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Centrale a biomasse nel territorio di Serramanna

di Simone Lasio Letto 4.863 volte0

di Paolo Casti

centrale-biomasse-serramanna

Il progetto per la megacentrale per la produzione di energia da biomasse nel territorio di Serramanna nacque nel 2006, con la costituzione della società “Sardinia Bio Energy” e il conseguente avvio del percorso autorizzativo da parte del management, contando sull’esperienza trentennale dei partner nei mercati energetici; nel 2007 la progettazione esecutiva e costruttiva dell’impianto e finalmente i primi collaudi nel 2009 e l’entrata a regime l’anno successivo.

Enormi i numeri dell’impianto alimentato da prodotti vegetali locali e anche con il cosiddetto “nocciolino”, il guscio di palma africana, residuo della produzione di olio di palma.

Queste le  caratteristiche principali della centrale ospitata lungo la S.P. 60 al km 5.300, in località “Pimpisu” a Serramanna:

Potenza attiva elettrica nominale netta: 11,8 MWe

Potenza termica nominale della caldaia: 49,5 MWt

Produzione energia elettrica annua: circa 100.000 MWh

Consumo nominale annuo combustibile: 120.000-140.000 t/anno

Potere calorifico combustibile di riferimento: 2.800 kcal/kg

Le ricadute occupazionali che il Gruppo genera sul territorio sardo sono quantificabili in indotto complessivo di circa 190 unità lavorative, di cui in maniera diretta oltre 40. Il personale impiegato nei vari cantieri forestali rappresenta inoltre un continuo presidio del territorio a garanzia della pulizia del bosco e limitazione dei danni dovuti ad eventi come incendi.

Recentemente il Gruppo ha ottenuto l’autorizzazione definitiva per un impianto a Biogas Cogenerativo da c. 1MW nel Comune di Serramanna, nei terreni di proprietà del Gruppo limitrofi alla centrale elettrica. La vicinanza con la centrale a biomasse permetterebbe il recupero del calore generato dall’impianto a biogas (questa integrazione tra gli impianti potrebbe generare una riduzione di consumi di biomasse). Inoltre sono state ottenute le autorizzazioni alle connessioni elettriche dell’Enel per la consegna di energia elettrica.

Protocollo d’intesa «Il Comune di Serramanna e la Sardinia Bio Energy firmarono un protocollo d’intesa che prevedeva il versamento di una somma, a titolo di contributo ambientale, che doveva servire ad abbattere i costi energetici sostenuti dall’amministrazione. La Sardinia Bio Energy assunse questo impegno, oltre alla realizzazione di un’opera di utilità pubblica del valore di 700 mila euro e la fornitura diretta al Comune dell’energia a prezzo di costo», dichiarò Sandro Marongiu (sindaco che firmò l’accordo all’epoca – Fonte: Unione Sarda, 24 maggio 2013).

Il Comune però non ha mai realizzato la rete di collegamento con la centrale e il programma rimase solo sulla carta. Il protocollo d’intesa, seppure mai attuato, invece dovrebbe essere sempre valido.

Approfondimento

Le biomasse

Le biomasse comprendono vari materiali di origine biologica, scarti delle attività agricole riutilizzati in apposite centrali termiche per produrre energia elettrica. Si tratta generalmente di scarti dell’agricoltura, dell’allevamento e dell’industria.

  • legname da ardere
  • residui agricoli e forestali
  • scarti dell’industria agroalimentare
  • reflui degli allevamenti
  • rifiuti urbani
  • specie vegetali coltivate per lo scopo

Trarre energia dalle biomasse consente di eliminare rifiuti prodotti dalle attività umane, produrre energia elettrica e ridurre la dipendenza dalle fonti di natura fossile come il petrolio. Una fonte di energia pulita su cui l’UE ha deciso di investire al pari dell’eolico.

I biocombustibili sono un’energia pulita a tutti gli effetti. Liberano nell’ambiente le sole quantità di carbonio che hanno assimilato le piante durante la loro formazione ed una quantità di zolfo e di ossidi di azoto nettamente inferiore a quella rilasciata dai combustibili fossili.

Il fatto che l’energia dalle biomasse si basi soprattutto sugli scarti di produzione delle attività produttive è un’ulteriore vantaggio economico e sociale in quanto il settore riutilizza e smaltisce rifiuti in modo ecologico.

Quello che un tempo era un costo da sostenere si è oggi trasformato in un’opportunità da non perdere e da sfruttare per produrre preziosa energia elettrica.

La Centrale a biomasse

Una centrale a biomasse è una centrale elettrica che utilizza l’energia rinnovabile ricavabile dalle biomasse estraendola attraverso diverse tecniche: l’energia può essere ottenuta sia per combustione diretta delle biomasse, mediante particolari procedimenti tendenti a migliorare l’efficienza, sia mediante pirolisi, sia mediante estrazione di gas di sintesi (syngas) tramite gassificazione. Il termine biomassa definisce qualsiasi materia organica (cioè derivata dal processo di fotosintesi clorofilliana) con esclusione dei combustibili fossili e delle plastiche di origine petrolchimica.

Questa definizione raggruppa una varietà estremamente eterogenea di materiali: può trattarsi, ad esempio, di cascami dell’industria, di residui di lavorazioni agricole e forestali, di legname da ardere, di scarti dell’industria agroalimentare, di sterco e reflui degli allevamenti, di oli vegetali, rifiuti urbani, ma anche specie vegetali coltivate allo scopo, come il pioppo, il miscanto, o altre essenze e specie a crescita rapida e di facile coltivazione, adatte allo scopo.

Riferimenti:

http://www.sardiniabioenergy.it
http://www.ecoage.it

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