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“Aspettando San Leonardo”: 24-25 giugno 2017

di Simone Lasio Letto 1.845 volte0

Sembrerebbe che a Serramanna si sia innescata una gara finalizzata allo stravolgimento degli usi e costumi immutati da decenni.

Il rinnovamento si sa è vitale e guai se non ci fosse, ma quando certi stravolgimenti vengono imposti e non condivisi con la popolazione non possono creare lacerazioni, malumori e aspre critiche.

Oggetto del contendere stavolta è il discernimento tra festeggiamenti civili e religiosi delle celebrazioni in onore di San Leonardo, che non dimentichiamoci è il Patrono di Serramanna.

In passato i dibattiti avevano come luogo di sfogo la piazza del paese, mentre oggi è il mondo virtuale (mica tanto, viste le sue ripercussioni sul mondo reale) dei “social” ad offrire questa opportunità e fare da megafono amplificando tutto, anche i malumori; veniamo ai fatti.

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Con uno scarno comunicato, a firma de “Il comitato di San Leonardo 2017” viene diramato un “Avviso alla cittadinanza” in cui si comunica che i festeggiamenti civili in onore del Santo Patrono, San Leonardo, verranno anticipati ai giorni 24 e 25 giugno 2017, mentre quelli religiosi rimango invariati e si terranno il 6 novembre.

Apriti cielo! Come già avvenuto in passato per “S’Incontru” si son create delle accese discussioni; da una parte i custodi delle tradizioni e dall’altra, pare, gli appartenenti al “comitato dei festeggiamenti” che con fare spocchioso e infastidito ha stroncato sul nascere qualsiasi osservazione con un laconico «Non vi sta bene? Statevene rinchiusi in casa che tanto si fa uguale», facendosi forti del fatto che “anche il parroco è d’accordo”. Ma all’oscuro del consiglio pastorale a quanto pare…

Probabilmente dando avviso di questa prospettiva e non decidendo tête-à-tête magari la variazione sarebbe stata meglio digerita dai puristi delle tradizioni; infatti da più persone si è portata avanti anche l’idea di fare solamente la festa religiosa, giacché pare la motivazione di questa anticipazione è stata addotta alla variabilità del tempo a novembre (ma chi può dire se a giugno pioverà o meno?) e che il ricavato destinato alla festa civile venga devoluto al restauro della cupola di San Leonardo (a supporto dell’iniziativa “una tegola per la cupola” lanciata il 6 gennaio dal parroco Don Pes) nell’interesse di Serramanna e del nostro patrimonio artistico.

Mai si fosse tirata in ballo la “questua” che ha aperto un altro canale di discussione che ha visto le fila dei contendenti ingrossarsi e animarsi ancor maggiormente.

«Perché non vi unite al comitato visto che avete tutte queste belle idee? E magari non vi blindate in casa quando passiamo per la questua?».

La risposta piccata non si è fatta attendere «è nostro dovere pagare le tasse, la questua per i santi è un’offerta libera e dovrebbe essere anche segreta, come tale ognuno di noi la fa quando può, come può e se ha piacere di farlo, non esiste farla per dovere, ed è vergognosa e irrispettosa l’abitudine di “segnare” gli assenti e ritornare a cercarli».

C’è invece chi ne approfitta per lanciare un appello: «Visto che ci sono tantissimi giovani di buona volontà, perché non danno una mano alle volontarie a tenere pulita ed in ordine la chiesa? Vi aspettiamo tutti i venerdì mattina dalle 7 alle 9».

È ovvio che qualsiasi cosa si faccia non si potranno accontentare tutti e tutti avranno la loro opinione per rendere onore al detto “centu concasa, centu berrittasa”, ma il dialogo gioverebbe di sicuro così come le scelte condivise.

In conclusione, il 6 novembre è San Leonardo, a cui è dedicata una festa prettamente religiosa, tanto che per tanti anni quella civile nemmeno si è fatta e non ci sarebbe nessuno scandalo se anche quest’anno non ci fosse e se anzi i proventi della questa venissero dirottati (previo avviso, naturalmente) alla ricostruzione della cupola.

Meritevole di attenzione anche la proposta avanzata da un altro partecipante alla discussione:

«si prenda atto che il mese di Novembre non è adatto per quel tipo di manifestazioni e si caratterizzi la festa del Patrono con iniziative culturali di vario genere, da riproporre annualmente, come avviene in molti altri comuni. Sono convinto che utilizzare i soldi della questua per il restauro della cupola e per la cultura, troverebbe un riscontro positivo nella nostra comunità».

Se invece si volesse istituire una nuova festa civile, chiamata eventualmente“Aspettando San Leonardo” da festeggiarsi nei giorni del 24 e 25 giugno ben venga!

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