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Perché si fa l’albero di Natale?

di Davide Batzella Letto 4.821 volte0

di Paolo Casti

albero natale serramanna

L’albero di Natale rappresenta, insieme al presepe (vedi le foto del Presepe Vivente 2012 a Serramanna), una delle tradizioni natalizie più diffuse nel mondo; ma, mentre del presepe è chiara l’origine cristiana, meno chiara è l’origine dell’albero di Natale.

L’immagine dell’albero visto come simbolo del rinnovarsi della vita è tradizionalmente un tema pagano, presente sia nel mondo antico che medioevale e successivamente recepito dal Cristianesimo.

Il Natale è la principale festa dell’anno, costituita da una serie di festeggiamenti che iniziano col solstizio d’inverno e si protraggono fino all’Epifania. Feste che nella tradizione popolare erano legate alla chiusura di un ciclo stagionale ed all’apertura del nuovo ciclo.

La festa, appartiene all’anno liturgico cristiano, in cui si ricorda la nascita di Gesù Cristo, che nella cristianità occidentale cade il 25 dicembre, mentre in quella orientale il 6 gennaio.

La tradizione cristiana, si intreccia quindi con quella popolare e contadina, perché prima della festa cristiana, in questo periodo esistevano già una serie di ricorrenze e riti legati al mondo rurale.

Nell’antica Roma, ad esempio, dal 17 al 24 dicembre,  si festeggiavano i Saturnali, in onore di Saturno (dio dell’agricoltura), ed era, un periodo dove si viveva in pace, si scambiavano i doni e si facevano sfarzosi banchetti.

Da queste origini possiamo far risalire la tradizione del ceppo natalizio.

L’albero di Natale, vero e proprio, è una tradizione che viene fatta risalire agli antichi popoli germanici, che a partire dal solstizio invernale (i giorni più corti dell’anno) nei loro riti pagani, festeggiavano il passaggio dall’autunno all’inverno, piantando davanti alle case un abete ornato con mele, noci, datteri e fiori di carta e bruciando un enorme ceppo nei camini; il ceppo veniva scelto tra i migliori, preferibilmente di quercia (legno propiziatore che raffigura la forza e la solidità), ed era bruciato nelle case davanti alla famiglia al completo per 12 giorni consecutivi.

Dal modo in cui ardeva si poteva supporre come sarebbe stato l’anno a venire. Simbolicamente si bruciava il passato, e si coglievano i segni del prossimo futuro: le scintille che si innalzavano nella cappa simboleggiavano il ritorno dei giorni lunghi, la cenere veniva raccolta e sparsa nei campi per auspicare abbondanti raccolti.

Il ceppo natalizio ai nostri giorni si è trasformato nelle luci e nelle candele che addobbano case, alberi e strade; quindi il Natale dei nostri giorni deriva sia da tradizioni di origine pagana e sia da credenze religiose.

La stessa parola abete significa simbolicamente nascita, origine; la lettera “A” e la lettera “B” (in greco “α” e “β”, in ebraico e caldaico “alef” e “bet”) formano la parola “alfa-beto”. L’«A-bete» simboleggiava dunquea nche un’espressione alfabetica, cioè letterale della nascita di tutte le cose ,e perciò era celebrato a “Natale” che significa infatti nascita.

Nelle case italiane l’albero di Natale è arrivato da pochi decenni e in circostanze curiose, infatti verso la fine del 1800 questa moda dilagava in tutte le corti europee tra le famiglie dell’alta nobiltà. Anche la regina Margherita, moglie di Umberto I di Savoia ne fece allestire uno in un salone del Quirinale, dove la famiglia reale abitava.

La novità piacque moltissimo e l’albero divenne di casa tra le famiglie italiane in breve tempo.

albero natale roma

L’albero di Natale è generalmente un abete adornato con piccoli oggetti colorati, luci, dolci, piccoli regali impacchettati e altro.

Solitamente viene preparato qualche giorno o qualche settimana prima di Natale, usualmente nel giorno dell’Immacolata concezione, l’8 dicembre e tolto dopo l’Epifania.

Nei primi anni del Novecento gli alberi di Natale hanno conosciuto il culmine della diffusione, diventando gradualmente il simbolo del Natale universalmente riconosciuto. Lo stesso Papa Giovanni Paolo II ha inaugurato l’usanza di un maestoso albero natalizio in Piazza San Pietro.

Nel dopoguerra il fenomeno ha raggiunto una dimensione consumistica senza precedenti, che ha fatto dell’albero di Natale e dell’insieme delle tradizioni ad esso correlate un potenziale status symbol, dando luogo alla nascita di una vera e propria industria dell’addobbo natalizio.

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