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Serramanna Film Festival 2026: una settimana di cinema tra memoria, musica, animazione e documentario

di Davide Batzella Letto 532 volte0

Dal 2 all’11 luglio torna a Serramanna il Serramanna Film Festival, giunto alla sua terza edizione. Il festival si conferma un appuntamento culturale che utilizza il cinema come strumento di racconto del reale e di confronto tra linguaggi, generazioni e territori.

Il programma 2026 si sviluppa attorno a un percorso che attraversa il documentario, l’animazione e le forme ibride del cinema contemporaneo, con serate tematiche, incontri con autori, masterclass e un laboratorio di produzione audiovisiva.

Apertura tra memoria e territorio (2 luglio)

La serata inaugurale, intitolata “Luoghi della memoria”, è dedicata al rapporto tra spazi e identità collettiva. Dopo l’apertura ufficiale del festival, il programma propone due documentari che affrontano il tema della memoria attraverso prospettive differenti.

“S’animu” di Marina Anedda racconta il legame tra uomo, territorio e tradizioni della Sardegna, attraverso uno sguardo attento ai gesti quotidiani e alla continuità culturale. La proiezione è introdotta dalla regista.

Segue “Stillegrad” di Cristiano Mattei, un viaggio in un complesso di garage abbandonati che diventa riflessione sul rapporto tra memoria, identità e trasformazione degli spazi, a partire da un passato legato alla scena musicale underground sassarese.

Miti contemporanei e cultura musicale (3 luglio)

La seconda giornata, “Miti contemporanei”, si apre con l’incontro “La memoria in movimento” insieme ad Antonello Zanda e la Cineteca Sarda, dedicato alla conservazione del patrimonio audiovisivo regionale.

In serata il festival propone due documentari legati alla nascita di comunità culturali e musicali:
“Harder Times – Storia di un mito” di Irene Atzeni racconta la scena elettronica sarda degli anni Novanta e la nascita di una comunità attorno alla club culture.
Segue “Cocoricò Tapes” di Francesco Tavella, che ripercorre la storia del celebre locale simbolo della cultura club italiana.

La serata si conclude con un DJ set, in continuità con i temi musicali dei film.

Animazione e linguaggi visivi (4 luglio)

La terza giornata è dedicata all’animazione con il tema “Immaginare il reale”, che propone una riflessione sull’uso del linguaggio animato per raccontare il presente.

Nel pomeriggio si tiene la masterclass di Giommaria D’Angelo sulla scenografia artigianale nello stop motion, dedicata ai processi di costruzione di mondi con mezzi semplici e alla centralità della manualità nel cinema contemporaneo.

In serata vengono proiettati diversi cortometraggi:
“Ajò West!”, “Amarillo”, “Gauze” (Gobelins), “Singularity” (Blender Studio), “Un regalo da sogno”, insieme a una selezione di lavori dell’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari.

Il cinema come sguardo sul mondo (9 luglio)

La quarta serata, “Sguardi sul mondo”, propone il documentario “The Launch” di Gianluca Vassallo, dedicato al tema del viaggio come esperienza di trasformazione.

La proiezione è introdotta dal regista, che dialoga con il pubblico sui temi e sul processo creativo dell’opera.

Serata conclusiva tra formazione e memoria (11 luglio)

La giornata finale, “Raccontare la memoria”, unisce formazione e produzione cinematografica.

Si apre con un incontro dedicato al linguaggio del documentario con Antioco Floris, insieme alla presentazione del volume Il documentario nella Sardegna del nuovo millennio, e con un dialogo con Marco Antonio Pani sul ruolo del documentario nella produzione contemporanea.

Segue la restituzione del laboratorio di cinema documentario, con la proiezione del lavoro realizzato dai partecipanti durante il festival.

La serata prosegue con “Su Suergiu de Accoro” di Andrea Mura e si chiude con “Il Padiglione sull’Acqua” di Stefano Croci e Silvia Siberini, dedicato all’opera dell’architetto Carlo Scarpa e al suo legame con la cultura giapponese.

La regista Silvia Siberini sarà presente per introdurre il film insieme al direttore della fotografia.

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