Efisio Nocco porta Serramanna nella Giunta nazionale ANAPA: un riconoscimento a vent’anni di impegno
di 3 Ottobre 2026 09:14 Letto 810 volte0
Per Efisio Nocco arriva un nuovo importante traguardo nel mondo della rappresentanza degli agenti assicurativi. Il professionista serramannese è entrato nel 2026 nella Giunta esecutiva nazionale di ANAPA Rete ImpresAgenzia, diventando il primo sardo a ricoprire questo incarico.
Un percorso che ASerramanna.it segue ormai da dieci anni. Già nel 2016 avevamo raccontato il suo impegno negli organismi nazionali di categoria e la sua partecipazione alla definizione dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro. Nel 2019 tornammo sull’argomento in occasione di un nuovo CCNL e dell’incarico regionale assunto all’interno di ANAPA. In quell’occasione seguimmo Efisio direttamente a Bologna, per vedere da vicino e comprendere concretamente cosa significhi svolgere il ruolo che oggi ricopre all’interno della rappresentanza di categoria.
Oggi quel percorso compie un ulteriore passo. Dopo quasi otto anni alla guida regionale dell’associazione, Nocco ha scelto di lasciare la presidenza, oggi affidata a Mario Mastino, mantenendo l’incarico di vicepresidente regionale e affiancandolo al nuovo ruolo nazionale.
Tra i prossimi impegni ci sarà anche il lavoro per il rinnovo del CCNL dei dipendenti delle agenzie di assicurazione, dopo quattro contratti ai quali Nocco ha già partecipato dal 2009 a oggi.
Parallelamente continua l’attività professionale della Nocco Assicurazioni, che Efisio conduce insieme al fratello Michele Nocco. L’agenzia è stata inserita per il secondo anno consecutivo tra le realtà “Top 100” premiate da Unipol. Un risultato che i fratelli Nocco condividono con tutti i dipendenti, i collaboratori e le diverse filiali, considerandolo il frutto del lavoro dell’intera struttura.
Proprio venerdì 2 ottobre 2026 Efisio è stato inoltre tra i protagonisti ad Arborea della giornata formativa promossa da ANAPA ed E.N.B.Ass. e dedicata all’“impresa agenzia del futuro”, con circa settanta partecipanti provenienti da diverse zone della Sardegna e numerosi interventi sui temi dell’organizzazione, della sicurezza, della formazione, della gestione del personale e delle nuove tecnologie.
Abbiamo quindi voluto riprendere un dialogo iniziato dieci anni fa, facendo con Efisio Nocco il punto sul percorso compiuto e sulle nuove sfide che lo attendono.
Nel 2016 ti avevamo intervistato quando eri già impegnato negli organismi nazionali di categoria. Dieci anni dopo sei nella Giunta nazionale ANAPA: qual è stato il passaggio più importante di questo percorso?
«Dal 2009 a oggi ho partecipato alla realizzazione di quattro CCNL. Nel frattempo, sono arrivati quasi otto anni, per due mandati, alla presidenza regionale di ANAPA Sardegna, oltre al lavoro nel Consiglio nazionale e negli altri organismi dell’associazione.
Quest’anno avevo deciso di non ricandidarmi come presidente regionale. Mi è stato però chiesto di rimanere nella nuova squadra mettendo a disposizione l’esperienza maturata, e oggi sono vicepresidente regionale.
A maggio siamo arrivati al congresso nazionale di Roma. In Sardegna siamo riusciti a costruire un accordo molto forte tra colleghi appartenenti anche a gruppi agenti diversi, con l’obiettivo di sostenere una candidatura sarda. Per una regione come la nostra non è semplice, perché numericamente abbiamo molti meno iscritti rispetto a realtà come Lombardia, Piemonte, Campania, Lazio o Sicilia.
Ho quindi presentato la mia candidatura anche alle altre regioni italiane e il risultato è andato oltre le nostre aspettative. Ho ricevuto molti più voti di quelli che potevano arrivare dalla sola Sardegna, quasi il doppio di quanto ci aspettassimo, con consensi provenienti da diverse parti d’Italia.
L’ho vissuto soprattutto come un riconoscimento del lavoro svolto in quasi vent’anni per ANAPA, prima ancora per Unapass, e più in generale per la categoria degli agenti di assicurazione.»
Sei il primo sardo a entrare nella Giunta nazionale ANAPA. Che significato ha per te questo risultato e quali responsabilità comporta?
«Entrare nella Giunta nazionale non è automatico, perché all’interno di un’associazione nazionale devono essere rispettati tanti equilibri e tante rappresentanze.
Dopo il congresso, nei primi giorni di giugno, il nuovo presidente Roberto Arena ha deciso di inserirmi nella sua squadra. Ci conosciamo da tantissimo tempo e abbiamo fatto insieme molta “gavetta” sindacale.
Credo abbia pesato il lavoro fatto negli anni, compresa la partecipazione a quattro CCNL, ma soprattutto la disponibilità a lavorare per la crescita dell’associazione e per il bene comune degli agenti e dei loro dipendenti.
Arena voleva anche una Giunta capace di rinnovarsi, con persone di esperienza ma anche con nuovi ingressi e nuove energie. Per me è la prima esperienza in Giunta nazionale e la considero una grande attestazione di fiducia.
La vivo come un riconoscimento alla tenacia, al lavoro, alla competenza e all’esperienza maturata nel tempo, ma soprattutto come una nuova responsabilità.»
Avrai un ruolo importante nella commissione che seguirà il rinnovo del CCNL. Quali saranno le principali sfide?
«Il CCNL è uno degli aspetti ai quali ho dedicato più tempo nella mia esperienza associativa. Ne ho seguiti quattro dal 2009 a oggi e l’ultimo è scaduto il 30 giugno.
Per il prossimo rinnovo mi è stato affidato un ruolo di responsabilità nella commissione nazionale che dovrà seguire la trattativa. È un incarico importante perché significa confrontarsi con le organizzazioni dei lavoratori e cercare un equilibrio tra le necessità delle agenzie, che sono imprese, e quelle dei dipendenti.
Il mondo del lavoro è cambiato moltissimo e un contratto collettivo deve necessariamente accompagnare questi cambiamenti. Ci sono gli aspetti economici, naturalmente, ma anche welfare, organizzazione del lavoro, formazione, nuove professionalità e strumenti che negli ultimi anni sono diventati sempre più importanti.
Il mio obiettivo è portare al tavolo l’esperienza maturata in questi anni cercando, come abbiamo sempre fatto, soluzioni sostenibili per le agenzie ma allo stesso tempo capaci di tutelare e valorizzare i lavoratori.»
Come è cambiato il lavoro nelle agenzie assicurative?
«È cambiato radicalmente. Oggi un agente di assicurazione non può essere considerato semplicemente una persona che vende una polizza. È un imprenditore che deve gestire persone, processi, normativa, formazione, tecnologia e rapporti sempre più complessi con clienti e compagnie.
Anche all’interno delle nostre agenzie servono professionalità sempre più preparate. Gli adempimenti sono aumentati e il mercato richiede velocità, organizzazione e capacità di adattarsi.
Per questo parliamo tanto di processi. Anche l’incontro di Arborea nasce da questa esigenza: capire come costruire l’agenzia del futuro, come organizzare meglio il lavoro e come mettere i dipendenti nelle condizioni di crescere professionalmente.
La tecnologia deve aiutarci a lavorare meglio, ma dietro qualsiasi organizzazione efficiente rimangono le persone.»
Hai seguito E.N.B.Ass. fin dalle sue prime fasi. Che cosa rappresenta oggi?
«E.N.B.Ass. è una delle cose delle quali sono maggiormente orgoglioso. Ho avuto la fortuna di vivere praticamente dalla nascita la costruzione dell’Ente Bilaterale e di vederlo crescere nel tempo.
All’inizio il concetto era legato soprattutto alla tutela sanitaria dei dipendenti. Oggi E.N.B.Ass. è diventato molto di più: assistenza, welfare, formazione, sicurezza sul lavoro e strumenti a disposizione sia dei lavoratori sia delle agenzie.
Quando anni fa lavoravamo alla costruzione di questi strumenti non era scontato immaginare che sarebbero arrivati al livello attuale.
La giornata organizzata ad Arborea ne è un esempio concreto. Abbiamo portato in Sardegna dirigenti nazionali, tecnici ed esperti e affrontato temi che interessano direttamente la vita quotidiana delle agenzie. La risposta è stata molto positiva, con circa settanta partecipanti.
Per me è importante che anche in Sardegna si possano avere occasioni formative di questo livello, senza essere costretti ogni volta a spostarsi a Roma, Milano o in altre città della penisola.»
L’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie stanno entrando anche nel settore assicurativo. Come immagini il lavoro dell’agente nei prossimi anni?
«L’intelligenza artificiale è uno strumento che dobbiamo imparare a conoscere e utilizzare. Non credo che abbia senso averne paura o pensare di poter semplicemente ignorare ciò che sta accadendo.
Può velocizzare molti processi, aiutare nell’organizzazione, nell’analisi delle informazioni e in tante attività che oggi assorbono tempo. Ma non penso che possa sostituire completamente il ruolo dell’agente.
Il nostro lavoro si basa ancora moltissimo sul rapporto umano, sulla fiducia e sulla capacità di comprendere le reali esigenze di una persona, di una famiglia o di un’impresa. Quando accade qualcosa di importante, il cliente vuole ancora sapere che dall’altra parte c’è qualcuno che conosce la sua situazione e che può aiutarlo.
Cambierà quindi il modo di lavorare. Chi saprà utilizzare bene questi strumenti avrà probabilmente più tempo da dedicare proprio alla consulenza e al rapporto con il cliente.
La sfida sarà formarsi e governare l’innovazione, senza subirla.»
Nonostante gli incarichi nazionali, mantieni un forte legame con Serramanna. Quanto conta per te portare il nome del paese in questi contesti?
«Conta moltissimo. Serramanna è il paese dove sono nato, dove vivo e dove abbiamo costruito la nostra attività.
Quando raggiungo un risultato nazionale penso anche a questo. Essere oggi il primo sardo nella Giunta nazionale di ANAPA per me significa rappresentare la Sardegna, ma inevitabilmente significa anche portare con me il nome di Serramanna.
Nel nostro paese ci sono tante persone che raggiungono risultati importanti nel lavoro, nella cultura, nello sport e in tanti altri settori. Credo che queste esperienze dovrebbero essere conosciute e valorizzate maggiormente.
Non si tratta di cercare una medaglia o un riconoscimento personale. Credo semplicemente che una comunità debba essere orgogliosa quando un proprio cittadino riesce a rappresentarla in contesti regionali o nazionali.
Io continuerò a farlo con lo stesso spirito con cui ho iniziato tanti anni fa.»
L’importanza del lavoro di squadra
Accanto all’attività associativa rimane infatti quella quotidiana dell’agenzia assicurativa, costruita e portata avanti insieme al fratello Michele e a un gruppo di dipendenti e collaboratori che negli anni è cresciuto insieme all’impresa.
Anche il recente riconoscimento ottenuto da Unipol, con la conferma per il secondo anno consecutivo tra le “Top 100”, viene letto proprio in questa prospettiva: non come il premio di una singola persona, ma come il risultato del lavoro svolto nelle diverse filiali da tutta la squadra.
Una dimensione professionale e una associativa che continuano quindi a procedere parallelamente. Da una parte il lavoro quotidiano sul territorio, dall’altra Roma, i tavoli nazionali, il nuovo CCNL e la Giunta ANAPA.











