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Terzo appuntamento con Don Bruno Pittau: Perché parrocchia di Sant’Ignazio e non di Santa Maria o di Sant’Antonio?

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di Don Bruno Pittau

Carissimi Serramannesi ex parrocchiani ed Amici.

Oggi voglio svelarvi perché la seconda Parrocchia è intitolata a S. Ignazio e non a Santa Maria o a Sant’Antonio. La Nuova Parrocchia annunciata il 3/10/1971, almeno “in teoria”, è nata simile in tutto, con gli stessi diritti e i medesimi doveri alla Matrice di S. Leonardo. Perché nel territorio assegnatole, si trova ubicata la chiesetta campestre di S. Maria, la Curia ipotizzava di assegnarle il titolo di “Parrocchia Santa Maria”.

Nacque ufficialmente col titolo di Parrocchia S. Ignazio, il primo di novembre del 1971, in tale data, io stesso fui nominato Primo Parroco. Una grande amicizia mi legava al nostro Arcivescovo, Card. Sebastiano Baggio.

Considerando che la festa della Madonna, sarebbe stata organizzata dalla nascente Parrocchia, nonostante l’assegnare il titolo, fosse un compito esclusivo della Curia, e tra l’altro già ipotizzato, confidando nella benevolenza del Cardinale nei miei confronti e nella empatia reciproca, insistetti nel chiedere di poter far scegliere alla Comunità, il nome del Santo Patrono. La sua prima risposta fu questa: Ma Bruno, cosa mi chiedi? È sempre la Curia a scegliere il titolo. Risposi all’Arcivescovo: “Eminenza, per ogni cosa, volendo, potrebbe esserci sempre la prima volta”.

Il Cardinale, bontà sua, volle chiudere il discorso dicendo: “Va bene”, ma dato che la Parrocchia non può restare senza il titolo del Patrono, fai presto a nominarlo, e poi, vieni immediatamente a riferirmi”. Preparo una lettera che alla domenica, come posso, distribuisco alla popolazione.

Su circa 600 schede consegnate, ne sono rientrate all’incirca la metà. La popolazione non fu preparata, nel modo dovuto, alla nascita della Seconda Parrocchia. La maggioranza per parecchio tempo, ne ignorò persino la nascita. L’andito dell’Asilo di Via D’Annunzio assegnatoci, per ufficiare come Parrocchia, poteva contenere al massimo una trentina dì persone e iniziamo con 2.500. Da subito, ritenni opportuno, costruire una sede provvisoria, nel cortile interno della casa dove abitavo in affitto. Di mattina insegnavo, di sera aiutavo un po’ come manovale.

All’epoca indossavo una casacca rossa. Dal colore di questa casacca, mi affibbiarono la denominazione di “prete comunista“. Altri invece mi consideravano un prete ortodosso. Solo da qualche mese, dai pressi di Via Rinascita, dove era ubicata la mia abitazione, andò via un prete ortodosso, che invano, aveva tentato d’impiantare una Comunità cristiana orientale.

Qualcuno credeva che stessi a riproporre la fallita esperienza ortodossa.

I pareri sul Santo da proporre come Patrono, erano discordi. La popolazione si divideva in due grossi tronconi. Chi abitava nella zona della stazione, sosteneva e portava avanti la candidatura di S. Antonio, i residenti nella zona di Via Rinascita, ove era situata la mia abitazione, ed anch’io, personalmente, portavamo avanti la candidatura di S. Ignazio.

Feci lo spoglio, in privato, non si era ancora per nulla organizzati, i voti di S. Antonio li passai a S. Ignazio e viceversa.

Questo modo anomalo di procedere, in coscienza, non mi lasciava tranquillo, mi pareva quasi di aver offeso S. Antonio, che per esattezza storica, è giusto ricordare, che fu il più votato. Quando il lunedì dopo lo spoglio, come d’accordo, mi recai, immediatamente a riferire al Cardinale, mi disse scherzosamente: “Bruno, spero che non ci siano stati dei brogli elettorali”. “Eminenza, risposi, mia madre, donna di grande fede, quando nasceva un figlio, l’affidava alla protezione di un Santo. A me assegnò Sant’Ignazio da Laconi. Da ragazzo facevo la collezione delle immaginette dei Santi, quella di S. Ignazio, che lo ritraeva composto nell’Urna, era tra quelle che gradivo meno. Per averne in cambio una di un altro Santo, davo più santini di S. Ignazio. Di questo Santo, tra l’altro non conoscevo minimamente nemmeno la vita. Ora mi veniva offerta una buona occasione, per riparare anche se a livello di inconscio, lo scarso gradimento infantile che nutrivo per la sua immagine, proprio perché mi era poco gradita, ho dato una spintarella, forse un po’ eccessiva. I voti di Sant’Antonio, gli ho trasferiti a Sant’Ignazio e viceversa, così Sant’ Ignazio, che appartiene pure lui all’Ordine Francescano, se Vostra Eminenza, accorda ora il suo benestare potrebbe diventare il Patrono della Seconda Parrocchia in Serramanna. S. Antonio, ha chiese in tutto il mondo, anche in Diocesi, ne ha una anche a Quartu S. Elena e a S. Ignazio, il personaggio più illustre del Settecento Sardo, potrebbe essergli dedicata, la prima Parrocchia, in assoluto, nella nostra Diocesi di Cagliari. Nonostante la grande devozione di noi Sardi, verso questo Santo, neanche i frati Cappuccini sono riusciti a fargli intitolare una Parrocchia”.

Sorridendo di gusto, man mano che spiegavo i motivi del mio operato, il Cardinale, annuiva con il capo e condivideva in pieno la mia spiegazione. Con molta benignità, ha avvallato il mio operato. “Bruno, devo dirti, che hai avuto una magnifica e geniale idea. Mi trovi pienamente d’accordo, e te ne sono grato, così valorizziamo anche i Santi Sardi. Ricadendo unicamente su di me, ogni responsabilità, quale Pastore della Diocesi, voglio accontentarti e dispongo che S. Ignazio da Laconi, sia il Patrono della nuova Parrocchia“. Così S. Ignazio, con l’autorità propria dell’Arcivescovo, Cardinale Sebastiano Baggio, a pieno titolo, è diventato il Patrono della seconda Parrocchia. Credo che anche lui sia stato ben felice, di essere nominato nostro Patrono, e lo dimostrerà.

Qualcuno, benché poco assiduo ai doveri religiosi, però sempre pronto a pontificare, saputo del cambio operato, tra S. Antonio e S. Ignazio ha criticato e fatto conoscere attraverso i media, il suo parere contrario. Lo scambio avvenuto non è stato mai tenuto nascosto, ma prima di renderlo pubblico, da subito, è stato rivelato a chi di dovere, che, ampiamente informato sul modo cui si è proceduto, ritenuti validi i motivi esposti, ha dato la sua completa e regolare approvazione.

Che sia stato scelto S. Ignazio e non si sia lasciato il titolo ipotizzato di Santa Maria, senza volerlo o pensato di proposito, forse, è stata una grazia molto grande, operata dal Patrono. Con la scarsa considerazione che si aveva del rione, col clima di ostilità che c’era ai tempi, verso la Seconda Parrocchia, se si fosse lasciato il titolo di S. Maria, poteva capitare qualcosa di veramente sconvolgente. Il rione veniva chiamato con vari nomignoli dispregiativi: S. Elia, Montelepre, Orgosoleddu. Anche chi abitava nella zona, mostrava un’evidente complesso di inferiorità. Si aveva la chiara impressione che la zona facesse parte di una realtà diversa del resto del paese.

La stessa Chiesa, per la benedizione delle case, invece di andare a benedire, di casa in casa, arrivati a su “cunettoni”, si dava un’unica benedizione generale, o si andava a benedire solo qualche famiglia distinta o amica. Una citazione latina dice omne trinum est perfectum, ossia “Ogni cosa trina è perfetta”, cioè “Ogni complesso di tre, tutto quel che risulta di tre elementi o parti, è cosa perfetta”.

Volendo fare una nuova parrocchia, nella nascita della nostra Parrocchia tre sono i componenti che vi hanno concorso a formala: Santa Maria, S. Antonio e S. Ignazio secondo il detto dovrebbe risultare una parrocchia perfetta. Naturalmente lo affermo scherzando, perché le peripezie hanno avuto una realtà molto diversa.

Immaginetta di Sant’Ignazio da Laconi

Ho voluto includere anche l’immaginetta che in qualche modo ha determinato la scelta del nostro Patrono.

Auguri a tutti per una buona preparazione alla celebrazione. Saluto tutti con affetto. Che Sant’Ignazio e la Madonna di Monserrato e anche S. Antonio, cui anche a lui siamo legati, ci benedicano.

Spero di scrivere ancora sulla storia della Parrocchia che ho fondato per ringraziare Dio sui grandi doni ricevuti tramite la mediazione di S. Ignazio.

Arrivederci, preparerò un articoletto ogni undici del mese per far conoscere Notizie e Curiosità sulla Parrocchia di S. Ignazio.

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