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A spasso per il mio paese

di Samuele Pinna Letto 10.126 volte11

di Fabio Garau, Manuela Ortu

Foto 2

Mi chiamo Fabio,

                       sono un ragazzo non vedente di 21 anni e abito a Serramanna. L’anno scorso mi sono diplomato e ora che non ho più impegni scolastici sto dedicando una parte del mio tempo ad uscire per imparare a muovermi in autonomia.
Sei anni fa ho fatto un corso (finanziato dalla ASL 6 di Sanluri) con un istruttore esperto di orientamento, mobilità e autonomia personale per ciechi per imparare a muovermi autonomamente senza una persona che mi accompagni. Ogni anno, durante le vacanze estive partecipo a campi scuola per ragazzi non vedenti e ipovedenti, nei quali si impara a usare il bastone bianco e a svolgere attività domestiche, che poi cerco di mettere in pratica. Solitamente, a Serramanna esco con il mio educatore o con mia madre che mi danno delle indicazioni per arrivare nei posti che mi interessano. Uso il bastone bianco, uno strumento che serve a tutti i non vedenti per individuare gli ostacoli e muoversi in modo più sicuro.
Purtroppo, quando sono in giro per il paese, trovo, parcheggiate sul marciapiede, macchine e biciclette che mi impediscono di passare vicino al muro, quindi sono costretto ad aggirarle e finisco in mezzo alla strada, rischiando di essere investito dalle automobili che mi passano a fianco. Trovo spesso spazzatura abbandonata e i “ricordini” lasciati dai cani, che mi sporcano il bastone e le scarpe. Inoltre ci sono buchi di vario genere in cui il bastone si incastra e rischio di cadere.
Nei giorni scorsi, insieme a mia madre, sono andato a raccontare queste cose al sindaco Sergio Murgia e all’assessore ai servizi sociali Luana Tocco. Ci hanno risposto che cercheranno di risolvere questi problemi al più presto.
Per me uscire è interessante, incontro molte persone che conosco, sento i profumi di cucina che arrivano dalle case o dal verduraio, riconosco gli odori del negozio di abbigliamento o dell’edicola, mi piace sentire l’aroma del caffè e il rumore delle tazzine passando davanti al bar. Ho necessità di andare dal barbiere, al tabacchino, a scuola di musica, ma vorrei imparare a farlo senza essere costretto ad avere sempre un accompagnatore, e sicuro di non incontrare pericoli.

Fabio Garau

Muoversi nella propria casa, andare al lavoro, a scuola, al bar, fare compere, sbrigare commissioni per uffici, raggiungere luoghi di interesse e di ritrovo, attraversare strade, passeggiare, usare mezzi pubblici, viaggiare ed incontrare amici, sono solamente alcune tra le innumerevoli azioni che fanno parte della nostra quotidianità. Benché la persona con deficit visivo abbia lo stesso diritto-dovere del vedente di provvedere in prima persona a se stesso e a muoversi autonomamente e libero, non sempre si trova nella possibilità di esercitare questo diritto e di far valere le proprie abilità. Per una deambulazione sicura è necessario ricorrere ad ausili per la mobilità (accompagnatore, bastone bianco, cane guida, ausili ottici). L’accompagnatore vedente è il primo “ausilio” per la mobilità che si impara ad usare. Ci affidiamo agli occhi dell’altro per evitare rischi ed ostacoli sul nostro percorso. Il bastone bianco lungo è un ausilio primario della mobilità e consente di muoversi in modo autonomo. Permette di riconoscere gli ostacoli e i pericoli lungo il nostro cammino. La mobilità è la capacità di muoversi autonomamente in ambienti sia familiari che sconosciuti con la massima sicurezza, il minimo sforzo e il massimo rendimento, l’orientamento invece, è quel processo percettivo-cognitivo, mediante il quale il soggetto si mette in relazione con gli oggetti e soggetti del mondo circostante. L’autonomia personale è la capacità di gestire le proprie attività quotidiane, dai rapporti sociali alla cura della persona e della casa,  con indipendenza, autostima e fiducia in sé stessi. La mobilità,  l’orientamento e l’autonomia personale non sono innati, bensì frutto di esperienze e di un lungo processo educativo.  Il corso di Orientamento, Mobilità e Autonomia Personale è una proposta educativa e riabilitativa che vuole fornire indicazioni tecniche, grazie alle quali la persona non vedente o ipovedente può acquisire sicurezza e indipendenza disponendosi così ad affrontare con competenza situazioni ed ambienti sia noti che sconosciuti. Il Tecnico in Orientamento Mobilità e Autonomia Personale per persone con deficit visivo è un esperto che ha frequentato un corso di formazione professionale secondo il modello formativo dell’Aniomap (Associazione Nazionale Istruttori Orientamento Mobilità e Autonomia Personale) , la cui tradizione tiflopedagogica specifica nelle aree di Orientamento Mobilità e Autonomia Personale è conosciuta da tempo sul territorio nazionale. http://www.aniomap.it/associazione.php?a=7159  

Il bastone lungo bianco è unausilio primario, indica con sicurezza i dislivelli e gli ostacoli,viene impiegato mediante precise tecniche, al fine di offrire la massima sicurezza e di ottimizzare l’orientamento. Purtroppo il bastone non consente di rilevare ostacoli posti ad altezza di petto e di viso. Questi ostacoli rappresentano una fonte di grave pericolo e sono da considerare barriere architettoniche di tipo fisico. http://www.uiciechi.it/servizi/corriere.PDF

La normativa nazionale parla di eliminazione delle barriere architettoniche dai primi anni ’70. Nel 2014 non le abbiamo ancora eliminate.

Esistono le barriere architettoniche dovute ad una progettazione sbagliata o poco attenta alle esigenze di tutti i cittadini, e quelle “mentali” dovute alla scarsa sensibilità o alla maleducazione delle persone che non rispettano il codice della strada e le regole di convivenza civile. Tutti i pedoni (anziani, bambini, mamme con passeggini e disabili) vorrebbero camminare per strada senza incontrare ostacoli, o peggio, pericoli. Perciò, noi che siamo direttamente interessati, sicuri di interpretare anche le esigenze di tutti i pedoni svantaggiati, abbiamo pensato di attivarci per far conoscere sia agli amministratori che ai nostri concittadini le difficoltà che Fabio incontra per strada. Le strade principali, via Roma e via Serra, giusto per citare le più trafficate, hanno delle zone riservate al passaggio dei pedoni, ma sono sistematicamente occupate dalle macchine parcheggiate da automobilisti incuranti dei divieti di sosta, o da instabili biciclette appoggiate ai muri (foto da 1 a 5). E che dire dei rifiuti di vario genere abbandonati ai lati delle strade? (foto 6)  Con un po’ di attenzione da parte di tutti, almeno queste barriere non ci sarebbero, ma quando la mancanza di sensibilità è aggravata dalla mancanza di rispetto delle regole da parte dei cittadini, certamente è il caso di rimediare (foto 7). Resterebbero gli ostacoli fissi che occupano spazi dedicati ai pedoni (lampioni, cestini della spazzatura, gradini di accesso alle abitazioni o ai negozi) (foto 8,9,10) e quelli che mettono a rischio l’incolumità dei pedoni deboli (marciapiedi scarsamente individuabili e non protetti, griglie mancanti dai canali di scolo delle acque piovane e buche nell’asfalto) (foto 11,12,13) . Per questo tipo di interventi, sicuramente più impegnativi, esiste una vasta normativa nazionale e regionale. Cito per esempio, la L.R 30 agosto 1991, n. 32, che tra l’altro, abilita i Comuni e le Province alla richiesta delle sovvenzioni regionali necessarie all’abbattimento delle barriere architettoniche. Perciò confidiamo nell’impegno dell’Amministrazione Comunale e nella comprensione dei nostri concittadini.

Manuela Ortu

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Commenti (11)

  1. Dovremmo tutti avere rispetto per Fabio!!!!!

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  2. E sarebbe da paese civile che tu e altri che hanno delle difficoltà non trovaste tutti gli ostacoli che invece ci sono!!! ciao Fabio!!! 🙂

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  3. Scritto da Manuela Ortu e Fabio Garau

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  4. Dovrebbe essere un diritto per tutti poter uscire di casa senza la paura di incappare in queste spiacevoli situazioni…Se ciascuno di noi, nel suo piccolo, fosse più educato e sensibile contribuirebbe a risolvere molti problemi. Baci Fabio

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  5. Perché creare degli ostacoli per i disabili? Possibile che chi dovrebbe non fa niente per far si che non succedano più?

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  6. Caro Fabio, combattere contro la stupidita della gente sara’ molto piu difficile che ottenere un diploma da non vedente.

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  7. Quel che mi sento di suggerire, prendendo spunto dall’articolo, è di segnalare eventuali altre situazioni di pericolo o comportamenti errati che possono causare difficoltà maggiori sia a ipo o non vedenti, sia a persone con ridotta capacità motoria.

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