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Aperitivo d’Autore con Paolo Casti – Intervista e Filmato della serata

di Davide Batzella Letto 3.923 volte4

Ennesima occasione, il 30 aprile scorso, in cui si è potuto parlare e sentir parlare di storia, tradizioni e di persone che hanno dato lustro a Serramanna.

Questo presso l’Aperitivo d’Autore, dove Paolo Casti – studioso e appassionato di storia locale – ha concluso il suo intervento dicendo:

“Abbiamo visto che anche Serramanna ha avuto degli uomini che le hanno dato lustro e vorrei permettermi di dire che nel nostro paese si potrebbero addirittura istituire dei premi o dei concorsi come minimo di levatura regionale se non addirittura nazionale o internazionale; pensate a:

1 – Premio Vico Mossa dedicato all’Architettura

2 – Premio Giovanni Battista Melis avente come tema l’Agricoltura

3 – Premio Franco Putzolu sul tema del Disegno e del fumetto

4 – Premio Giovanni Solinas su temi Letterari e Filosofici

5 – Premio Itala Testa in tema di cucina (o cucina sarda)

Qualcuno storce il naso, ma io invece son convinto che anche qui come in altri paesi si potrebbe fare qualcosa; pensate a Villacidro col premio intitolato a Dessì.

Abbiamo un potenziale enorme tra le mani, e basta semplicemente crederci per realizzare un qualcosa di importante.

Pensate ad esempio all’istituzione di un concorso di idee di Architettura intitolato “Premio Vico Mossa”, organizzato in collaborazione con l’Università e il Comune di Sassari e col patrocinio della Regione Sardegna con magari a tema il restauro di un centro storico o di un monumento, una casa in mattoni crudi…

O un premio intitolato a Franco Putzolu inserito in un congresso fieristico sul disegno, murales, fumetti o dipinti da realizzarsi magari negli ampi locali dell’ex Cantina Sociale.

Solo fantascienza? Io non credo.

Come per tutte le cose, bisogna crederci e lavorare sodo per realizzarle”.

Qualcuno commentando la serata, ha detto: “È stato piacevole sentir parlare in termini così positivi del nostro paese e dei personaggi di maggior rilievo. C’è davvero bisogno di positività!”.

Paolo, ha voluto incentrare il suo intervento sul “NOI”, ovvero sul fatto che Serramanna siamo noi, e noi tutti siamo compartecipi del suo progredire e del suo andare avanti come pure del contrario; quindi una grande iniezione di positività e un rigetto del “tanto non c’è nulla” e del quadro che ne verrebbe fuori se ci si soffermasse a leggere solamente i titoli dei quotidiani, che notoriamente tendono a dar risalto alle notizie di cronaca nera piuttosto che alle iniziative o alle notizie positive.

È stato veramente interessante, ed’è stata palpabile, l’enfasi con cui ha “decantato” in che modo dei semplici cittadini hanno voluto dedicarsi e dedicare del tempo a dare lustro e prestigio al loro paese, al nostro paese, Serramanna.

Vico Mossa, Giovanni Battista Melis, Franco Putzolu e Giovanni Solinas, senza dimenticare Itala Testa e le sue “Lunas de Serramanna”, son state certamente delle piacevoli scoperte o riscoperte per chi già li conosceva; la semplicità e la garbatezza delle descrizioni hanno fatto sì che una serata di grande spessore, scivolasse via leggera senza annoiare il pubblico presente.

aperitivo d'autore paolo casti

Oltre a deliziarvi col video della serata, proponiamo un intervista a Paolo Casti, ad opera di Valentina Spiga, anche lei appassionata e scrittrice provetta; buon ascolto e buona lettura.

  1. Da quanto tempo non vivi più a Serramanna?

Ho la residenza a Domusnovas dal 2003, e vi abito dal 2005… mio malgrado; nel senso che io e mia moglie, anche lei serramannese, abbiamo deciso per motivi logistici e lavorativi di stabilirci qui, ma seppur breve la distanza, il distacco è “pesante”.

  1. Perché hai iniziato le tue ricerche?

Non posso trovare un punto da cui ho iniziato le mie ricerche o datare questo evento, ma come dissi nella conferenza tenuta a Dicembre 2014, sicuramente un fatto cruciale è stato quando mio padre, per il mio 13° compleanno mi regalò «Sardegna Nostra» di Giuseppe Struglia, un libro in due volumi sulla storia della Sardegna e rimanevo affascinato da ciò che leggevo … nuraghi, conquistatori spagnoli e tombe dei giganti… mentre nel secondo volume c’erano – ci sono – alcune righe su ogni paese e ricordo che di Serramanna citava la chiesa di San Leonardo, la cantina e ne vantava le produzioni agricole di carciofi e pomodori.

  1. A quanti anni hai iniziato a raccogliere i tuoi primi documenti per dare risposta alle tue domande?

Credo dal 1985 stesso… ricordo che ritagliavo il giornale se riportava notizie di Serramanna; purtroppo non ho più le cose più vecchie. Cominciai prestissimo anche a cercare e conservare vecchie cartoline, bigliettini da visita etc… Conservo ancora i calendarietti pubblicitari de “Su Stazzu”, “Dal Baffo”, “Midnight” etc…

  1. Sicuramente hai raccolto molto nel corso degli anni, ma dove trovavi le tue “fonti”? Avevi qualcuno che ti aiutava nelle tue ricerche?

Mai! Come ho detto giovedì durante l’aperitivo d’autore, purtroppo non ho avuto il supporto di nessuno, anzi ho sempre trovato porte chiuse, diffidenza e invidia; l’unica persona che mi ha dato qualcosa è stata la signora Margherita Medda (moglie di Giovanni Battista Melis), per il resto, il nulla, ho sempre fatto tutto da solo… ricerche sul campo, archivi digitali e cartacei, biblioteche etc…

  1. C’è stata una ricerca che ti ha impegnato di più, in termini di tempo e/o difficoltà?

Le ricerche che più mi hanno impegnato ma al contempo dato le maggiori soddisfazioni son state in primis quella sul Conte di Serramanna e sui Murales e per ultima quella su Antoniccu Ledda… son state tutte e tre un susseguirsi e un crescendo di scoperte e di incontri davvero incredibili e inimmaginabili. Ricerche, alcune delle quali, son state ahimè troppo semplicisticamente bollate come superficiali, benché corredate da pagine di fonti attendibili, citazioni e documenti, e questo un po’ mi è dispiaciuto, ma tant’è non ho mai fatto nulla per compiacere alcuno, ma sempre e solamente guidato dalla mia sete di conoscenza e dalla mia passione.

  1. Quanto tempo dedicavi alla tua passione e come ti organizzavi? Quanti anni ci sono voluti per avere materiale per i tuoi libri?

Non è che vi ho dedicato del tempo nel senso letterale del termine, nel senso che molte notizie e scoperte sono arrivate per caso, magari anche parlando di tutt’altro; per farti un esempio, anche la ricerca sul Conte di Serramanna è nata quasi casualmente quando in Comune adottò lo stemma e il gonfalone. Vidi lo stemma che riportava l’emblema del 1° Conte e mi chiesi “Chi sarà stato l’ultimo?”… mi venne naturale.

La “storia” dei libri è curiosa, nel senso che inizialmente non avevo propriamente l’idea di stampare un libro. Avevo inizialmente completato la ricostruzione della storia del titolo del Conte di Serramanna e mi sarebbe piaciuto creare il libretto che la raccontava; lo intitolai “Serramagna” e lo proposi agli amministratori comunali di allora (2010 n.d.r.) dicendogli che glielo cedevo senza volerci guadagnare sopra a patto che loro lo stampassero e lo rendessero di pubblica fruibilità, ma oltre alle promesse non se ne fece mai nulla. Nel frattempo avevo altre ricerche, curiosità etc che pubblicavo sia sul quindicinnale “Il Provinciale del Medio Campidano” che su ASerramanna.it, e qualcuno scherzando mi disse: “Ci bessidi ‘u libru”… tanto mi dissero e tanto feci… autopubblicai il mio primo libro… fedele al moto che “chi fa da sé fa per tre”.

  1. E’ arrivato anche per te quel momento in cui, per un motivo o per un altro, hai perso la tua voglia di andare avanti nelle tue ricerche?

Si e no. Come ti ho detto prima, il fatto di scrivere a prescindere da tutto e tutti e soprattutto supportato da una forte passione hanno fatto si che seppur con qualche periodo di calo dell’entusiasmo ho sempre cercato di andare avanti. Pensa che anche in questi giorni, trovandomi a far visita ad un parente all’ospedale, mi ha colpito un quadro visto in un corridoio… la foto di un murales di Serramanna, scattata nel 1982, in cui vi è riportato l’autore… e giù nuovamente con le domande “perché?”, “chi è questa persona che scattò la foto?” e così via…. È una cosa incontrollabile e quindi non gestibile razionalmente seppur in certi momenti verrebbe davvero voglia di mollare tutto.

  1. Quale è stato l’argomento che ti ha più incuriosito e appassionato?

Quelli già citati: Murales, il Conte.

  1. Perché hai voluto condividere la tua passione con gli altri pubblicando i tuoi libri?

Perché la conoscenza delle nostre radici e della nostra storia non devono essere patrimonio di un singolo o di pochi eletti, ma di tutti i serramannesi; la cultura e la conoscenza non sono né di destra né di sinistra e non hanno un prezzo.

  1. C’è qualche domanda che ti sei posto per la quale non hai saputo dare o trovare risposta?

Domande tante… le risposte le sto ancora cercando…

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Commenti (4)

  1. Vorrei ringraziare la Biblioteca Comunale di Serramanna per l’ospitalità l’occasione donatami di parlare della mia passione, delle mie ricerche e dei mie libri e il Gruppo FRADES che si è prodigato per allestire la mia esposizione al meglio, davvero impagabili; mi scuso se l’altra sera non ho fatto questi ringraziamenti pubblicamente, ma diciamo che non sono avvezzo a parlare in pubblico e l’emozione e la tensione giocano brutti scherzi. Grazie di cuore, davvero, e grazie anche a chi ha partecipato.

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  2. Carissimo Paolo, Complimenti vivissimi, vorrei io essere un buon conferenziere, ma purtroppo so solo fare ricerche e scrivere qualcosa.-

    L’ultimo scritto, che andrà prossimamente in stampa, è la biografia del Colonnello Pilota Mario Aramu Medaglia d’Oro al Valore Militare alla Memoria, l’aeroporto Militare di Fertilia è dedicato a lui.-

    Ciao alla prossima.-
    Silvio Tasselli

    Historical Researcher
    Journalist Freelance

    Please, visit my web site:
    http://www.silviotasselli.com

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