Festa di Santa Maria 2026: “Saboris de Cabudanni” con tradizione e sapori del Campidano
di 6 Settembre 2026 08:49 Letto 629 volte0
Dal 5 al 10 settembre i festeggiamenti in onore di Santa Maria. Domenica 6 settembre al centro “Saboris de Cabudanni”, il progetto enogastronomico dedicato ai prodotti, ai saperi e alla cultura contadina del territorio.
Serramanna si prepara a rinnovare uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità con la Festa di Santa Maria 2026, in programma dal 5 al 10 settembre presso la chiesa campestre di Santa Maria e in altri luoghi del paese.
Una festa che unisce devozione, memoria, cultura, spettacolo e tradizioni popolari e che quest’anno si arricchisce di un progetto dedicato all’identità agricola e agroalimentare del Campidano: “Saboris de Cabudanni”, in programma domenica 6 settembre negli spazi attorno al santuario campestre.
Il nome scelto per l’iniziativa racchiude già il senso del progetto. “Cabudanni”, in lingua sarda, indica il mese di settembre, tradizionalmente legato all’inizio della nuova annata agraria. Era il periodo in cui si rinnovavano gli accordi per la conduzione dei campi, il lavoro dei braccianti e quello dei pastori: intese spesso affidate non alla scrittura, ma alla parola data, espressione di un sistema di relazioni e valori profondamente radicato nella cultura sarda.
Da questa memoria nasce “Saboris de Cabudanni”, pensato per valorizzare le eccellenze agroalimentari locali, sostenere i produttori del territorio e riportare al centro saperi, produzioni e pratiche legate alla cultura contadina. Tra i prodotti che si intende valorizzare, un ruolo particolare sarà riservato alla sapa, localmente chiamata “saba”, preparazione profondamente legata alla cultura rurale e ingrediente fondamentale di alcuni tra i più rappresentativi dolci della tradizione sarda.
Durante la giornata saranno presenti stand enogastronomici, degustazioni, dimostrazioni di alcune produzioni tradizionali e momenti dedicati al racconto delle pratiche agricole locali. Spazio anche alla musica e ai balli popolari, in un percorso che vuole favorire l’incontro tra generazioni e la trasmissione di conoscenze che appartengono alla storia della comunità.
L’evento si svolgerà presso la chiesa campestre di Santa Maria, in un contesto rurale che richiama pienamente le origini agricole della comunità. Il santuario non rappresenta soltanto una preziosa testimonianza architettonica e religiosa, ma custodisce la memoria collettiva di intere generazioni che, da oltre trecento anni, rinnovano con profonda devozione il pellegrinaggio e i festeggiamenti in onore di Santa Maria, appuntamento profondamente sentito che richiama ogni anno l’intera cittadinanza e numerosi visitatori.Al programma civile si affianca il ricco calendario religioso, cuore dei festeggiamenti in onore di Santa Maria, con celebrazioni,momenti di preghiera e le tradizionali processioni tra la Parrocchia e il Santuario di Santa Maria. Particolarmente significativa sarà la processione di lunedì 7 settembre verso il santuario, seguita mercoledì 9 settembre dal rientro del simulacro in Parrocchia.
A raccontare il senso del percorso avviato dal nuovo Comitato è Erika Littera, componente del Comitato Santa Maria 2026:
«Ad ormai un giorno dall’inizio dei festeggiamenti in onore di Santa Maria non possiamo che ritenerci soddisfatti del percorso fatto sino ad ora, ma sappiamo bene che il meglio deve ancora venire. Tutto è iniziato circa un anno fa, quando Giovanni Maria ha riportato a me e Fabio una richiesta del Comitato uscente di Santa Maria: un cambio generazionale. La proposta era allettante, ma la paura era tanta. Santa Maria è da sempre la festa più importante del nostro paese, sa Festa Manna, e sentivamo tutta la responsabilità di questo passaggio. Per noi rinnovare non ha mai significato stravolgere, per questo abbiamo mantenuto fin da subito un contatto stretto con chi, per anni, ha lavorato per la riuscita della festa. Da soli non avremmo potuto fare nulla: abbiamo coinvolto i giovani della Parrocchia, tante persone della comunità e diverse realtà associative di Serramanna, che hanno abbracciato con entusiasmo questo progetto. Inizialmente la domanda che ci siamo posti è stata: “Perché sei qui? Cosa significa per te la festa di Santa Maria?”. Questa domanda è diventata la nostra linea guida e ci ha aiutato a non perdere mai la rotta, soprattutto nei momenti più difficili. Ognuno ha dato la propria risposta, ma tutti avevamo un sogno comune: far tornare a splendere una festa che è nel cuore di tutti i serramannesi».
Il Comitato sottolinea anche il valore della collaborazione costruita con il territorio:
«Ringraziamo don Pes per la sua fiducia e i suoi preziosi consigli, il Comitato uscente per l’aiuto, le tante realtà associative di Serramanna che ci hanno accolto con entusiasmo e tutti i cittadini serramannesi. Ci hanno aperto le loro case con gioia e speranza verso un Comitato formato da ragazzi giovani e pieni di entusiasmo. È stato fondamentale sentirci accolti e supportati. L’obiettivo che ci siamo prefissati per questo primo anno è quello di valorizzare le tradizioni con l’aiuto della tecnologia, senza mai perdere di vista l’aspetto religioso. Abbiamo curato tanto l’organizzazione delle Messe e delle processioni, dando ascolto anche alle richieste e ai consigli delle persone più anziane: è una grande ricchezza poter ascoltare ancora i loro racconti. Anche per il programma civile abbiamo cercato, nel nostro piccolo, di accontentare tutti con le risorse che siamo riusciti a reperire, affinché tutti si sentano coinvolti. Non abbiamo solo lavorato per la nostra Comunità, ma anche con la nostra Comunità, che non ci ha abbandonato ma ci ha supportato e incoraggiato. È questo il senso più profondo della festa: coinvolgere tutti, perché noi abbiamo pensato all’organizzazione, ma la Festa la facciamo tutti insieme. Speriamo che nei prossimi anni sempre più persone si avvicinino, o meglio riavvicinino, alla Festa e che questo Comitato possa crescere ogni anno di più. Attrus annus».
La giornata di domenica 6 settembre prenderà il via alle ore 10.30 con l’inaugurazione ufficiale di “Saboris de Cabudanni”, i saluti delle autorità e l’apertura della “Carradedda Audarya”. Alle 11.30 spazio alla musica tradizionale sarda con Angelo Pitzalis all’organetto. Nel pomeriggio, dalle 16.30, si proseguirà con Michele Usai all’organetto, Alessio Spanu alla chitarra e voce e Leonardo Palmas alle launeddas.
Un ulteriore momento dedicato alla valorizzazione delle produzioni locali sarà la cena gourmet delle ore 20.30, curata dall’Associazione Cuochi Provincia di Cagliari e Sud Sardegna, riconosciuta dalla Federazione Italiana Cuochi, presso lo stand del Comitato. Un menù pensato in sintonia con lo spirito di “Saboris de Cabudanni”, facendo dei prodotti del territorio il punto di partenza del racconto gastronomico.
«A nome dell’Associazione Cuochi Provincia di Cagliari e Sud Sardegna, ringrazio i giovani del Comitato Santa Maria per averci invitato a realizzare questo menù, nato per valorizzare i prodotti del territorio».
A sottolinearlo è Samuel Mervyn Rainey, presidente dell’Associazione Cuochi Provincia di Cagliari e Sud Sardegna.
La serata proseguirà alle ore 21.00 con il Covershow Staytri e, dalle 22.00, con il DJ set di Palmas, Grey e Sam SLKT.
Il programma della Festa prenderà il via sabato 5 settembre. Tra gli appuntamenti culturali, alle 18.30, nel porticato della chiesa di Santa Maria, Stràngius Festival proporrà la presentazione del libro “Diventare umani. Una grammatica di vita spirituale” con l’autore Luciano Manicardi.
Nel corso dei giorni di festa si alterneranno spettacoli musicali, teatro, balli tradizionali e appuntamenti culturali: dal Party 90/2000 a DJ Matrix, dal debutto della commedia “Cicciu Fruschedda” di Antonio Garau a cura della compagnia teatrale Su Stentu di Serramanna, fino alla tribute band “Pinguini Tattici Similari”, ai “Fantasias de Ballos”, allo spettacolo pirotecnico e al concerto corale professionistico “In honorem Beatæ Mariæ Virginis”, realizzato in collaborazione con Kairós APS.La Festa di Santa Maria resta prima di tutto uno dei momenti più sentiti dalla comunità serramannese: giorni di devozione, incontro, memoria e partecipazione, capaci ogni anno di riunire generazioni diverse attorno a una tradizione profondamente radicata nel paese.
Via | Comunicato Stampa




