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Vivere la religione

di Samuele Pinna Letto 6.371 volte11

di Manuela Orru'

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Riceviamo e pubblichiamo un interessante spunto di riflessione inviatoci dalla nostra concittadina Manuela Orrù, che tratta un argomento che ha coinvolto ultimamente la nostra comunità. Questo articolo vuole quindi essere uno spunto di riflessione e di discussione civile tra le “parti” che inevitabilmente si verranno a creare: il nostro invito pertanto è quello di sviluppo di una discussione civile e pacata come si vuole tra persone intelligenti. Buona Lettura

Vivere la Religione

Non avrai altro Dio fuori di me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso.   (ESODO 20,5)

Questi giorni ho cercato la Bibbia di casa e ho riletto questo passo del secondo comandamento dove viene esaltato e rigidamente fissato il monoteismo, ossia il culto al solo vero Dio, e condannata e aborrita l’ idolatria, alla quale pare fosse incline il popolo d’ Israele. E Dio doveva conoscere bene il suo popolo se tra le dieci leggi comandate pone questo fermo divieto. Per idolatria si intende quindi mettere al posto del vero Dio un “idolo” e adorarlo.

La Chiesa cattolica condanna aspramente qualsiasi credente che adora come divinità qualsiasi oggetto e/o immagine. Questa condanna però non la pone a riparo dalle numerose accuse di idolatria. Ricordiamoci che le altre due grandi religioni monoteiste, l’ Ebraismo e l’ Islamismo, rispettano tale divieto in forma integrale, cioè non avendo nessuna rappresentazione di Dio e della divinità come tale.

La Chiesa di Roma con il concilio ecumenico di Nicea del 787 sancirà l’ assoluta liceità di rappresentare per immagini la figura di Gesù, di Maria, degli Angeli e dei Santi, spiegando che attraverso le immagini, chi contempla viene invitato ad imitare i personaggi rappresentati. Quindi le immagini sacre dovrebbero aiutare il cristiano ad imitare coloro che vi sono rappresentati. 

Non solo: le immagini sacre servono anche a decorare i luoghi di culto e a migliorare la conoscenza degli avvenimenti del Vecchio e Nuovo Testamento. Grazie a questa tendenza noi oggi possiamo ammirare le splendide opere d’ arte che artisti di ogni tempo hanno creato a tale scopo su commissione di papi, cardinali, vescovi, mecenati.

Se l’uomo d’ oggi fosse accusato di essere idolatra certamente ne sarebbe turbato, scandalizzato e offeso e risponderebbe che tale pratica esiste ormai solo tra i popoli meno civilizzati. Purtroppo questo non è vero: l’ idolo può essere una persona o una cosa che nel nostro cuore prende il posto di Dio. Gli idoli del nostro tempo sono tanti: lo sport, la musica, il denaro, il cibo, il telefono, il potere, il corpo, il sesso. Questi idoli sono condannati con uguale forza da tutte le religioni perché allontanano l’ uomo dalla parola e dal pensiero di Dio.

In questi giorni, a Serramanna, tante persone si sono affaccendate intorno ad un evento. Avevamo il bisogno spirituale di tutte queste celebrazioni? Il nostro paese già festeggia Santa Maria, con una intensità che arriva dalla notte dei tempi, a Lei abbiamo sempre tributato onori come a nessun santo titolare di parrocchia. La processione per antonomasia era quella che accompagnava il simulacro della Santa alla chiesetta a Lei dedicata. L’anno agrario prendeva inizio proprio con l’otto settembre a testimoniare il legame simbolico della terra con la Madre poi diventata, con la conversione alla religione cattolica, Madre di Dio.

Tanto fervore intorno ad una statua pellegrina si trova al confine con l’idolatria. Semplicità, umiltà, carità messe al margine da cerimonie vissute come occasioni per sfilare ripetutamente per le vie del paese. O forse mi sbaglio: i soldi raccolti dalla vendita di souvenir mariani proprio sul sagrato della chiesa andranno ai bisognosi? Avrei dovuto chiederlo a quei signori, addetti alla vendita, con al collo la foto della madonna di Fatima, chissà cosa avrebbero risposto..

Lontani dal raccoglimento necessario alla preghiera ci siamo persi nei meandri cerimoniali, ostentando devozione abbiamo palesato solo presenzialismo. Ed ora, nel silenzio del tempio, che speriamo torni presto alla sua spartana essenzialità, offriamo i nostri pensieri al Signore, a quel Gesù figlio che mai parlò di processioni, ci insegno il Padre Nostro, morì sulla croce. AMEN

Manuela Orrù

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Commenti (11)

  1. Buongiorno a tutti!
    Solo oggi ho potuto leggere questo bellissimo articolo!
    Le riflessioni sono molto interessanti, mi dispiace però che non abbiano trovato molto accoglimento tra l’opinione pubblica visto che sinora tutti hanno letto ma nessuno ha sprecato il suo tempo in commenti (a parte me che oggi ne avevo mooolto da perdere). Però ripeto, le riflessioni potrebbero essere anche interessanti, ma l’interesse crolla già nel momento in cui chi mi vuole fare riflette su un passo della Bibbia scrive: “Questi giorni ho cercato la Bibbia di casa..” Ma come???!!!! Una persona mi vuol far riflettere su qualcosa che non ha a portata di mano e sulla quale vive e medita tutti i giorni??????
    In seguito, tutte le persone cattoliche o comunque di cultura religiosa, sanno che la Bibbia non è e non deve essere soggetta a privata spiegazione e quindi nessuno può “dire la sua”, ma la spiegazione corretta della Bibbia è solo quella della Chiesa. Quest’ultima ci insegna che il secondo comandamento è: NON NOMINARE IL NOME DI DIO INVANO (e questo è stato fatto abbondantemente). Poi mi sembra quasi un eresia parlare di idolatria riferendosi al culto della MADRE DI DIO. Ricordiamo che alle nozze di Cana, quando venne a mancare il vino, fecero ricorso alla Madonna e Lei fece da intermediaria per chiedere a SUO FIGLIO ciò di cui si aveva bisogno. Questo per dire che la Madonna non è un idolo, perché a differenza degli idoli, MARIA PORTA A GESU’ e a DIO quindi. Purtroppo non tutti hanno una fede così grande da trasportare le montagne come quella di chi ha scritto quella “riflessione”, quindi si è ricorso a Maria, perché ci accompagnasse e presentasse a Dio le preghiere e le necessità del suo popolo. Probabilmente tra queste necessita c’era anche quella di manifestare pubblicamente l’amore a Dio e a sua Madre. Poi è vero che viviamo in un mondo di materialismo, e quindi è normale che ci si affezioni ad una bella statua piuttosto che a un barbone, però io non farei tanto il moralista. Ci sono tante strade per arrivare a Dio, ognuno percorre quella che tocca maggiormente la sua sensibilità. Di sicuro MARIA è una strada sicura che porta a Dio, e chi la percorre è sicuro di arrivare alla meta.
    Anche, anzi soprattutto le celebrazioni sono espressione della nostra fede, perché non si riuscirebbe a manifestare esternamente ciò che non si ha internamente. Tutto dipende da come ci si accosta a Dio e alla Madonna. E’ chiaro che non ne trae nulla di positivo e si allontana dal raccoglimento (sempre che lo andasse cercando) chi si avvicina alla Casa di Dio e nota solo i volontari che distribuiscono le statuette; infatti quella “riflessione”ne è il risultato.
    Il Beato Paolo VI diceva che il mondo non ha bisogno di maestri ma di testimoni.
    Tutto il popolo serramannese partecipando in massa alle celebrazioni e alle processioni ha testimoniato che esiste qualcosa in cui vale la pena credere, e per quel qualcosa ha voluto dare il massimo.
    Si è parlato di umiltà, semplicità, carità, tutte cose che mancano in quella “riflessione”. Anche la cosa più grande e maestosa che possiamo fare, è nulla paragonata alla Immensità di DIO. L’umiltà e la semplicità sono solo termini che ci piacciono quando fa comodo a noi. La carità non è solo aiutare un bisognoso; la carità è anche evitare di confondere o essere di scandalo con certi articoli, che tutto fanno fuorché essere spunto di riflessione.

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    1. “Tutto il popolo serramannese partecipando in massa alle celebrazioni e alle processioni ha testimoniato che esiste qualcosa in cui vale la pena credere, e per quel qualcosa ha voluto dare il massimo.”

      Tutto? Tutto tutto tutto? Se questo articolo è scandaloso come lei dice che aggettivo dovremmo usare per gli innumerevoli casi di pedofilia documentati interni alla struttura “Chiesa”? Limitiamoci a commentare l’articolo e non ad attaccarne l’autore: è l’invito scritto ad inizio dell’articolo stesso e questo può leggerlo ed interpretarlo senza l’aiuto di un prelato al fianco che interpreti correttamente il tutto.

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  2. Salve Domenico 77,
    Hai ragione, hai ragione su tutta la linea, anche quando irridi e ironizzi su ciò che ho scritto.
    E’ vero, non vivo con la Bibbia sul comodino e non mi permetto di commentarla ma solo di citarla; e poi sì, nomino il nome di Dio invano, sette volte contro le tue dieci. Non sono maestra e il testimone lo lascio fare a te che certo sei un buon cristiano, ami le celebrazioni per esprimere la fede, proprio lì dove io invece la sento scemare.E’ anche vero che non sono semplice né umile, ma non sono io che predico tali virtù dal pulpito.
    E’ sacrosanto che la carità non è solo aiutare un bisognoso, ma non è neanche ciò che hai scritto tu cioè evitare di confondere o essere di scandalo con dubbie riflessioni. La carità è porsi vicino all’altro, in ascolto, sforzarsi di capire il suo bisogno, non di pane, non di acqua, non di soldi. Se avessi avuto meno rabbia e risentimento avresti letto nelle mie parole solo lo sbandamento di una cristiana, lo sconcerto di una fede che cerca altre testimonianze, altri modelli di vita religiosa, che si pone mille domande, trovando ben poche risposte!,su come oggi si può e deve vivere la religione.
    Ti saluto con un abbraccio, tu conosci il mio nome e cognome, se vuoi confrontati con me, mettendo da parte diffidenza e acredine, ti aspetto.

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  3. Carissimo Domenico 77,la Bibbia non bisogna tenerla nel comodino,rischi d’addormentarti e non capisci più niente.
    La Bibbia la devi tenere in una libreria ricchissima.
    Per leggerla,confrontarla,capirla e aplicarla.
    Non c’è scritto che bisogna metterla nel mercato per vendere santini,fiochi,nastrini,candele ecc……

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  4. Manuela, vedo solo ora il tuo scandaloso articolo. 🙂 Complimenti per le tue riflessioni: le stesse cose le hanno pensate in tanti ma solo in pochi osano pronunciarle a voce alta, per non esporsi a critiche…e immagino che il motivo dei pochi commenti sia proprio questo…

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  5. La visita del simulacro della Madonna di Fatima nel mese di ottobre non è passato inosservato a Serramanna. Infatti non è stato il solito evento religioso, come ce ne sono tanti, ma ha catalizzato l’attenzione di buona parte della popolazione che ha partecipato anche economicamente per la riuscita dell’evento. Manuela, con un intervento coraggioso, ha espresso il suo punto di vista offrendo, come si dice nell’introduzione, un interessante spunto di riflessione. Lo ha fatto, a mio parere, in modo molto garbato, senza la pretesa di voler indottrinare, né tantomeno offendere qualcuno. Uno spunto di riflessione per cui non è certo necessario avere la Bibbia a portata di mano, né conoscerne il contenuto, ma è indispensabile una grande dose di buon senso. Quello che forse manca a chi, forte delle sue conoscenze religiose, si permette di giudicare ed emettere sentenze, nascondendo vilmente la propria identità.

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    1. Quoto e sottoscrivo in toto.

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  6. Insomma!
    in definitiva……. il punto cruciale è solo uno,
    questa pellegrina di Fatima ha raggiunto i cuori dei suoi fedeli o no?
    Il resto è acqua calda o aria fritta che dir si voglia.

    Quando vedi qualcuno che non immagineresti, ed io ne ho visti tanti, piangere davanti ad un pezzo di legno intagliato, realizzi una sola cosa; quello non è un pezzo di legno, è invece un significante che rimanda ad un significato.
    Quella statua, con rispetto per tutti ma senza voler decadere nel relativismo religioso, non posso certo definirla idolo, ma segno.

    Buona Notte.

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  7. Va bene, caro Vile, prendo atto di ciò che tu ci racconti, del resto le vie del Signore sono infinite e soprattutto imperscrutabili.. Lungi da me capire e spiegare le lacrime delle persone, sarebbe come voler capire e spiegare i sentimenti che nascono dalle forti emozioni. E so, per averlo vissuto in prima persona, cosa si vive e si prova in questi contesti religiosi.
    Ti ringrazio per il rispetto, ma l’affondo sul relativismo religioso non l’accetto. Certe formule si devono usare ad hoc e nel mio scritto non ve ne è traccia. Cito la definizione datane nel sito “Vie dello spirito” :<>. In quali parole della riflessione tu vedi tale posa mentale? Magari aspetto una tua precisazione. Se dalla tua esperienza deduci che quella statua è un segno, cosa sono tutte le statue ospitate nelle nostre chiese? Pezzi di legno intagliati? Il significante che rimanda ad un significato (quale poi?) è prerogativa di questa pellegrina di Fatima?
    La statua di Maria neanche io la voglio definire idolo, tanto meno la vorrei vedere come un segno perché nei segni non ci credo. Credo in lei donna e madre di Gesù, che come tutte le madri ha avuto grande influenza sul figlio segnandone l’infanzia e il profilo del futuro adulto. Il suo stile di vita ci sia di esempio ma ciò che ci guida siano le parole del figlio.
    Quando ho letto il tuo commento mi è venuta in mente una poesia si Montale:
    Come Zaccheo
    “Si tratta di arrampicarsi sul sicomoro
    Per vedere il Signore se mai passi.
    Ahimè, non sono un rampicante ed anche
    Stando in punta di piedi non l’ho visto.”
    E’ proprio quello che è successo a me nei giorni di questo evento religioso. Naturalmente e fortunatamente questo è relativo, sì, caro Vile, relativo a chi cerca e non dispera di trovare.

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  8. Relativismo religioso. L’espressione significa l’atteggiamento di uno che considera tutte le religioni buone e ne conclude: dunque una vale l’altra.
    Scusate ho visto che la definizione non è stata inserita nel commento

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  9. La sete non presupone l’acqua, ma deve ipotizzare la sua esistenza.

    Cerca e troverai.
    Senza polemica.
    Buona Notte.

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