targhe, da scoprire alla memoria… e da applicare magari su un bel muro in blocchetti, poco oltre una rassicurante e autoassolvente transenna di ferro!

Bruno Garau

nunc

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Commenti (1)

  1. ….. tutto tace, nonostante la richiesta di intervento dell’amministrazione comunale, presentata con la firma di tutti gli abitanti di via E.D’Arborea, tuttora indignati e ostacolati dalle transenne presenti da oltre 6 mesi!!!

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