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Serramanna al Salone Internazionale del libro di Torino tra Gramsci e Vico Mossa

di Davide Batzella Letto 2.377 volte0

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Il Comune di Serramanna ha partecipato alla XXIX edizione del Salone Internazionale del libro, tenutasi a Torino dal 12 al 16 Maggio 2016.

All’interno dell’evento è stata presentata ufficialmente la riedizione del romanzo autobiografico dell’illustre Architetto serramannese Vico Mossa “I Cabilli”.

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Il 13 maggio la delegazione serramannese ha partecipato al salotto letterario all’interno del quale sono stati illustrati i diversi progetti che si stanno attuando al fine della valorizzazione della figura di Vico Mossa, compresi la già citata riedizione de “I Cabilli” e il riordino dell’Archivio d’Architettura “Vico Mossa”, custodito presso la Biblioteca Comunale “G. Solinas” del nostro paese.

Condividiamo con voi una sintesi della giornata, scritta da antas.it:

di P. Fadda – 13 maggio 2016

Con il racconto in musica delle vicende legate all’intimo rapporto di Antonio Gramsci con la sua terra, si è aperta questa mattina a Torino la seconda giornata dello stand sardo presente al Lingotto per il XXIX Salone internazionale del libro. Con il consueto stile della narrazione accompagnata dalla musica, Giacomo Casti e Frantziscu Medda Arrogalla hanno esplorato lo stretto rapporto intrattenuto dal pensatore sardo con la Sardegna.

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Lo hanno fatto pescando a piene mani dalla biografia di Peppino Fiori e dalle stesse opere di Gramsci, soprattutto le due più note e amate: i Quaderni e le Lettere dal carcere. Assemblando un materiale ricco e denso di rimandi, emerge la forza di una relazione mai interrotta, un filo conduttore che ha caratterizzato tanta parte della produzione letteraria di uno e dell’altro.

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La notizia della scomparsa di Pinuccio Sciola è piombata sullo stand sardo come un fulmine. Durante la performance Casti e Medda hanno pensato di commemorarne la figura con un pensiero sentito che non ha mancato di commuovere il pubblico presente al Lingotto.

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Il programma pomeridiano si è aperto con l’incontro promosso dal Comune di Serramanna e dalle edizioni Illisso incentrato sulla figura e le opere di Vico Mossa, iniziativa legata alla ristampa dell’unico racconto, “I cabilli”, composto dall’architetto che ha contribuito a scrivere pagine importanti di storia urbanistica sarda. La vicenda di riscoperta e valorizzazione dell’opera di Mossa è legata soprattutto alla donazione fatta al Comune di Serramanna, da parte della famiglia, del suo archivio, una preziosa messe di documenti, inventariati e censiti da Alessandra Mocci, che ha partecipato all’incontro affiancata da Alceo Vado, Enrico Pinna e Guido Carcangiu. Si tratta di oltre tremila documenti fotografici, 280 disegni, 1200 documenti epistolari che riscostruiscono, per certi versi anche in dettaglio, un lungo e prolifico periodo a cavallo tra gli anni Trenta e Sessanta del secolo appena trascorso. Ciò che emerge è lo straordinario contributo offerto dall’architetto di Serramanna alla storia dell’urbanistica sarda, un materiale prezioso, che il Comune del centro del Cagliaritano intende custodire e valorizzare.

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La Cagliari poco nota del periodo a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento è, invece, il tema della seconda presentazione del pomeriggio “il capoluogo sardo raccontato con Grazia. Documenti poco noti tratti da Natura e Arte”. Partendo da un pezzo quasi sconosciuto, scritto da Grazia Deledda per il periodico “Natura e Arte”, è stato presentato uno spaccato straordinario da cui emergono i tratti caratteristici di una città, la sua storia, i suoi abitanti, ma anche gli usi e i costumi di una comunità che sia avvia gradatamente verso gli ormai prossimi tempi moderni. Decenni di storia in “poche righe” che caratterizzano questo documento importante della ricca produzione deleddiana.

Da un altro punto di vista, ma sempre sullo stesso versante deleddiano, il confronto tra l’opera della scrittrice nuorese e quella di un’autrice coeva, Amelia Melis Devilla, esplorato nel lavoro curato da Ilaria Muggianu Scanu e Mario Fadda “Due protagoniste del romanzo cattolico italiano”. Gli autori, stimolati dalle domande di Tania Murenu, hanno messo in luce la componente religiosa delle due scrittrici, elemento anche questo insolito rispetto all’opera della scrittrice nuorese. La chiusura dello spazio curato da Arkadia editore è stata affidata a Ilario Carta e al suo romanzo d’esordio “I giardini di Leverkusen”, una vicenda di formazione dai tratti fortemente autobiografici, per raccontare la storia di un giovane che, negli anni Settanta, si trasferisce in Germania dove il padre è emigrato anni prima.  Lavorerà qualche tempo in una fabbrica, un’esperienza dura in cui i suo sogni e suoi ideali di ragazzo si infrangono con la dura realtà di quegli anni travagliati in un paese straniero.

La chiusura di questa seconda intensa giornata al Salone è stata affidata a Mario Ballero e Giovanni Appendino con la presentazione dell’Herbarium biblicum, percorso ragionato tra le piante citate nella Bibbia.

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