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Ricordi di un passato..prossimo. Storia di un amministratore comunale per caso. Parte III

di Andrea Mura Letto 3.495 volte0

Eccoci alla terza e ultima parte (per ora, poi chissà) del racconto di Maria Porceddu sulla sua esperienza politica. Mentre nella prima parte abbiamo letto della sua esperienza come Assessore (1980-1990), nella seconda abbiamo avuto modo di conoscere parte della sua esperienza da Sindaco (eletta nel 1993; ricordiamo primo Sindaco donna), coadiuvata dagli Assessori Luciano Corona, Vittorio Curreli, Giuseppe Desogus e Maria Rosaria Lasio. Problemi occupazionali, droga, il filone culturale de La via Lattea, nomina della nuova commissione edilizia, intitolazione della biblioteca al prof. Giovanni Solinas, omaggi al vignettista Franco Putzolu, inaugurazione del Centro di Aggregazione Sociale, convegni e studi sul centro storico, attenzione agli anziani, istituzione del Mercatino dell’usato (da riprendere), il rifacimento del viale sant’Ignazio, questi i temi trattati nella seconda parte del racconto. Grazie ancora a Maria Porceddu per queste testimonianze e, in generale, a tutti coloro che hanno speso e spendono tempo e energie per la “cosa” pubblica. Come scrive lei stessa nella lettera di fine mandato (vedasi allegati) “agli adulti, agli amministratori pubblici in particolare spetta il difficile compito di creare e difendere le opportunità di questo progresso umano e culturale, secondo principi di onestà e giustizia” — (Andrea Mura)

Parte I

Parte II

 

RICORDI DI UN PASSATO… PROSSIMO

Storia di un amministratore comunale per caso

parte III

di Maria Porceddu

…Da quanto fino ad ora detto, appare chiaro che il mio interesse più vivo è sempre per i servizi “sociali”, cioè per tutte le iniziative pensate e dirette alla “persona”, alle sue esigenze e ai suoi bisogni meno “visibili”. Ma, non disperate: continuerò a parlarvi anche di quella parte del programma che, solo apparentemente, ha poco a che vedere coi servizi che solitamente definiamo “sociali”. Del resto, me lo avete chiesto… E poi, può essere che un sindaco dica: questo lo faccio e questo no, perché è troppo impegnativo o non mi piace?!

Quindi continuo il mio viaggio nel passato ma, poiché non voglio annoiarvi, sarà un percorso “à vol d’oiseau” (sono sempre la “ex” di lingua francese, andata in pensione anzitempo per rispettare gli impegni assunti. Oggi ne soffro le conseguenze in termini pensionistici. Indubbiamente sono un elemento in dissonanza con gli schemi attuali!).

Vi ho già detto della mia memoria capricciosa, perciò mi appoggio volentieri ai ricordi di Vittorio Curreli, assessore e prezioso collaboratore in Giunta, che essendo molto più giovane di me e non avendo ceduto, come me, al malsano vezzo dell’imperatore Nerone, può trovare ancora, nel suo archivio, il materiale prezioso per una utile riesumazione del nostro passato di amministratori. Per me è una “riscoperta” e chiedo: «Ma, Vittorio, è vero che abbiamo relizzato tutto questo?». «Come no! Ecco le carte!».

Sarebbe lungo elencare singolarmente tutte le opere fatte. Gli increduli possono sempre verificare: il Municipio è aperto a tutti.

Per un rapido sguardo sul programma dei LL.PP.svolto nei 4 anni ad un ritmo “sostenuto” (dovevamo riparare ad un debito verso i Cittadini, per i tre anni persi) inizio citando:

– l’estensione della rete fognaria in varie parti del territorio urbano (per 400 milioni) e

avvio degli allacci ormai non più rinviabili;

– il potenziamento dell’acquedotto comunale e la trivellazione di un nuovo pozzo;

– interventi sugli edifici di culto per circa 527 milioni;

impianti sportivi di Bia Nuraminis (Legge “Italia ‘90”), 664 milioni a fondo perduto, ottenuti ad inizio legislatura: un miracolo di tempismo e, perché no, di favorevoli

costellazioni!;

– l’accesso alla zona artigianale (PIP) e il completamento delle opere di urbanizzazione per £ 1.900.000.000 recuperati dopo una lunga trattativa col Ministero ai LL.PP.;

– interventi su strade e piazze (per esempio, la criticata piazza Gramsci);

l’illuminazione pubblica, per £ 1.335.000.000;

– manutenzione straordinaria di strade (per esempio viale Cimitero);

– il recupero di aree degradate e la sistemazione del verde (viale Sant’Ignazio, Parco Pubblico, via XXV Aprile), che ha visto impegnati 6 lavoratori locali per 3 anni con un finanziamento regionale di £ 1.350.000.000;

– interventi nell’area cimiteriale e costruzione di nuovi loculi per 180 milioni;

– completamento del “Piccolo Teatro” per 130 milioni;

– realizzazione del Centro di aggregazione sociale “Rosselli” (60 milioni);

– abbattimento delle barriere architettoniche in alcuni edifici comunali;

– 6 annualità di Piani per l’occupazione (compresi gli anni 1992 e 1993). Vi hanno lavorato circa 200 operai serramannesi per realizzare diverse opere in tutto il paese;

– nel campo della raccolta dei rifiuti, avviamo il primo progetto per la privatizzazione del servizio in previsione della raccolta differenziata che la legge impone. E siamo ad ottobre 1997.

Per un più completo elenco rinvio agli allegati o ad un accurato controllo della documentazione agli atti del Comune.

Questa legislatura dura, per legge, quattro anni. Siamo, dunque, in dirittura d’arrivo: ma ci sono ancora tante cose da fare, perciò, forse senza rendermene conto (del tutto?!), metto sotto pressione l’ufficio di servizio sociale e, ad un certo punto, Clelia sbotta: «Maria, sei un bulldozer!». Ogni qualvolta mi torna in mente questa esclamazione, sorrido: e non perché non ne abbia colto appieno la sua carica negativa! Non ho dubbi sulla stima che ci lega reciprocamente, assistente sociale Clelia Frongia e Maria Porceddu assessore–sindaco di Serramanna!

Panoramica parrocchiale San Leonardo
Panoramica parrocchiale San Leonardo
Panoramica parrocchiale San Leonardo (1)
Panoramica parrocchiale San Leonardo (1)

È il 1996 e, poiché posso contare sulla piena collaborazione degli altri assessori e degli operatori dei vari settori, mi dedico alla realizzazione di un mio vecchio sogno: abbassare, nella piazza principale del paese, un palazzo di quattro piani, dove nessuno mai potrà abitare i tre superiori perché non costruiti nel rispetto delle leggi e delle norme di sicurezza. A dire il vero, qualche operatore irresponsabile ci tenta pure, in un momento di confusione generale, qualche anno prima. Ma dubito che un serio professionista possa apporre mai la sua firma sotto un tale progetto.

Ogni volta che vedo questo scheletro con le sue aperture buie come orbite senza bulbi oculari, mi vien da pensare a “Tuvixeddu”, con tutto il rispetto che si deve a questo luogo storico e a coloro che lo hanno abitato nel corso dei secoli, compresi quelli che vi si sono rifugiati durante l’ultima guerra.

Quindi, porto in Giunta la mia idea di ridimensionamento del palazzo. Alcuni sono sorpresi più che perplessi e vorrebbero dire no. Ma poi prevale l’assenso e incarico l’assessore ai LL.PP., l’ing. Luciano Corona, di verificarne la fattibilità e preparare la proposta per il Consiglio Comunale.

Non serve fare la cronaca nei minimi particolari. È sufficiente dire che con la delibera n. 46 del 29/4/97 il Consiglio approva l’intero progetto. Il campanile di San Leonardo si prende la sua bella rivincita, con la soddisfazione immensa dell’arch. Vico Mossa che, già al corrente del nostro progetto, mi aveva scritto dichiarandosi «… felice se il Comune riuscirà a fare ciò che nel 1960 non riuscì…».

E l’idea si avvia a diventare realtà!stemma_1

Intanto, anche la proposta dello stemma per il Comune, da noi affidata allo studio dello storico Stefano Pira e all’arte di Flaviano Ortu (vi sono inseriti il campanile di San Leonardo e lo stemma araldico del Conte di Serramanna) viene approvata dal Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, il 24 settembre 1997.

Anche la forma ha la sua importanza e noi la rispettiamo.

È tutto qui? Non ne sono sicura.

E infatti ricordo ancora: il piano del traffico e l’ipotesi di una nuova viabilità di cui il nostro territorio urbano ha estrema necessità. La Giunta lavora sulla proposta, ne discute, ma la campana di “fine legislatura” è inesorabile. Gli scenari mutano.

Il piano del traffico resta nella disponibilità di chi subentra: è in un cassetto “politico” in archivio? Volendo, si potrebbe rimetterlo in discussione. E non perché io penso che sia “il migliore da ogni” (come scherzosamente si diceva da ragazzi), ma perché, comunque sia, è frutto dell’impegno di un gruppo di Amministratori cui la Comunità locale ha demandato, sia pure per un breve periodo, l’organizzazione della sua “res publica”. E come tale merita di essere preso in considerazione e giudicato. E, comprensibilmente, aggiornato alle nuove attuali esigenze.

Anche un altro progetto molto importante, già affrontato con le categorie interessate, lasciamo alla Giunta successiva: il problema del riaccorpamento e riordino fondiario. È agli atti del Comune (20332/ATA, 29 settembre 1997) la risposta del Presidente dell’ERSAT che ci dichiara la sua disponibilità per il sostegno tecnico, come egli scrive “in ordine alla Sua richiesta”. Peccato!

Un’occasione d’oro mancata per coloro che son venuti dopo di noi, ma soprattutto per la Comunità. A questo punto, se qualcosa del programma realizzato mancasse ancora perché la memoria mi tradisce, ebbene! concludo dicendo: l’importante è averla fatta.

Dunque, sono entrata in questo mondo “nuovo” nel 1980 da “indipendente”.

Questo mio rapporto col partito di cui evidentemente condividevo e condivido i principi fondanti di giustizia sociale e di rispetto per i meno attrezzati culturalmente, è stato sempre per me un motore vitale. Ma non voglio etichette, se non di carattere “morale”, e non sempre, questo, viene compreso appieno da tutti coloro coi quali lavoro.

Da ciò deriva l’assillo di una parte degli iscritti del P.C.I. serramannese che vorrebbero “annettermi”. E se qualcuno dei più giovani si fa un vanto di comprendere e difendere la mia “indipendenza”, per converso c’è qualcuno della Minoranza/Opposizione che mette in dubbio questa mia fermezza e, nel corso delle riunioni consiliari sussurra, ma non discretamente, al compagno che gli siede affianco: «Custa teni’ giai sa tessera de su Partidu Comunista in busciacca!».

Il mondo è fatto così: c’è chi si attiene scrupolosamente ai fatti e chi, ricco di fantasia, se li fabbrica a suo uso e consumo!

Ai tanti che gli rimproveravano l’intolleranza alle sigle politiche, Marino risponde un giorno: «Prendetela come una deformazione professionale: per me il nome “partito” è solo il participio passato del verbo partire!». E così ha chiuso l’argomento.

Anche in questo sono d’accordo con Marino.

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Incontro con Mons. Pillolla

Ma questa mia “coerenza di pensiero” non piace a molti e, soprattutto, non piace al cosiddetto “Partito ufficiale”. Siamo in periodo di cambiamenti “epocali”. Si attivano ufficialmente le Segreterie locali dei partiti che, in gran segreto (?!), si accordano sul futuro sindaco. Io, sindaco uscente, secondo i “furbetti” del momento dovrei essere lasciata all’oscuro di tutto. E, in nome e per il bellissimo simbolo dell’ULIVO, dovrei tacere e sorridere. Ma purtroppo la mia personalità non me lo consente: io taccio, sì (in fondo, ho fatto l’amministratore comunale perché Marino, mio marito, mi ci ha spinta), ma non sorrido. Anzi, mi sento terribilmente offesa nella mia dignità. C’è qualche amico, anche nel P.C.I., che mi invita a metter su una lista autonoma. Mi dice: «Serramanna ha raggiunto questi risultati grazie a te e alla tua Giunta!». Ma ormai l’incantesimo è rotto: l’amministratore “per caso”, vuole ridiventare moglie e madre per scelta! E tuttavia non posso impedirmi una amara riflessione: quanti “sacrifici umani” si sono consumati nel nome del dio “Ulivo”! e non sempre anche nel nome della buona politica! È sotto gli occhi di tutti!

Per fortuna, nei momenti più neri della mia lunga (ormai!) vita ho il sicuro conforto e il rifugio nella FEDE. E, a questo punto, mi vengono in aiuto quelle bellissime parole del “Padre Nostro” con le quali a LUI chiediamo: «Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori» e ritrovo il mio sorriso e la mia serenità! E, passeggiando a testa alta per le strade di Serramanna, al braccio di Marino, scopro che sono tantissimi, i Serramannesi e non, che hanno capito e approvato…

1980: Giuseppe Zucca, sindaco uscente e uomo di spicco del P.C.I. serramannese viene, con una delegazione ufficiale, a chiedermi di accettare la candidatura nel P.C.I.. Quando decido di aderire alla richiesta, una stretta di mano suggella il patto tra me e il P.C.I. serramannese. Nel mese di novembre 1997 la parentesi del mio impegno “politico” si chiude.

Stavolta nessuna delegazione ufficiale (e nemmeno sottufficiale!!!), nessuna stretta di mano: Giuseppe Zucca, ormai, non c’è più… Una brutta caduta di stile (e di correttezza) che apre scenari neri per il futuro del P.C.I.–PDS–DS e di tutti i partiti in generale. I fatti attuali confermano…

Questa è la “mia” storia. E la Storia, si sa, si può dimenticare ma non cambiare. E se oggi ne parlo, lo faccio solo per soddisfare la sana e legittima curiosità di chi me lo ha chiesto.

Dunque, alla fine del 1997 rientro a tempo pieno in famiglia, dove mi aspettano altro “impegno” e altri “collaboratori”.

Serramanna luglio 2014

Maria Porceddu Ortu

Ringrazio i miei figli Manuela, Mauro e mio nipote Enrico Garau per la

collaborazione e il sostegno tecnico garantitomi.

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Il materiale, allegato ai “Ricordi…” è costituito da lettere scritte o ricevute da mia nonna, Maria Porceddu, da opuscoli stampati per gli eventi culturali più significativi realizzati nei suoi mandati di assessore e di sindaco, da articoli di Stampa e da atti relativi ai fatti di cui si parla nei suoi “Ricordi…”

Enrico Garau

Ricordi di un passato..prossimo. Storia di un amministratore comunale per caso. Parte I

Ricordi di un passato..prossimo. Storia di un amministratore comunale per caso. Parte II

 Allegati nella parte III:

1)      Panoramica parrocchiale San Leonardo (1)

2)      Panoramica parrocchiale San Leonardo (2)

3)      Lettere dell’architetto Vico Mossa

4)      Cessione d’uso al comune di Serramanna della chiesa campestre di Santa Maria

5)      Delibera approvazione progetto risanamento ambientale delle pertinenze della parrocchiale di San Leonardo

6)      Lettera al prefetto (1)

7)      Lettera al prefetto (2)

8)      Risposta del prefetto

9)      Contatti con la Provincia di Cagliari per il completamento del corso dell’istituto “Scano”

10)     Colonia di Arborea: previsione di ristrutturazione

11)     Lettera del sindaco alle scuole per inizio anno scolastico

12)     Riordino fondiario

13)     Relazione ingegnere su RRSU

14)     Lettera di fine legislatura alle Autorità Scolastiche, ai Parroci e a tutto il Personale del Comune (1)

15)     Lettera di fine legislatura alle Autorità Scolastiche, ai Parroci e a tutto il Personale del Comune (2)

16)     Elenco opere pubbliche di legislatura (1)

17)     Elenco opere pubbliche di legislatura (2)

18)     Elenco opere pubbliche di legislatura (3)

 

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