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Requiem per un cappero

di Davide Batzella Letto 3.165 volte0

di Bruno Garau

Era un arbusto di cappero mite e poco appariscente, che non dava disturbo a nessuno. Era nato casualmente nell’arida fessura di un vecchio muro in blocchetti  e faceva bella mostra di sé a mezza altezza, coi suoi bei rami flessuosi, ricoperti di foglie di un verde brillante.

Il tutto realizzava una gradevole macchia di colore che interrompeva la monotonia di quel lungo muro di cinta, posto a difesa del cortile di una abitazione privata in un vicolo solitario e poco frequentato. In estate poi, senza nulla chiedere in cambio, regalava a chiunque desiderasse raccoglierli i suoi profumati e preziosi frutti, così utili per insaporire e rendere speciali tante ricette sulla tavola,  ricca o povera che fosse,  dei fortunati possessori.

Ma un brutto giorno i proprietari del muro pensarono che il suo aspetto vetusto e le crepe del suo intonaco non fossero più consoni alla dignità del loro stato sociale, e decisero che era venuto il momento di dargli un aspetto più lussuoso e moderno. Così all’improvviso calò su quel vicolo una solerte squadra di muratori, che nel corso di una settimana di fine estate imprigionarono il muro con le loro impalcature funeste.

Quando, al termine del lavoro, le impalcature vennero rimosse, divenne evidente lo scempio che era stato perpetrato. La macchia di verde brillante a metà altezza non esisteva più, e al suo posto compariva l’immagine abbagliante di un muro lisciato a calce, senza la benché minima imperfezione  della sua superficie  anonima, così simile al tetro muro senza speranza del cortile di un carcere, o al lungo corridoio angosciante di un manicomio senza vie di fuga. 

Un utile cappero gentile era stato soppresso e sepolto vivo, tristemente sacrificato sull’altare del prestigio sociale, in un vicolo  finalmente moderno, asettico e privo di vita. Ora, nello stesso punto, sul muro faceva bella mostra un efficiente faro a luce led, posto quasi a imperitura memoria, come una moderna lampada votiva.

Bruno Garau, 16 settembre 2023.

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