L’Ass. Cult. Tradizioni Popolari di Serramanna alla Festa del Redentore di Nuoro
di 28 Agosto 2026 08:03 Letto 562 volte0
Un momento di altissimo valore storico e comunitario, la partecipazione dell’Associazione Culturale Tradizioni Popolari Serramanna alla 126ª edizione della Festa del Redentore di Nuoro, svoltasi il 23 agosto del 2026, dove ha racchiuso un profondo significato simbolico. Alcuni componenti dell’associazione hanno sfilato in abiti tradizionali, lungo le vie di Nuoro, nel rinnovato cammino storico che quest’anno ha rimesso al centro il sagrato della Cattedrale di Santa Maria della Neve. L’associazione ha proposto una fedele e rigorosa ricostruzione basata sulle foto della ricerca storica locale.
Abiti semplici, sobri e colorati. Gonne tradizionali realizzate in cotone, seta e il tipico tessuto bordau, Muncadoris (fazzoletti copricapo), sciallusu (scialli) e grembiuli di differenti fogge e trame.
Il fulcro visivo e devozionale della sfilata del costume serramannese è stata: la voce dei partecipanti che, lungo il cammino, hanno recitato e cantato il rosario utilizzando l’antica melodia serramannese, recuperata e restituita alla comunità grazie alla ricerca storica e il solenne stendardo processionale dedicato al Sacro Cuore di Gesù, risalente ai primi del Novecento.
Un preziosissimo manufatto, ma un pezzo storico autentico concesso in prestito per l’evento che proviene direttamente dalle collezioni del Museo delle Tradizioni Religiose Serramannesi della Chiesa di Sant’Angelo.
È stato affidato all’associazione grazie alla disponibilità del parroco Don Giuseppe Pes, permettendo, a un tesoro normalmente custodito, di tornare a sfilare tra la gente.
Lo stendardo del Sacro Cuore che sfila per le strade di Nuoro, non ha portato in mostra un folklore artificiale o lo sfarzo dei gioielli. Ha scelto la via della verità storica e della devozione più pura: la sobria eleganza degli abiti della festa, la compostezza dei gesti e, sopra ogni cosa, il secolare Stendardo del Sacro Cuore di Gesù.
Custodito per anni nella penombra protettiva della Raccolta Museale di Sant’Angelo, quel manufatto dei primi del Novecento, è ritornato alla luce del sole grazie alla sensibilità di Don Giuseppe Pes e dell’Associazione, è diventato il vero ambasciatore dell’anima serramannese. Vederlo sfilare e tra le vie di Nuoro ha significato mostrare alla Sardegna intera la fede di questo angolo del Campidano.
Il Sacro Cuore e il suono armonioso del rosario, che aveva risuonato per generazioni nelle case e nelle chiese, hanno riempito l’aria delle strade di Nuoro, trasformando la sfilata in un autentico atto di fede in movimento, una forza viva, capace ancora di camminare tra la gente.
E’ una dimostrazione che la Raccolta del Museo di Arti Religiose Serramannesi di Sant’Angelo non è un freddo deposito di oggetti morti, ma un custode di identità capace di farsi ambasciatore delle tradizioni di Serramanna nelle più importanti vetrine religiose della Sardegna.
Ieri come oggi, Serramanna continua a scrivere la sua storia e finché ci saranno mani pronte a sorreggere quell’antico stendardo e voci pronte a intonare e cantare la nostra antica melodia del rosario, la memoria dei nostri padri continuerà a sfilare nel tempo, fiera, intatta e immortale.
Grazie… e un sentito ringraziamento profondo e sincero ai volontari, custodi silenziosi e appassionati che curano la memoria e i tesori sacri di Serramanna.






