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Gialeto 1909 Serramanna: una grande famiglia per tornare al passato

di Davide Batzella Letto 1.863 volte0

Nel 2012 la Polisportiva Gialeto, una delle società più conosciute del Medio Campidano e protagonista per quasi tutti gli anni Ottanta del campionato Interregionale (l’attuale Serie D), ha concluso le sue attività agonistiche dopo una storia lunga poco più di un secolo, a causa di problemi finanziari. Nello stesso anno, per non lasciare Serramanna senza una società, è stata fondata l’ASD Gialeto 1909, che ha ripreso a fare calcio attraverso il settore giovanile grazie all’apporto dei ragazzi locali. A partire dalla stagione 2014-2015 è ripartita l’attività agonistica, con la prima squadra che attualmente milita nel campionato di Seconda Categoria, un risultato fortemente voluto dal presidente Piero Carlotti che punta sullo sviluppo del settore giovanile per ritrovare i fasti di un tempo.

gialeto

Il responsabile della sezione calcio, Ignazio Piras, ha spiegato quali sono stati i passaggi chiave per riportare il nome della Gialeto nel calcio dilettantistico sardo e qual è l’attuale filosofia della società.

La società ha preso il posto della Polisportiva Gialeto, dissolta nel 2012. Come si è arrivati alla decisione di riformare la prima squadra?

La Gialeto non è rappresentata da un numero di partita IVA o da dei libri contabili, la Gialeto è molto di più: è una grande famiglia e ha una storia molto lunga e importante, che ha attraversato tutto il Novecento ed è arrivata sino a oggi. Per questo motivo rappresenta un patrimonio del nostro territorio e pertanto nei nostri cuori non ha mai cessato di esistere. La scelta di iscrivere la prima squadra nei campionati è stata fatta soprattutto per dare continuità al settore giovanile che tanto bene ha fatto e sta facendo, lo si evince anche dai risultati delle squadre che occupano i vertici delle varie categorie giovanili.

Cos’è rimasto della vecchia Polisportiva Gialeto nella nuova società?

Non tanto: l’unica vera conferma è che abbiamo mantenuto i colori sociali, rosso e verde.

Quali difficoltà avete incontrato in queste prime due stagioni di attività?

Purtroppo ci ritroviamo in un periodo economico di recessione, una situazione del genere non poteva lasciare indenne il calcio e la nostra squadra. C’è mancanza di sponsor, gli imprenditori sono alle prese con i problemi delle loro rispettive aziende e di conseguenza sono meno incentivati a dare una mano alle squadre. Gli stessi comuni non sempre collaborano come potrebbero, poi ci sono altri fattori come gli incassi scarsi delle partite che contribuiscono a mostrare uno specchio fedele della crisi. Come ricetta per combatterla abbiamo deciso di puntare sul settore giovanile e sui ragazzi locali, sono convinto che a fare la differenza sarà l’attaccamento alla maglia da parte dei nostri tesserati.

Inizialmente l’attività della Gialeto 1909 si è concentrata soltanto sul settore giovanile. Com’è organizzato il vivaio?

La scuola calcio è il fiore all’occhiello della società, è patrimonio fondamentale e linfa vitale per la stessa esistenza della Gialeto. È composta dalle categorie Micro, Piccoli Amici, Pulcini, Esordienti, Giovanissimi e Allievi, con oltre cento ragazzi iscritti. È coordinata da un responsabile della scuola calcio, per ogni categoria c’è un ulteriore responsabile con due collaboratori. I ragazzi sono accompagnati allo sport da istruttori qualificati e i risultati si vedono: i Giovanissimi sono saliti lo scorso anno nel campionato Regionale e attualmente sono quinti in classifica; gli Allievi partecipano al campionato Provinciale e sono in testa. Ai nostri ragazzi abbiamo insegnato il motto della società: “Vinci senza presunzione, perdi senza amarezza”.

Quest’anno la prima squadra partecipa al campionato di Seconda Categoria. Come procede la stagione?

Non benissimo. Purtroppo siamo partiti male e fin dall’inizio del campionato abbiamo dovuto far fronte a una miriade di infortuni gravi che stanno condizionando l’andamento del campionato. La stagione è ancora lunga e sono sicuro che nel corso della parte finale ci prenderemo delle soddisfazioni. Non abbiamo fretta, l’intento è quello di far crescere i ragazzi con calma e professionalità.

Quali sono gli obiettivi agonistici prefissati a breve-medio termine?

L’obiettivo è portare entrambe le categorie giovanili nei campionati Regionali e riuscire a far esordire i ragazzi che sono cresciuti con noi in prima squadra. Sono sicuro che lavorando con questa filosofia presto rivedremo la Gialeto nella categoria che merita.

Come può descrivere il rapporto tra la squadra e la città, sia per quanto riguarda il pubblico sia per l’amministrazione comunale?

La nostra squadra, nonostante i problemi, è ancora la più amata dai serramannesi, e anche chi per motivi di lavoro ha dovuto lasciare la nostra terra ha ancora impressi nel cuore i colori rosso-verdi. L’amministrazione comunale dovrebbe avere maggiore attenzione, non dico per la Gialeto ma per lo sport in generale, molto spesso purtroppo si scontra con i bilanci comunali.

Esiste qualche aspetto curioso e tipico nelle attività, per esempio riti prima o dopo le gare?

Alla fine di ogni partita abbiamo introdotto il terzo tempo, tipico del rugby. Dopo ogni gara tutti i giocatori delle due squadre si riuniscono assieme cogliendo l’occasione per bere, mangiare e scambiare opinioni come succede tra amici, riuscendo così a stemperare le tensioni della partita.

Come riesce a conciliare il ruolo di responsabile del settore con la sua professione?

Come ogni persona occupata nello sport si fanno tanti sacrifici, anche economici, e si dedica il poco tempo disponibile, però si viene ripagati con tante soddisfazioni. Come società siamo molto contenti del lavoro svolto e dell’impegno messo dalle numerose persone che collaborano al nostro progetto, è stata una grande soddisfazione rivedere la prima squadra nei campi di calcio, così come vedere il nostro primo ragazzo proveniente dagli Allievi fare il debutto da titolare in prima squadra. È una cosa che ancora oggi fa venire i brividi, la buona riuscita del nostro progetto è frutto del lavoro di squadra, la Gialeto è una grande famiglia.

Fonte | FIGC-SARDEGNA

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